4 Marzo, speciali elezioni politiche e regionali

Il nostro speciale sulle elezioni legislative e regionali di Lazio e Lombardia di domenica 4 marzo 2018 con gli aggiornamenti pre e post voto

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Elezioni
Ecco il nostro articolo complessivo sulle elezioni legislative e regionali di Lazio e Lombardia che si terranno domenica 4 marzo 2018. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23.
COTRAL: RESIDENTI ZONE COLPITE DAL TERREMOTO VIAGGIANO GRATIS IL 3 E IL 4 MARZO
 

2 marzo h.16:00 2018. Al fine di agevolare l’esercizio del diritto di voto, tutti i cittadini che vivono al di fuori del proprio comune di residenza a causa degli eventi sismici potranno recarsi alle urne gratis con i mezzi Cotral. Per viaggiare gratis su tutte le linee regionali occorrerà esibire la tessera elettorale e un documento di identità. L’agevolazione è valida nelle giornate del 3 e 4 marzo per i cittadini residenti nei comuni di Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Castel Sant’Angelo, Leonessa, Micigliano, Posta, Cantalice, Cittaducale, Poggio Bustone, Rieti, Rivodutri, Amatrice, Accumuli e Cittareale.

Giorgio Greci sul voto di domenica: ‘Auspico massima attenzione alle esigenze delle Amministrazioni e comunità locali’

6 marzo h.17:30 – “Il voto nazionale degli italiani nell’ultima tornata elettorale ha espresso un dato di cui tener conto anche in chiave locale; chi si illude di poter riproporre vecchie ricette si ritroverà a fare i conti con lo scontento dei cittadini”. Lo afferma il candidato sindaco di Velletri Giorgio Greci commentando il voto di domenica scorsa. “Gli italiani hanno detto chiaramente che la mancanza di attenzione verso i problemi pratici delle persone e delle famiglie non è più tollerato” aggiunge Greci. “Penso che questa lettura sia valida anche a livello locale, dove troppo spesso le comunità sono abbandonate al degrado, ai disservizi e all’uso spregiudicato, da parte di alcuni, della tassazione locale usata per provare a fare quadrare i bilanci senza restituire servizi”. “In ambito regionale ci auguriamo che il riconfermato presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti sia capace, insieme alla Giunta che andrà a comporre, di guardare con nuova attenzione alle esigenze delle amministrazioni e della comunità locali che hanno bisogno di sostegno, soprattutto a livello sanitario e sociale, di adeguate politiche di valorizzazione e difesa del territorio. Noi continueremo a spronare la Regione, così come abbiamo già fatto negli ultimi cinque anni, perché il nostro territorio sia dotato dei necessari presidi ospedalieri e a vigilare affinché non sorgano a Velletri impianti di smaltimento di rifiuti incompatibili con le caratteristiche della città”. “Tra pochi mesi toccherà ai veliterni scegliere un nuovo sindaco – ha concluso Greci – noi siamo in campo da tempo con un progetto civico, vicino ai cittadini che ha come obiettivo principale il miglioramento delle condizioni di questa comunità e siamo certi che i cittadini, al momento opportuno, sapranno scegliere tra chi propone minestre riscaldate e chi ha veramente a cuore il benessere di questo territorio ricco di storia”.

ELEZIONI POLITICHE E REGIONALI, I DATI DEL COMUNE DI GROTTAFERRATA

6 Marzo h.18:15 – Nel Comune di Grottaferrata affluenza nella media nazionale per le elezioni politiche e regionali alle quali ha partecipato il 73,6% dei 15mila 627 aventi diritto. Prima forza politica in città il Movimento 5 Stelle che ha ottenuto alla Camera 2711 voti, pari al 25,76%, (2455 pari al 25,26% al Senato) al di sotto della media nazionale e meno di un punto e mezzo sopra il Partito Democratico che si è attestato alla Camera al 24,3% con 2557 preferenze alla Camera e 2444 al Senato (pari al 25,15%). Al 30,3% la coalizione di centrosinistra che affiancava al Partito Democratico le liste Italia Europa Insieme che ha ottenuto alla Camera 86 voti pari a uno 0,82%, Civica Popolare Lorenzin allo 0,51% con 54 voti alla Camera e 44 al Senato, +Europa con Emma Bonino al 4,16% e 438 voti alla Camera (387 al Senato). Fuori dalla coalizione di centrosinistra gli uomini e le donne di Liberi e Uguali con Pietro Grasso che a Grottaferrata hanno ottenuto il 3,5% dei consensi con 324 voti al Senato e 368 alla Camera dei deputati.  Potere al Popolo raggiunge l’1,4% alla Camera con 147 voti e 124 al Senato. Partito Comunista allo 0,4% (43 voti al Senato e 47 alla Camera), Sinistra Rivoluzionaria allo 0,09% con 8 voti alla Camera e 9 al Senato. Prima coalizione, anche a Grottaferrata il centrodestra che si attesta al 36,9% con Forza Italia e Lega appaiate tra il 13,32 del partito di Berlusconi con 1402 voti alla Camera e 1467 al Senato dove raggiunge il 15,09% e i 1393 voti della Lega alla Camera, pari a un 13,2% (13,5% al Senato con 1314 voti). Tra il  7,94% e i 772 voti al Senato e l’8,87% con 933 voti alla Camera il risultato di Fratelli d’Italia. Tra lo 0,52% del Senato con 51 voti e l’1,47% alla Camera i consensi di Noi Con l’Italia. Tra l’1,2 del Senato (119 voti) e l’1,4% della Camera pari a 155 consensi la lista Casa Pound, Forza Nuova – Italia agli Italiani si attesta tra lo 0,3%.  0,2% per il Popolo della Famiglia con 22 consensi alla Camera e 23 al Senato. Chiude la partita alla Camera il Blocco Nazionale per la Libertà con lo 0,04% e 4 voti, mentre al Senato comparivano anche le sigle di Pri-Ala che ha ottenuto 16 voti pari allo 0,1% e la Lista del Popolo che con 3 voti ha ottenuto lo 0,03%.

ELEZIONI REGIONALI: – Alle elezioni regionali primo posto per Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio rieletto con 4269 voti in città pari al 37,1%  e il sostegno di Pd (2441 pari al 21,2%), + Europa (217 voti pari all’1,8%), Liberi e Uguali (282 pari al 2,4%) , Centro Solidale (146 voti per un 1,2%), Italia Europa Insieme con Zingaretti (120 voti pari allo 0,86%) e Lista civica Zingaretti presidente (383 voti per un 3,3%).
Al secondo posto con 3361 voti pari al 29,2% il candidato del centrodestra Stefano Parisi, sostenuto dalle liste Forza Italia (1462 voti pari al 12,7%), Lega con 836 voti pari al 7,2%, Fratelli d’Italia con 679 voti (pari al     5,9%), e Energie per l’Italia con 114 voti pari allo 0,9%. Terza la candidata presidente del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi con 2494 preferenze pari al 21,7%. A seguire gli altri candidati Mauro Antonini sostenuto da Casa Pound ha ottenuto a Grottaferrata 223 preferenze pari allo1,9%, Elisabetta Canitano di Potere al Popolo con 137 voti pari al 1,2%, Giovanni Paolo Azzaro della Democrazia Cristiana con 43 consensi (0,4%), Jean Leonard Touadi di Civica Popolare con 37 voti pari al 0,3% e Stefano Rosati di Riconquistare l’Italia con 9 voti per uno (0,08%).

Cittadini per il Movimento 5 stelle Albano Laziale sulle elezioni del 4 marzo

6 Marzo h.19:00 – “La possibilità del cambiamento avanza con il MoVimento 5 Stelle. La volontà di cambiare ha vinto contro una legge elettorale truffa e l’inclemenza del clima. Gli italiani hanno investito nel Movimento la loro fiducia e la loro speranza in un futuro diverso, più giusto e più felice. Andiamo a costruire una Società dove il rispetto delle persone e l’uguaglianza dei diritti non sono negoziabili e l’unico scopo, che veramente ci interessa, è il benessere delle persone: TUTTE. Ora, la guerra ai privilegi, alla corruzione, allo sfruttamento diventerà ancora più feroce ed ognuno dovrà fare la propria parte. Ringrazieremo i 7776 cittadini di Albano Laziale (il 35,85%) che hanno deciso di dar fiducia al Movimento 5 Stelle con un impegno maggiore; lavoriamo insieme il 2020 è vicino e finalmente le stelle potranno tornare a splendere anche ad Albano”. Così dichiarano i Cittadini per il Movimento 5 stelle Albano Laziale.

Nota del capogruppo de Le Città della Metropoli sulle elezioni

7 Marzo h.15:00 – “Nicola Zingaretti ha rivinto le elezioni regionali. Per la prima volta nella storia un Presidente viene riconfermato. È stato premiato il lavoro svolto sui territori. Adesso si riparte da qui, continuando il alvoro già fatto. Faccio quindi i più sinceri e appassionati auguri e complimenti al Presidente Nicola Zingaretti e alla sua squadra che ha dimostrato grande capacità, esperienza e professionalità per il lavoro svolto e per il lavoro futuro. Il gruppo “Città della Metropoli” che è la sintesi della coalizione di centrosinistra a Palazzo Valentini, è disponibile più che mai a rafforzare il già ottimo rapporto con la Regione Lazio e il presidente Zingaretti per proseguire il cammino verso nuovi importanti obiettivi e vittorie”. Così dichiara Federico Ascani, Capogruppo “Le Città della Metropoli”.

Boccali (Gente Libera): “Quasi 1800 preferenze sono un orgoglio. Ormai siamo una realtà in crescita. Grazie di cuore”

9 Marzo h.13:00 – Ivan Boccali, Presidente di Gente Libera e candidato con la Lista Pirozzi alle regionali del 4 marzo, giudica positivamente il suo risultato personale. Quasi 1800 i voti ottenuti, a testimonianza del buon lavoro svolto sopratutto nella zona dei Castelli Romani, del litorale e a Roma. “E’ un dato che mi rende orgoglioso – dice – la Lista Pirozzi ha dimostrato di essere una bella alternativa ai giganti della comunicazione e del denaro. Pirozzi stesso è stato escluso da tutti i circuiti televisivi e attaccato per l’intera campagna elettorale dai giornali vicini al centrodestra. Una campagna vergognosa che è proseguita anche in queste ore con l’accusa infondata di essere il responsabile della sconfitta di Parisi. Parisi ha perso da solo e il centrodestra ha sbagliato il candidato. Con il centrosinistra in crisi, perdere era difficile. Ci sono riusciti. Pirozzi aveva dato ampia disponibilità al confronto. La verità è che Forza Italia gli ha alzato un muro contro, preferendo un ‘prestito’ da Milano. Bel capolavoro”. “Quanto al sottoscritto – continua Boccali – continuerò a lottare con la passione di sempre. Il movimento ‘Gente Libera’ – il dato lo dimostra – è ormai una realtà. Ringrazio in particolar modo le comunità che hanno portato il loro contributo alla nostra causa a Roma e provincia. Voti liberi, senza cene elettorali, senza partiti, senza buoni benzina, senza onorevoli. Da qui si riparte: la struttura è giovane, nuove battaglie ci attendono, ci sono grandi margini di miglioramento. Abbiamo portato in campo un nuovo modo di fare politica. Non abbiamo neanche puntato sull’accoppiata: gli unici a farlo nella nostra lista. Ci siamo domandati infatti quanto sarebbe stato sincero il dato elettorale. Rimaniamo convinti di aver fatto la scelta corretta. Un grazie a Sergio Pirozzi: se non fosse sceso in campo lui, non avrebbe avuto senso la nostra campagna elettorale”.

Elezioni, “Iniziativa Comune” scrive al presidente Mattarella: “Crisi di rappresentanza. Ripartire da cultura ed educazione civica”

9 Marzo h.16:00 – Lettera del portavoce dell’associazione, Rocco Tiso: “E’necessario favorire la partecipazione, per rigenerare una cultura politica o per meglio dire, quell’istinto politico che si riscontra in ogni ceto sociale, e che può trovare il proprio accrescimento solo attraverso la pratica del coinvolgimento”. L’Italia, un paese dove c’è forma ma manca la sostanza. Un paese che ha fame di politica e buongoverno ma vive una crisi di rappresentanza senza precedenti. Una disaffezione preoccupante, un vuoto valoriale nella società civile, che “Iniziativa Comune” ha saputo percepire, anche e soprattutto all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo, che non hanno dato alla nazione un governo stabile e definito. Rocco Tiso, portavoce del neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, – composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini) – ha dunque scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ponendo all’attenzione “un problema presente nella storia della nostra Democrazia che negli ultimi anni sta assumendo proporzioni preoccupanti. Ci riferiamo al processo di disintermediazione politica che privilegia un rapporto sempre più diretto fra il leader e i Cittadini (il Popolo) e che tra le prime vittime sta mietendo gli stessi partiti quali perni del sistema democratico rappresentativo”. Una crisi di rappresentanza, appunto. Ma cosa fare? Secondo Rocco Tiso, oggi è più che mai necessario favorire la partecipazione, “per rigenerare una cultura politica o per meglio dire, quell’istinto politico che, essendo collegato alla sorte dell’uomo nella società, si riscontra in ogni ceto sociale, e che può trovare il proprio accrescimento solo attraverso la pratica del coinvolgimento”. Nei temi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale, le carenze e l’assenza di discussione su argomenti di interesse generale hanno superato ogni più pessimistica previsione. “Tra i tanti Agricoltura, Ambiente, Ricerca, e poi fatto irricevibile l’istruzione. La scuola è il veicolo più importate per il futuro delle attuali e delle nuove generazioni – continua il portavoce di “Iniziativa Comune” -. Se si vuole dare un nuovo impulso alla società italiana occorre partire dall’educazione dei nostri bambini, dei nostri ragazzi, dei nostri giovani. Occorre cioè seminare fin dall’infanzia quei germi culturali che dovranno via via maturare per formare una classe di cittadini rispettosi delle regole, consapevoli che il merito dovrà essere l’unico parametro di valutazione per la crescita culturale e professionale”.  In Italia il ripristino del senso della legalità rappresenta uno degli obiettivi principali di chi voglia davvero cambiare le cose. Solo la scuola può porsi come modello alternativo. Un modello alternativo volto a trasmettere non solo nozioni, ma anche modelli di comportamento ispirati appunto, al rispetto delle regole. Per riuscirci, da “Iniziativa Comune” propongono qualche esempio pratico, preciso e definito, come il reinserimento nei programmi scolastici dell’educazione civica, ambientale e alimentare. Inoltre, proporre che nei programmi scolastici sia di prassi l’insegnamento sistematico di quanto pubblica la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, in ordine a leggi, decreti ed altre norme che interessano i cittadini. Alla stessa stregua va consultata la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, considerando che la normativa Europea, regolamenti della Commissione e del Consiglio, direttive, bandi e accesso banca-dati, deve essere bagaglio culturale dei giovani ai vari livelli formativi. Solo in questo modo, quando la Democrazia chiama, “noi cittadini potremmo rispondere non solamente con il voto, ma saremo pronti a dare il nostro contributo di idee, ma soprattutto ad agire nel rispetto delle regole costituzionali”, conclude Rocco Tiso.

Velletri – Silvia Ladaga (Forza Italia): “5690 volte grazie a chi ha riposto in me la sua fiducia”

13 Marzo 9:00 – Soddisfazione per quanto fatto e gratitudine per chi lo ha reso possibile, ma anche nuovi progetti e impegni futuri. Sono questi i sentimenti e i propositi di Silvia Ladaga, la 25enne veliterna, la più giovane della lista di Forza Italia, che si trova ad aver incassato ben 5.690 preferenze alle elezioni regionali del 4 marzo, con la gioia di chi sa di aver dato il massimo e con la consapevolezza di chi è conscia di un risultato straordinario. Quasi 6mila preferenze – risultando persino la più votata in alcuni Comuni – il bottino della giovane di Velletri, approcciatasi alla candidatura a pochissime ore dalla chiusura della lista e capace, in poco più di 4 settimane, in una tornata elettorale in cui non è mancato proprio nulla, persino la copiosa nevicata di fine febbraio, di far molto meglio di candidati che, in altre liste, e con tante preferenze in meno, hanno centrato l’elezione. Grazie al suo traino nella sua città Forza Italia è risultato peraltro il partito più votato, sopravanzando persino i 5 Stelle, che alla Camera e al Senato l’hanno fatta da padrona. Ma i consensi le sono arrivati un po’ ovunque, dall’intera provincia alla stessa Capitale. Un’accoppiata vincente, quindi, quella con Antonello Aurigemma, riconfermato consigliere regionale con un bottino totale di 10444 preferenze. “E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita” ha ammesso Silvia Ladaga col sorriso stampato sul viso. “Sono stata supportata da persone che conosco da tanto e che ci sono sempre. Ma ne ho conosciute tante altre e sono state piacevoli sorprese. Sono nati così nuovi rapporti che intendo portare avanti, con entusiasmo e voglia di mettermi a disposizione della comunità e di un territorio che mi ha dato fiducia e responsabilizzato. Tantissime sono le persone che hanno creduto in me e continueranno a farlo, e di fronte a questa consapevolezza, già prima di conoscere i risultati, nel mio cuore avevo già vinto”.  Il pensiero è andato poi ad Antonello Aurigemma, per il quale già tante parole al miele aveva speso in campagna elettorale: “Le mie più sentite congratulazioni al mio compagno d’avventura, un uomo competente e preparato, cui va il mio speciale ringraziamento per quanto fatto”. Unico rammarico per la mancata elezione di Stefano Parisi: “Sono certa che sarebbe stato un grande Presidente e che la coalizione in suo sostegno avrebbe ben amministrato la Regione”. Un risultato sensazionale, quindi, già foriero di un nuovo e importante impegno civico che sembra già calzarle a pennello, volto a dare continuità e valore ai poco meno di 6mila elettori che hanno riposto in Silvia Ladaga la loro fiducia.

REGIONALI, PALOZZI(FI): “NELLA MARINO GRILLINA, M5S PERDE CONSENSO”

13 Marzo h.17:00 – “I risultati delle recenti elezioni del 4 marzo testimoniano che, in molti importanti comuni governati dai grillini, il Movimento Cinque Stelle perde consensi. E’ accaduto a Roma e Torino, guidati dagli inefficienti sindaci Raggi e Appendino, ma anche nella città di Marino, dove il voto regionale parla chiaro: il centrodestra ha sfondato il muro del 40%, mentre il centrosinistra si ferma al 29% e M5S chiude al 27%, ben al di sotto del dato nazionale. Insomma, laddove i cittadini toccano con mano la cialtroneria dialettica e l’incompetenza politico-amministrativa degli amministratori a 5 stelle, il Movimento viene bocciato dagli elettori. Evidentemente, il “vero” reddito di cittadinanza non è quello di cui si vanta tanta la giunta grillina, ma lo stipendio che prendono per mal governare il Comune di Marino, giorno dopo giorno sempre più nell’oblio più totale”. Così, in una nota, l’ex sindaco di Marino e consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.

Ariccia, terreno di caccia alla preferenza nelle recenti elezioni regionali?

15 Marzo h.23 – “Questo è ciò che chiedono alla Cittadinanza i Grilli Pensanti di Ariccia.

Ad Ariccia, il MoVimento 5 Stelle ha raccolto  3.454 voti per il Senato della Repubblica e ben 3.817 voti per la Camera dei Deputati: il 33,90% dei voti espressi, con una partecipazione superiore al 70% degli aventi diritto. In alcune sezioni elettorali “più popolari”, anche vicino al 80%.

Possiamo dire che anche Ariccia, ha contribuito al successo nazionale del Movimento, che si è concretizzato con la riconferma, al Senato della Repubblica, della nostra Portavoce di Genzano.

Non altrettanta fortuna ha avuto la candidatura uninominale alla Camera (che non è risultata eletta),  e quella alla Regione.

In particolare, alla Regione, il MoVimento ha raccolto “solo” 2.995 voti (comprensivi dei circa 700 voti andati solo alla candidata Presidente), collocandosi al terzo posto.

Noi, Grilli Pensanti di Ariccia, abbiamo, come al solito, svolto un ruolo informativo, laddove ci è sembrato più mancare una adeguata presenza sul territorio: quello della competizione regionale, misteriosamente sparita dai radar locali, ma, poi, miracolosamente riapparsa in termini di risultati.

Siamo infatti, stati gli unici a portare candidati regionali ad Ariccia ed a permettere ai Cittadini di confrontarsi con essi sui temi del nostro territorio.

Ma é proprio in questa competizione regionale, che si sono a nostro avviso, riviste le solite vecchie pratiche della “politica” con la “p” minuscola.  Ci ha colpito in particolar modo, l’uso “intensivo” del voto di preferenza, con centinaia di preferenze “assegnate” dagli Ariccini sia ai candidati del Centrodestra che, soprattutto, a quelli di Zingaretti, che ha vinto. L’impressione è che Ariccia sia stata terreno di “caccia alla preferenza”, con la partecipazione di “battitori locali”.

La prova? Se guardiamo al voto delle due liste uninominali, sia della Camera che del Senato, vediamo che la somma dei voti dati direttamente ai candidati di tutti gli schieramenti, è pari a 240-280 voti (con “massimi” di 110-120 voti personali a favore delle due candidate del MoVimento).

Insomma, i capilista dei partiti più votati hanno avuto meno voti di preferenza di  candidati, mai visti ad Ariccia, “sconosciuti” ai più ma, a quanto pare “conosciutissimi” ai pochi…

E, quindi?

PARTECIPA, SCEGLI, CAMBIA: in Italia, nel Lazio, anche ad Ariccia.

costruiamo insieme nuove proposte di convivenza civile, un programma, un     progetto di rinascita per Ariccia.

Il Movimento 5 stelle è la Comunità dei cittadini che non “chiedono il favore” ma si rimboccano le maniche nell’interesse comune. Per questo ha la stessa sede della Comunità: la piazza e la rete.

Sarà lì che ci troveremo”. Così dichiarano i Grilli Pensanti di Ariccia.

De Pierro, per Zingaretti suicidio politico rifiutare Idd in coalizione

18 marzo h.15:00 – “Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Oggi posso affermare, senza tema di smentita, che il nostro contributo sarebbe stato determinante per evitare l’attuale condizione di incertezza amministrativa in cui versa la Regione Lazio” Si sono da poco tenute le elezioni per il rinnovo del presidente della giunta e del Consiglio Regionale del Lazio e il risultato finale è apoditticamente una vittoria di Pirro per il neo governatore Nicola Zingaretti, riconfermato alla guida della Regione, ma senza la maggioranza in consiglio. Infatti, i ventisei seggi assegnati dal risultato elettorale all’opposizione, che si oppongono ai ventiquattro ottenuti dalla coalizione vincente, nonostante il premio di maggioranza, non permettono a Zingaretti, ancorché possa contare altresì sul suo voto, di far passare alcunché in consiglio, senza scendere a patti con qualcuno dell’opposizione. Una situazione di stallo che difficilmente farà giungere l’esponente del Partito Democratico alla fine naturale della legislatura, prevista fra cinque anni. I motivi che hanno condotto a questa clamorosa condizione di empasse, se si considera il vantaggio che veniva attribuito al Centrosinistra nelle previsioni della vigilia, che permetterà comunque di compiere senza problemi gli atti di giunta, vengono spiegati dal movimento Italia dei Diritti, che li affida alla voce del suo presidente e fondatore Antonello De Pierro. Il giornalista romano, noto per essere stato il primo reporter a essere stato vittima del clan Spada di Ostia, essendo stato minacciato e aggredito da Armando Spada, lo stesso che è sotto processo per le minacce rivolte alla giornalista di Repubblica Federica Angeli e cugino del più noto Roberto, accusato di aver sferrato una testata all’inviato Rai Daniele Piervincenzi, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, aveva iniziato una campagna elettorale in solitaria, candidando, col simbolo della formazione politica di cui è leader, alla presidenza della Regione Lazio l’ariccino Carlo Spinelli, responsabile provinciale di Roma dell’Idd. A seguito di una riunione del direttivo regionale del movimento, presieduta dallo stesso De Pierro, al fine di dare più unità al Centrosinistra e in considerazione altresì della posizione assunta nell’ambito del Centrodestra dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, era stato deciso di chiedere un passo indietro al candidato presidente Spinelli, affinché la lista dell’Italia dei Diritti potesse entrare a far parte della coalizione capeggiata da Nicola Zingaretti, da cui è giunto inaspettatamente un netto rifiuto. E’ lo stesso De Pierro a svelare i retroscena dell’accordo mancato, non celando la sua incredulità di fronte alle ragioni addotte: “Dopo la scelta di correre da soli e aver lanciato la candidatura di Carlo Spinelli alla presidenza della Regione Lazio ci siamo trovati, in direttivo regionale, a fare una disamina del panorama politico regionale e abbiamo aperto varie parentesi riflessive. In verità le previsioni dei sondaggi davano Zingaretti molto avanti rispetto agli avversari, ma l’esperienza politica mi ha insegnato che il verdetto delle urne spesso può ribaltare anche i più rosei pronostici della vigilia e forse, in virtù della congiuntura di ingovernabilità decretata dal risultato elettorale può darsi che l’abbia insegnato anche a lui. Pur essendo un po’ critici di fronte alla gestione di alcune competenze regionali da parte dell’uscente governo, la nostra collocazione naturale è nell’alveo del Centrosinistra e pertanto abbiamo ritenuto opportuna l’ipotesi di correre in maniera unitaria. Poi, senza inutile ipocrisia non ho alcun problema a rivelare che, dopo aver quasi terminato la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste nella circoscrizione di Roma, abbiamo ritenuto che, entrando in coalizione, avremmo potuto evitare la raccolta in almeno altre due circoscrizioni, come previsto da una legge che riteniamo profondamente ingiusta e penalizzante per i soggetti politici più deboli. E questa non è una cosa di poco conto per una formazione come la nostra che si autofinanzia. La raccolta delle firme in altre due circoscrizioni sarebbe stata improponibile in termini di risorse economiche. A quel punto non mi è rimasto che chiedere a Carlo di fare un passo indietro e incontrare Zingaretti per trattare il nostro ingresso in coalizione e poter dare il nostro contributo per una grande vittoria del Centrosinistra. Ma avevo fatto male i miei calcoli, figli di una naturale logica deduttiva. La risposta di Zingaretti, espressa dalla voce di Maurizio Veloccia, affiancato da Sara Bombelli, che ho incontrato insieme al mio valido collaboratore Spinelli, il quale, da grande esperto di ambiente e rifiuti, avrebbe potuto apportare peraltro un contributo inquantificabile alla coalizione, mi ha lasciato alquanto allibito e, alla luce dell’espressione di voto palesata da parte dell’elettorato, non posso esimermi dal qualificarla come un suicidio politico. L’innegabile giustezza del criterio canonico utilizzato nella formazione delle coalizioni politiche suggerisce una concretizzazione procedurale volta all’aggregazione, onde giungere al massimo esito consensuale possibile. Ebbene, in questo caso la prefata applicazione parametrale non ha trovato posto, cedendo il passo a un’argomentazione che abbiamo ritenuto paradossale e pertanto non condivisibile, volta più a tutelare l’acquisizione di scranni da parte del Partito Democratico che al raggiungimento del successo finale dell’intera coalizione. Il ragionamento fatto, probabilmente dettato dalla sicurezza di vittoria suggerita dai sondaggi, è pressappoco traducibile nel rischio per il Pd, con il premio di maggioranza, di perdere un seggio a beneficio di un’altra lista della coalizione, direttamente proporzionale al numero di liste facenti parte della coalizione stessa. In tutta onestà la possibilità teorizzata, per noi che mettiamo sempre al primo posto l’interesse dei corpi collettivi, che non sacrifichiamo in nome di meri calcoli elettoralistici, non rientra nei nostri canoni valutativi. La vittoria del gruppo per noi è sacrosanta e ha sempre la precedenza sui personalismi, paradigma concettuale che non ci appartiene. Oggi posso affermare, senza tema di smentita, che il nostro contributo sarebbe stato determinante per evitare l’attuale condizione di incertezza amministrativa in cui versa la Regione. Alle scorse amministrative di Ariccia, dopo aver ipotizzato di entrare nella coalizione di Centrosinistra, anche se  per motivazioni differenti fummo costretti a correre da soli. I cittadini ci premiarono facendoci raccogliere il 3,4% dei consensi e il Pd, fortemente penalizzato dalla nostra campagna elettorale, si fermò al 15,49 e la coalizione fu sconfitta. Con quella percentuale alle regionali appena concluse avremmo ottenuto due seggi. Oggi credo che il Centrodestra e il M5s, e probabilmente anche Pirozzi, dovrebbero ringraziarci per il risultato ottenuto, figlio di una compressione progressiva dei consensi pronosticati alla vigilia. Il merito di ciò devo riconoscerlo al responsabile provinciale di Roma del nostro movimento, che risponde al nome di Carlo Spinelli, il quale, era pronto a fornire a Zingaretti il suo valido e indispensabile apporto per migliorare la situazione dei rifiuti nel Lazio. La nostra non presenza in coalizione ha costretto Carlo ad avviare una reiterata denuncia mediatica durante la campagna elettorale, in cui puntava il dito contro l’immobilismo tenuto dall’amministrazione Zingaretti in tema rifiuti e sottolineava le conseguenze che tale inoperosità ha cagionato. Evidentemente parte dell’elettorato ci ha ascoltati e ha pensato bene di non rinnovare la fiducia al governatore uscente. Auspichiamo in futuro che Zingaretti corregga la miopia politica dimostrata in questo frangente“”.

Parlamento, Iniziativa Comune: “Elezioni e sagra delle promesse, la politica manterrà gli

20 Marzo h.22:00 – “Terminate le elezioni e completata la sagra delle promesse, per i parlamentari eletti è giunto il momento di lavorare per il bene del Paese. Chiaro, è necessario attendere la formazione del nuovo governo, sorretto da una maggioranza ad oggi inesistente. Se tutto andrà “bene”, se le consultazioni andranno bene, l’Italia potrebbe, dunque, avere un nuovo premier e nuovi ministri. E quindi dare inizio a una nuova legislatura che, ci si augura, sappia realizzare almeno una parte degli impegni presi in campagna elettorale. “Tradizionalmente e storicamente parlando – esordisce Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune”, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini) -, coesiste tuttavia un rapporto pessimo tra promesse politiche e sua effettiva realizzazione. In passato, le prime sono sempre state elemento cardine delle elezioni e lo sono tuttora. Sono in molti però ad essere perplessi, perché le promesse di “campagna” durano il tempo del “Pantano Romanesco”: si semina a marzo e si raccoglie a giugno”. Rocco Tiso, poi, specifica: “Un leader di partito che fa promesse pompose appare più ambizioso, intraprendente ed interessante agli occhi degli elettori, in confronto ad un altro che non ne fa, traendone vantaggio. La gestione delle finanze di uno Stato è estremamente complessa e le promesse sono  facili, al punto che i Cittadini  e gli stessi media non sono in grado di smentirle. Per questo motivo tutti i partiti continuano a promettere tasse più basse, più programmi sociali e un bilancio in ordine”. Parole, parole, parole. Che fare, allora, per tradurle in fatti? Questa la ricetta primaria di “Iniziativa Comune”: “Sarebbe il caso che a governare non vadano quelli, che devono, mantenere “battipetto” da campagna elettorale, ma, nei posti chiave, occorrono uomini capaci di affrontare i problemi nel contesto delle reali difficoltà di una pubblica amministrazione saccheggiata da anni da soggetti dediti a prendere e non a governare. Il Paese ha bisogno di  competenza, onestà, coerenza legalità e rispetto delle regole”. Un assioma importante per evitare gli errori, compiuti dalla politica in passato: “Le promesse non mantenute hanno creato disinteresse, verificato dall’alto tasso di astensionismo. Subito i politicanti sono corsi ai ripari modificando le tattiche, facendo promesse sostenute da numeri oppure impostare scadenze nei primi cento giorni di governo. Quando le promesse devono essere spezzate, tutti i politici sanno che è meglio farlo all’inizio di un mandato. Ritorneranno sull’argomento, verso la fine del loro mandato e solo se si ricandidano. Come se riaccendessero il fuoco per riscaldarsi in pieno ferragosto”. Altra cosa sono i voti: “Gli illuminati in questo caso – conclude Rocco Tiso – prendono i voti, perché lo sentono nel profondo. Mentre il voto viene sistematicamente snobbato, quello per scelta dovrebbe essere rispettato. Come la politica delle promesse s’infischia degli elettori, la cronaca racconta che anche quelli veri sempre più spesso vengono traditi”. Ad maiora”. Così dichiara nella nota Iniziativa Comune.

Iniziativa Comune: “La buona (e cattiva) Pasqua della politica”

26 Marzo h.15:45 – Il portavoce Rocco Tiso analizza il momento politico italiano. Auguri ai nuovi presidenti di Camera e Senato, formazione del governo e l’agenda istituzionale per rilanciare il Paese: questi i temi dell’analisi politica.

“Anche questa è fatta! Baci spontanei, perduti abbracci, salamelecchi, pacche sulle spalle. L’accordo tra gli opposti ha funzionato. Parte la XVIII legislatura, anche se non mancano i mugugni e vola qualche vaffa..! Non siamo interessati a mettere il dito nella piaga, ma solo per osservare il nostro ruolo di divulgatori volontari di notizie vere, che i Cittadini hanno il diritto di conoscere, in ordine ai fatti della Politica italiana”. A parlare è Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune” -, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini) – che parla del momento politico-istituzionale del nostro Paese: “Alla Senatrice e alto Magistrato Maria Elisabetta Alberti Casellati, neo Presidente del Senato della Repubblica e all’Onorevole Roberto Fico, nuovo Presidente della Camera dei Deputati, facciamo gli auguri per un proficuo lavoro. Le cariche istituzionali, prescindono dal partito con il quale si viene eletti. I cittadini sanno che le autorità costituite sono imparziali e nel contempo si considerano servitori della Repubblica Italiana”. Questa la speranza, che ha il sapore di consapevolezza, espressa da Iniziativa Comune, secondo la quale “I valori, la legalità, la coerenza, l’agire negli interessi generali del Paese, il rispetto delle regole, devono essere la stella polare che guidano le istituzioni democratiche. Nelle condizioni in cui si ritrova il Belpaese, possiamo rappresentare l’ansia, le speranze di quanti credono nelle semplici e chiare norme della Costituzione”. Preso atto dell’asse tra M5S e Lega, per il portavoce Tiso resta l’urgenza ragionata di dare un Governo all’Italia. Ora tocca al Presidente Mattarella, tessere la tela per formare un nuovo Esecutivo, che sia solido e regga l’urto di coloro che non ci stanno: “Per gli aspiranti – dice -, sarà una Pasqua senz’abbacchio! Il Presidente Mattarella, rinviando le consultazioni ha voluto far capire a noi mortali che “mala tempora currunt”, in nome della Repubblica ci sono i debiti  da onorare si comincia con Pasqua senz’abbacchio!”. Passata la festa, dunque, occorre chiarezza su un Governo, basato su basi solide e concrete: “Primo, una maggioranza ampia, per un governo di prospettive – affermano da Iniziativa Comune -. Poi, programmi in linea con le esigenze dei cittadini, ma senza sforare il debito pubblico, rispettando gli impegni presi con la Ue”. E ancora, severità per la scelta del presidente incaricato. Passato il nervosismo, restano le promesse! Il prossimo governo sarà la tavolozza dei suoi colori, parte con 30 miliardi, già impegnati”, ricorda Tiso. 12,4 per lo stop agli aumenti Iva dal prossimo Primo gennaio; 12,1 per rispettare degli obiettivi di riduzione del deficit, scritti nei documenti di finanza pubblica, e “vigilati” dall’Europa; 2,4 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, e di molti enti locali; 3,2 spese “indifferibili”, per le missioni internazionali, azioni di copertura e guerre, armamenti, aerei da bombardamenti e poi la difesa comune europea. “Quindi con la consegna della campanella, Gentiloni cede al neo Premier anche l’agenda “obbligata” per 30 miliardi – sottolinea il portavoce di Iniziativa Comune, che infine conclude -. Poi ci sarebbero da mantenere anche gli impegni elettorali. Prioritariamente c’è il reddito di cittadinanza, l’aumento delle pensioni, investimenti, lavoro dignitoso per tutti e poi! L’ultima bazzecola sono gli 80 miliardi di interessi per i debiti che hanno fatto gli altri a nome nostro, senza dimenticare le “cambiali” in scadenza con la Ue. Su tutto  ci sono  gli elettori della speranza”.

Iniziativa Comune: “Il nuovo Governo? La “via Crucis” porta al Quirinale…”

Il portavoce Rocco Tiso analizza il delicato momento politico-istituzionale del nostro Paese

5 Aprile h.19:00 – “Sono iniziati i sepolcri, dopo il volo dell’Angelo, sono riemersi in tutta la loro drammaticità i fatti terreni, forse quelli peggiori dei contemporanei”. Ad analizzare, con una metafora pasquale, il delicato momento politico-istituzionale del Belpaese, è Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune” -, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini). Sono giorni intricati, coinvolgenti, complicati, quelli che sta attraversando l’Italia che dovrà ora avere un governo in grado di ben governarlo, guidarlo verso il rilancio e lo sviluppo che merita. Ed ecco che sono partite le consultazioni delle varie forze politiche al Quirinale: “Spetta al Capo dello Stato, dare una risposta concreta alle famiglie che il 4 marzo hanno preso i “voti”.  Le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono partite ma quando e dove portano resta tutto un mistero – sottolinea ancora Rocco Tiso -. Del resto un po’ di incertezze e qualche colpo di scena ci sta tutto. Resta fermo il fatto che a furia di emozioni anche il corpo più sano rischia l’infarto e le condizioni di salute del Belpaese sono già compromesse. Fatti tutta la Via Crucis, l’unica stazione dove l’Italia può sostare è solo la 15esima: La Resurrezione! Dopo il lungo percorso della “Croce” ne sentiamo tutto il peso. Ma nessuno immagini che dopo la Stazione  13esima in cui Gesù muore sulla Croce, ci si fermi alla 14esima per depositare il corpo. Bisogna andare avanti e coltivare l’idea che la preghiera cristiana nella contemplazione della passione non può fermarsi alla morte, ma deve guardare al di là, allo sbocco di cui i Vangeli ci parlano, alla Risurrezione”, continua il portavoce di Iniziativa Comune, Rocco Tiso, che poi conclude: “La diagnosi prescrive Legalità-Coerenza-Verità e, se c’è rimasto qualcosa, il tutto va accompagnato con una buona dose di onestà”. In bocca al lupo al nuovo governo, quando arriverà”.

De Pierro, auspico un governo con Di Maio e Salvini

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Gli italiani hanno affidato loro il consenso decretando che fossero i vincitori delle elezioni politiche ed è giusto che governino. In democrazia funziona così. Però  voglio che dimostrino di non aver preso per il culo gli elettori e cancellino immediatamente la legge Fornero. Poi realizzino la più grande illusione della storia politica italiana, il reddito di cittadinanza. Mi viene davvero da ridere e sono troppo curioso di guardare il signor Salvini risolvere quello che chiama il problema migranti”

4 aprile 2018 h.20:00 – “Gli italiani hanno affidato loro il consenso decretando che fossero i vincitori delle elezioni politiche ed è giusto che governino. In democrazia funziona così. Se il Centrosinistra non ha saputo soddisfare le esigenze e rispondere alle istanze dell’elettorato e questo l’ha punito ritengo che meriti di restare all’opposizione“. E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, riferendosi al leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio e a quello leghista Matteo Salvini, in afferenza al risultato sancito dalle urne e in vista delle imminenti consultazioni per l’affidamento del mandato da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione del nuovo governo che dovrebbe guidare il Paese. “Auspico pertanto — ha aggiunto — che il prossimo esecutivo sia espressione delle forze politiche che fanno capo a Di Maio e Salvini semplicemente perché sono i numeri a dirlo. La loro è indubbiamente una vittoria figlia del peggior populismo mai espresso nel Dopoguerra, ma se i cittadini hanno creduto alle promesse fantascientifiche sbandierate senza pudore di sorta è anche perché c’é stato un manipolo di politicanti che ha deluso le aspettative di chi aveva concesso loro la fiducia. Noi siamo contro il populismo, che riteniamo dannosissimo per il paese, ma non possiamo accettare una casta politica che, pur dichiarandosi paradossalmente di sinistra, ha calpestato i diritti delle cellule più deboli del nostro parenchima sociale e favorito i poteri forti, disorientando pertanto parte dei cittadini, che hanno votato irrazionalmente, sotto la spinta irrefrenabile della disillusione, se non della disperazione“. Poi il leader dell’Italia dei Diritti, noto anche, suo malgrado, per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un membro del clan Spada di Ostia, prima della reporter di Repubblica Federica Angeli e dell’inviato Rai Daniele Piervincenzi, avendo subito un’aggressione da parte del famigerato Armando Spada, cugino di Roberto, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore della lavorazione del ferro Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, affonda sugli impegni assunti da Di Maio e Salvini durante la campagna elettorale: “E’ davvero deprimente prendere atto dell’humus subculturale in cui affoga parte del popolo italiano, quell’Italietta delle casalinghe di Voghera, o forse sarebbe meglio collocarle nell’immaginario comune in qualche cittadina del Sud, che trascorre le giornate davanti ai miti di cartone dei reality. E’ quel tessuto peninsulare che furbescamente è stato individuato, con le dovute differenze, da Di Maio e Salvini, come esca per la loro pesca consensuale, sapendo di gettare a colpo sicuro l’amo della demagogia su pesci fregnoni e creduloni da poter nutrire e catturare con la speranza di promesse evanescenti. Perché è d’ignoranza che si ciba il populismo. Vedere Salvini eletto in Calabria mi fa inorridire e non credo ci sia bisogno di spiegare il perché, almeno a chi riesce a elaborare idee di senso compiuto. Ma credo anche che chi vince ha ragione, anche se è la nostra povera Italia che ne farà le spese. E pertanto, lo ripeto, dovranno essere loro a governare. E poco m’importa del braccio di ferro ingaggiato per la premiership. Però, chiunque riesca a spuntarla per sedere sullo scranno più alto di Palazzo Chigi voglio che dimostrino di non aver preso per il culo gli elettori e cancellino immediatamente la legge Fornero. Poi realizzino la più grande illusione della storia politica italiana, il reddito di cittadinanza, che è una presa in giro già dal nome. Il reddito di cittadinanza è tutta un’altra cosa, ma forse a loro piaceva tanto questo espressione linguistica. Comunque per attivare quello che loro chiamano così, ma in realtà sarebbe una specie di sussidio di disoccupazione, un reddito minimo garantito, quello che gli inglesi chiamano basic income, bisognerebbe azzerare tutta la spesa sostenuta dalla apparato statale per la sanità, per la scuola e per l’università. E sarebbero ancora a metà dell’opera. Perché servirebbe ancora una copertura finanziaria pari al doppio. Credo che il risveglio sarà amaro per chi ha creduto alle fandonie pentastellate e si è fatto anestetizzare la coscienza dai proclami di Luigino Di Maio. Ma mi viene davvero da ridere e sono troppo curioso di guardare il signor Salvini risolvere quello che chiama il problema migranti, dimenticando però che la previsione legislativa attualmente in vigenza porta il nome di Bossi-Fini ed è la peggiore che sia stata mai varata. E proprio questo dettato normativo è la risultanza di un lungo periodo in cui la Lega è stata al governo del paese, ma mi pare che mai sia riuscita ad affrontare il fenomeno in maniera efficace, anzi ha emanato un provvedimento che è riuscito solo a peggiorare le cose“.

Iniziativa Comune: “Costituzione, questa sconosciuta. Ripartire dalla Scuola”

13 Aprile h.15:25 – Il portavoce Rocco Tiso: “Di fronte al nulla, alle carenze, alle scarse conoscenze, l’unico percorso da suggerire è il ritorno alla Scuola, per elaborare una proposta politica basata sulle certezze e, quindi, faccia la differenza per un nuovo modo di governare il Paese”

“Alcuni politologi stanno analizzando le volontà espresse dagli italiani nelle urne del 4 marzo. Da analizzare, piuttosto, ci sarebbe il vuoto pneumatico degli schieramenti politici, sempre più concentrati sulla ricerca di poltrone piuttosto che su un programma di governo, teso a realizzare le istanze degli italiani”. Ad esaminare il contesto socio-politico del Belpaese è Rocco Tiso, portavoce di “Iniziativa Comune” -, neonato gruppo di Cooperazione e Proposte, composto da “Radici” (Raggruppamento corpi intermedi nessuno tocchi le radici), “Confeuro” (Confederazione degli agricoltori europei e del mondo) e “Soggetto giuridico” (Organismo di aggregazione intercategoriale e coinvolgimento dei cittadini). “Di fronte al nulla, alle carenze, alle scarse conoscenze, l’unico percorso da suggerire è il ritorno alla Scuola, per elaborare una proposta politica basata sulle certezze e quindi faccia la differenza per un nuovo modo di governare il Paese”, dice ancora Tiso. In primo luogo perché “è la grande assente nel modello di sviluppo dei vincitori, che hanno raccolto solo la protesta della gente comune. L’Italia ha un problema enorme con l’educazione delle persone e la mancanza della formazione del capitale umano è una gravissima carenza atavica e strutturale. C’è tra l’altro un problema con la spesa scolastica, che – afferma il portavoce di “Iniziativa Comune” – per tutta la durata della crisi è andata sempre più diminuendo, facendo dell’Italia uno dei Paesi europei che spende meno in istruzione. Abbiamo un problema con l’istruzione superiore scarsa: siamo a livello del Sud-America”.

Poi c’è la questione dell’Unione Europea, che per il comparto scolastico italiano può e deve fare tanto: “Si chieda a Bruxelles che gli investimenti in formazione devono essere scorporati dal calcolo della spesa pubblica, pertanto fuori dai vincoli di bilancio. Diversamente vale lo slogan “sei e sarai sempre quello che nasci”. La scuola è l’antidoto dell’ignoranza che insegnano i network e trasmettono i dispositivi che vanno su internet – continua Tiso -. Questa è una proposta a chi è capace ed ha l’onore di farne un programma, che dovrà partire dalle strutture e dalla qualificazione del personale docente. Continuare a sacrificare ciò che ci dovrebbe illuminare sull’altare dell’insipienza e della presunzione è il modo peggiore per affondare tutti nelle sabbie mobili ignoranti. Poi ricordiamoci di una Costituzione mai applicata del tutto. Specie negli ultimi vent’anni. Un giovane maggiorenne  non ha mai vissuto un giorno della sua vita sotto una Repubblica; né ha mai conosciuto una Costituzione”, chiosano da Iniziativa Comune.

A Genzano la festa dei Meetup per la vittoria delle elezioni del Movimento 5 stelle

8 Aprile h.19:00 – 130 persone di 25 meetup venuti da quasi tutta la provincia sud di Roma e da quella di Latina. Questi sono i numeri della festa organizzata dal Meetup Grilli di Genzano di Roma presso il Ristorante “Tittò”.

Un evento nel quale tante persone hanno potuto condividere idee e proposte da poter portare avanti per il territorio alla presenza di moltissimi portavoce a tutti i livelli.

Presenti la Sen. Elena Fattori, che proprio a Genzano, ha ottenuto il 35% circa dei voti, il neo deputato Marco Bella eletto nel collegio di Fiumicino e Pomezia, Valentina Corrado per la Regione e anche lei al secondo mandato, il candidato sindaco di pomezia Adriano Zuccalà e i sindaci di Genzano e Ardea, Daniele Lorenzon e Mario Savarese.

“Un momento di grande emozione e di orgoglio per chi come il Mu di Genzano ha iniziato nel 2010 e a oggi esprime una Parlamentare al suo secondo mandato e il Governo cittadino. Vedere persone con le quali dall’inizio si condividono battaglie e nuovi attivisti tanto eccellenti, riempie di gioia e dà la forza per poter proseguire un lavoro evidentemente ben fatto”. Queste le parole dell’organizer del Meetup di Genzano, Emanuele Menicocci, che ha dato il via all’incontro che si è protratto fino al tardo pomeriggio.

Si sono poi susseguiti gli interventi dei vari portavoce in un clima di festa e costruzione civica che dalla rete si è riversato in un vis a vis conviviale di importanza capitale.

Il territorio rimane e deve rimanere il punto di partenza del Movimento 5 stelle, lontano dal lavoro unicamente pensato per il raggiungimento di un “posto in Paradiso”, ma finalizzato alla partecipazione dei cittadini.

A supporto di questi principi sono stati proprio gli eletti a confermare l’apertura a raccogliere le istanze di tutti i gruppi locali in maniera incondizionata. Un rapporto tra cittadinanza, attivismo e cariche istituzionali che nessun altro, a parte il M5s, può vantare.

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