A Frascati una settimana di furore, #tendenzapasseggiata

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La Passeggiata di Frascati
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La Passeggiata di Frascati

Da Tuscolo: Ricordate quella trasmissione trash dei primi anni 2000, Furore, quel luogo dello spirito e diciamo anche di altro, sui tavoli del quale showgirl discinte si esibivano contro maschi (parlando con decenza) in un demenziale gioco musicale? Ecco, dal punto di vista politico la passeggiata è un luogo dell’anima e dello spirito, frascatano.

Si è parlato per anni di Radio Piazza, in verità il vero core business della cosa pubblica passeggiata si sviluppa a furia di “vasche”, su e giù tra l’ex sede della banca BPM e le strisce pedonali che portano alla gelateria Brega e di seguito al Gran Caffè Roma di Emanuele Crestini.

Torniamo dunque a noi dopo questa distinzione quasi ornitologica (con tutto il rispetto per gli animali: Andiamo con ordine: il 2 settembre la variegata opposizione, compatta, con un meraviglioso gesto bipartisan, simbolicamente prende possesso del balcone dell’aula consiliare del Comune, e al grido inchiostrato di “Spalletta, dimettiti!”, srotola lo striscione della libertà sotto gli occhi di qualche militante che sul marciapiede sottostante appoggiava, dall-esterno, la liberazione (simbolica) della città.

Il dado è tratto, il balcone è preso, lo sguardo è sull’orizzonte cercando le folle oceaniche che accorrano festanti a sostenere la liberazione. Sono accorsi invece gli Agenti di Polizia che hanno preso le generalità a tutti.

Frascati libera! Ma sarà per un’altra volta. Un effetto però, oltre a farsi prendere i dati dalle forze dell’ordine, il manipolo lo ha ottenuto: “la maggioranza si è ricompattata grazie all’azione delle opposizioni”.

Resta perniciosa la domanda: in opposizione, è la sinistra che ha mostrato il fiero petto su quel balcone, o è la destra che ha okkupato con lo striscione?

Intanto la Festa Democratica – oops, Festa dell’Unità – armava i cannoni – pardon, le salsicce – e tra griglie, tavoli, fumi, profumi e gente affamata, cominciava la sfilata dei politici da competizione. E mentre Il sindaco Spalletta e il presidente del Consiglio comunale Peduto facevano gli onori di casa e la giunta comunale in tenuta da combattimento serviva il rancio alle truppe democratiche affamate, si susseguivano sul palco tutti gli esponenti PD dei Castelli Romani del nuovo corso: i Sindaci dei comuni vicini, I consiglieri regionali capitanati dal presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori (e moderati dall’occhialuto direttore di Meta Magazine, per finire con i fuochi d’artificio, la guest star, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Luca Lotti, scortato dagli onorevoli del territorio, il deputato Renzo Carella e il senatore Bruno Astorre, vero mattatore della serata, more solito. Tra i bambini che giocavano e i fumi delle bistecche, inattese presenze si aggiravano tra i tavoli…..

E ancora, giovedì 10 settembre, piombano come un fulmine a ciel sereno in una giornata di pioggia le dimissioni dell’assessore Roberto Canestri, quota NCD. Fioccano subito i commenti, con il povero ex assessore che improvvisamente da sconosciuto diventa la superstar. In realtà l’ambiente tremava, perché stava scaldando i motori Simone “fraublucker“ Carboni, al cui solo nominare alcuni consiglieri comunali hanno strane reazioni inconsulte. Il “bravo Simone” (cit. ex presidente Ciuffa), che ambisce al ruolo di assessore, prepara l’ingresso politico in maggioranza e nel frattempo una gola profonda dichiarava a Meta:

“È entrato papa nel conclave per la successione del membro di Giunta NCD, vedremo se uscirà Sommo Pontefice o chierico, come capita ahinoi sovente in Vaticano. Che è vicino ai Castelli”.

Nel mentre il sindaco partiva e tornava per una bella visita in terra d Albione, prendendosi il tempo per vedere le reazioni.

Il 15 settembre, prima del Consiglio Comunale, il fattaccio: giunge l’annunzio: Simone Carboni è nominato assessore all’Ambiente (lasciamo a quelli bravi gli ammennicoli di deleghe ecc.). La mattina andava in Giunta e la sera in Consiglio il neo assessore riceveva il battesimo del fuoco. E fiamme. Da Tuscolo si vedeva del fumo, e sinistri (e destri) bagliori sollevarsi da Palazzo Marconi. L’urlo di Tarzan si alzava da quel di Frascati allo scandire del Nuntio vobis gaudium magnum (vi annuncio una grande gioia per chi non conoscesse il latinorum ndr) non del Camerlengo, come accade dopo il Conclave, ma del Sindaco Spalletta.. “Il bravo Simone”, come il Cristo del Corcovado, subiva silente la reazione delle opposizioni. Ma era Assessore. L’unica cosa che conta, come diceva Boniperti parlando degli obiettivi della Juventus, è vincere.

Da lontano si notavano a Palazzo Marconi a margine dei lavori del Consiglio delle presenze “dal profondo”… niente di sconvolgente, militanti, ex candidati. Una cosa bellissima dopo qualche anno di Consiglio Comunale per pochi intimi. Meglio così.

Il trittico si conclude. Lo sfogo della prima puntata del tormentone #tendenzapasseggiata in versione post-estiva.

Volevate la spallata?, invece era Spalletta.

Le salcicce tirano più de “u’ pilu” dei politici.

A nominare troppo fraublucker alla fine i cavalli si abituano….

See you later. Saluti da Pasquino Castellano. Saluti da Tuscolo guardando la caldera ossia i Castelli Romani.

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