A Lariano la presentazione del libro su Daniele Nardi

Ad un anno dalla scomparsa di Daniele Nardi, la presentazione del libro La via perfetta venerdì 28 Febbraio alla Mondadori di Lariano

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Il libro su Daniele Nardi La via perfetìta

La presentazione del libro “La via perfetta. Nanga Parbat: Sperone Mummery” di Daniele Nardi e Alessandra Carati, edito Einaudi, si svolgerà Venerdì 28 Febbraio alle 18:30 presso la libreria Mondadori di Lariano, Via Roma 39. Sarà presente la co-autrice per ricordare Daniele Nardi, ad un anno dalla sua scomparsa.

Venerdì 28 Febbraio ore 18:30 Presentazione “La via perfetta” (Einaudi) di Daniele Nardi con Alessandra Carati presso Mondadori Bookstore Lariano, Via Roma 39

10 febbraio h.18:30 – Venerdì 28 Febbraio alle ore 18:30 Alessandra Carati, co-autrice insieme a Daniele Nardi presenterà il loro libro La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery (Einaudi) presso la libreria Mondadori di Lariano. Dialogherà con l’autrice Leonardo Alivernini reggente sottosezione Cai Velletri. L’avventura di un uomo che, partendo dalla provincia di Latina, tra difficoltà e pregiudizi ha lasciato la propria firma nel mondo dell’alpinismo estremo. «Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra continui a scrivere questo libro, perché voglio che il mondo conosca la mia storia». «Un alpinista è un esploratore, non resiste a una via di cui si è innamorato, non può sottrarsi al desiderio di tentarla. Perché la visione iniziale è diventata un’idea, e l’idea un progetto a cui pensa tutti i giorni e a cui dedica le sue energie migliori». Sulla Terra ci sono quattordici montagne che superano gli 8000 metri: il Nanga Parbat è una di queste. La nona in ordine di altezza e una delle piú difficili; in particolare se la si affronta dallo sperone Mummery, che nessuno ha mai salito. Nei suoi cinque tentativi di conquistare la vetta in invernale, Daniele Nardi lo ha provato quattro volte. Quel «dito di roccia e ghiaccio che punta dritto alla vetta» aveva catturato la sua immaginazione. Un percorso cosí elegante da sembrare perfetto. L’impresa di Nardi e del suo compagno di cordata Tom Ballard si è interrotta a un passo dalla conclusione, ma Daniele, come fa ogni alpinista, aveva messo in conto che potesse accadere, e si era rivolto ad Alessandra Carati. Hanno lavorato insieme per quasi un anno. Alessandra lo ha seguito al campo base del Nanga Parbat e, dopo essere rientrata in Italia, è rimasta in contatto con lui fino all’ultimo giorno. Nella posta elettronica aveva un’email che era un impegno: terminare il racconto che Daniele aveva iniziato.

Daniele Nardi

Daniele Nardi (nato a Sezze  il 24 giugno 1976 – morto nel marzo 2019 Nanga Parbat) è il primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo.  Dal 2002, anno in cui ha toccato per la prima volta la quota degli 8.000 sul Cho Oyu (sesta montagna più alta del mondo posta tra la Cina ed il Nepal), non si è più fermato. Daniele ha scalato anche il Broad Peak (8.047 metri), il Nanga Parbat (8.125 metri), la Middle dello Shisha Pangma (8027 metri) e il monte Aconcagua (la montagna più alta del Sud America). Dopo aver superato per cinque volte gli 8.000 metri Daniele si è dedicato a progetti unici dal punto di vista tecnico. Nel 2011 realizza, in collaborazione con il Comitato EvK2 del CNR, la spedizione Share Everest 2011. Obiettivo del progetto: posizionare la stazione di monitoraggio più alta del mondo, che invia dati in tempo reale sul clima alla Comunità Scientifica Internazionale. L’operazione ha raggiunto il suo obiettivo ed ha attratto l’attenzione di tutti i media internazionali come la RAI e SKY che hanno seguito l’impresa inviando sul campo i propri giornalisti. Un risultato storico e tutto italiano. Riconoscimenti. Nel 2011, viene premiato dal CAI (Club Alpino Italiano centrale) e dal CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) per la scalata del Bhagirathi in India. Un premio riconosciuto internazionalmente e conquistato da Daniele grazie all’impresa tentata con Roberto Delle Monache in puro stile alpino su una nuova via di misto ghiaccio con punte di difficoltà altissime. Per Daniele, a livello internazionale, l’accreditamento al “Piolet D’or”, gli Oscar internazionali della montagna. Una testimonianza che è il risultato di due progetti esplorativi, uno in Pakistan (apertura della Telegraph Road) ed uno in Italia (una nuova via sul Monte Rosa). Questi apprezzamenti di livello internazionale hanno permesso a Daniele Nardi di entrare nell’olimpo dell’alpinismo mondiale. Il Premio Coni Lazio 2013 per “aver portato il Lazio in vetta al mondo”. Un riconoscimento, questo, ricevuto dagli atleti che hanno dimostrato un alto merito sportivo. Insieme a lui sono stati premiati più influenti sportivi del 2013 tra cui Antonio Candreva (SS Lazio) e Marco Calvani (allenatore di Basket della Virtus Roma). Per Daniele le sfide non sono finite qui. Autore insieme a Dario Ricci (giornalista di Radio24): In vetta al mondo. “Storia del ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni”, edito da RCS Rizzoli. La migliore gioventù. “Vita, Trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra”, edito da Infinito Edizioni. Testimonial sportivo per la formazione: quando non scala, Daniele porta la sua avventura all’interno delle aziende usando la metafora della montagna per vincere le sfide della vita (BNL, Findomestic, Poste Italiane etc.). Ambasciatore per i Diritti Umani nel mondo: sostiene progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan. In ogni spedizione, porta con sé e fa sventolare sulle alte vette l’Alta Bandiera dei Diritti Umani firmata da oltre 20.000 studenti incontrati nelle scuole del Lazio. Daniele, con l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani Onlus, promuovere la campagna mondiale “Gioventù per i Diritti Umani“, che lo scopo di far conoscere ai giovani di tutto il mondo i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei DU in modo che diventino dei validi sostenitori della tolleranza e della pace. Il 6 marzo 2019, dopo mille avversità nella scalata del Nanga Parbat vengono avvistati con un teleobiettivo i corpi senza vita di Daniele e Tom Ballard. A causa dell’impossibilità e pericolosità del luogo, non è stato possibile procedere al recupero delle salme dei due alpinisti.

 

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