A Marino TASI al 2,5, critica Rifondazione Comunista

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Marino Palazzo Colonna
Palazzo Colonna a Marino
Marino Palazzo Colonna
Palazzo Colonna a Marino

“Dalla votazione, avvenuta in consiglio comunale lunedì 8 settembre, – dichiara in una nota diramata il Partito della Rifondazione Comunista di Marino – dell’aliquota TASI al 2,5 per mille emergono due principali aspetti politici.

Il primo, di carattere puramente locale, è che questa amministrazione, che a parole (soprattutto del sindaco) si dichiara così amica e vicina alla cittadinanza, nella pratica reale si dimostra vessatoria andando a scegliere l’aliquota più alta possibile e non prevedendo sin da subito sgravi per i redditi più bassi: riteniamo sia facile a chiacchiere proclamarsi “amici del popolo” – continua la nota – ma che siano i fatti a doverlo dimostrare e alla prima prova pratica l’amministrazione marinese, che governa questo comune da anni, sottolinea una volta di piùcome non sia in grado di venire in contro alle reali esigenze dei cittadini preferendo un approccio impari che porterà nuove difficoltà a chi già è stato colpito da questa crisi e condurrà allo stesso livello chi per ora era riuscito a barcamenarsi.

La seconda considerazione è di carattere nazionale: ancora una volta di più il patto di stabilità, che obbliga i Comuni al pareggio di bilancio, si rivela l’arma di abbattimento e impoverimento della classe lavoratrice; voluta fortemente dai governi borghesi in pochi anni questa legge non ha fatto altro che ridurre i servizi comunali ed aumentare le tasse.

Finora nessuna amministrazione comunale ha avuto il coraggio di ribellarsi a questa legge, a dimostrazione di come chi ci amministra sia subordinato alle logiche liberiste dell’austerità e della privatizzazione (nel senso di privare) dei servizi e del depauperamento dei lavoratori e lavoratrici.

In questa logica anche la richiesta, seppur meritevole in quanto guarda alla salvaguardia dei cittadini, dell’opposizione di prevedere a Marino per il 2015 la possibilità di ridurre la pressione fiscale rischia di risultare uno strumento spuntato in balia delle ferree regole di bilancio che vedono i cittadini ed i servizi solo come delle voci fiscali e non come persone e beni di comune benessere.

Anche la proposta di bilancio partecipato corre, nella morsa della legge di stabilità, lo stesso rischio e di tramutarsi in mera misura populista: su quale percentuale del bilancio i cittadini saranno tenuti ad esprimersi? quali scelte potranno essere fatte con i vincoli attuali?
Non vorremmo che tutto si riducesse alla solita “elemosina” elargita per migliorare qualche marciapiede o aiuola.

Crediamo che sia arrivato il momento di dare una svolta radicale al modo di amministrare i Comuni in Italia, una svolta che riporti il cittadino ad essere non solo elettore ma parte attiva delle scelte del Comune che deve diventare il nucleo della partecipazione popolare.

Finora nessuna amministrazione ha avuto questo coraggio, nessun sindaco, nonostante le proteste, ha voluto opporsi alle logiche di austerità votate dalla maggioranza dei partiti in parlamento (PD, Forza Italia, NCD) perchè membro di quegli stessi partiti.

Come comunisti – conclude la nota di Rifondazione Comunista marinese – riteniamo innanzitutto che la nostra appartenenza sia alla classe dei cittadini che in questi anni sono stati oppressi da tasse, precarizzazione o perdita del posto del lavoro e con loro continuiamo a fare la nostra battaglia politica.

Per questo le nostre proposte sono:

  • Immediati sgravi fiscali per i redditi più bassi
  • Un bilancio completamente partecipato in cui i cittadini abbiano la facoltà di scegliere come destinare ogni singolo euro del Comune in cui vivono
  • Approvazione tramite referendum comunale del bilancio
  • Disobbedienza al patto di stabilità” .
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