A Roma l’evento Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno

Alle Scuderie del Quirinale di Roma, vestigia e importanti reliquie dalle due città sepolte dalla lava. Con opere contemporanee a queste ispirate: Pompei e Santorini, l’eruzione ti fa bella

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Mostra su Pompei e Santorini alle Scuderie del Quirinale
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Mostra su Pompei e Santorini alle Scuderie del Quirinale

Pompei e Santorini, l’eruzione “ti fa bella”

Sono memorie dal sottosuolo o da un sottosuolo che è venuto – improvvisamente, spaventosamente – fuori quelle in mostra a Roma, alle Scuderie del Quirinale, e che raccontano le vicende antiche di due catastrofi, due “fini del mondo”. Di quel mondo.
“Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno” è l’evento che mette sotto un unico segno la città vesuviana e l’arcipelago greco: la distruzione totale per mezzo di un’eruzione. E, con essa, la consegna di quelle civiltà alla Storia. Eppure, è un’umanità brulicante, nel pieno delle sue attività, quella stritolata nel fermo immagine di una “vulcanica sorte”; un’umanità affascinata da sempre dal fuoco, dai movimenti tellurici e, più di altro, da quanto non riesce a comprendere. Proprio quel che resta di quell’umanità rende unica la visita ai decumani, ai giardini, alle case, ai lupanari di Pompei (ma pure di Ercolano e Stabia): camminare sulla – nella – Storia, sotto lo sguardo impassibile dello stesso “sterminator Vesevo” di allora. Guardiano di quelle terre dacché il mondo abbia memoria; la cui furia ha spianato il passo all’eternità, facendo delle vestigie del passato il “palazzo” dei ricordi collettivi. Alle Scuderie, gli allestimenti ricostruiscono la vita quotidiana, con statue, vasellame, monili d’oro; i sorprendenti affreschi dai ninfei, gli Dei, le sale da pranzo con efebi portalucerna in bronzo. Oltre 300 oggetti d’arte e d’archeologia, alcune chicche (lo strepitoso servizio da tavola in argento di Moregine; l’enorme cassaforte della villa di Oplontis; lo scheletro del fuggiasco ritrovato a Pompei nel 2017). Ma, pure le fiamme e il buio evocati dagli effetti sonori che si propagano dalle videoinstallazioni di Jodice e Graham. E i resti carbonizzati di pane e uomini. Fascino e terrore, fango e gloria, com’è da sempre nelle storie degli uomini, per spaventare, far riflettere e ispirare. Un percorso (magmatico!) di vita e di morte, che rende gli ambienti una sorta di “macchina del tempo” con un percorso che non è pensato per stupire ma “per cercare un progetto di ricerca comune” e che parte a ritroso da Pompei, per arrivare, al secondo piano, a Akrotiri, il suo vasellame, i dipinti parietali.
Per la prima volta, la Capitale osserva da vicino i reperti della fiorente città portuale sull’isola di Santorini, antico centro minoico, un insediamento di cui solo circa un decimo è stato scavato dal 1967. I due cataclismi non inghiottirono solo due città (a 1700 anni di distanza l’una dall’altra: Pompei è, naturalmente, la “più giovane”), ma un intero sistema di pensiero nato sulle sponde del Mediterraneo, con l’unica differenza che, probabilmente, la popolazione greca fece in tempo a salvarsi, poiché non sono stati ritrovati né corpi né gioielli tra la cenere. Ovviamente, da Pompei, non mancano i calchi di uomini e animali (il vero “memento mori” di questi eventi): è proprio quello di un cavallo ad aprire la mostra. A terra, con le zampe tese, da simbolo del potere a quello di caducità. Un’immagine di straziante potere espressivo che permette, da subito, di immergersi in un contesto da tragedia che arriva a noi, con opere ispirate alla riscoperta delle città sepolte da artisti moderni e contemporanei come Turner, Guttuso, Warhol. Un crossing over ideato dai curatori (Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei, e Demetrios Athanasoulis, a capo dell’Eforia delle antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo) dove le testimonianze dell’arte classica si alternano a quelle di oggi, declinate in un racconto immersivo, per una nuova visione del passato. Le Scuderie hanno pure studiato proposte didattiche e un ricco programma di incontri e conferenze a cura di esperti internazionali sull’argomento. Affinchè, sul sottile filo del piacere e del dolore, il nostro Paese e la Grecia restino ancora unite fino al 6 gennaio.

Info: www.scuderiequirinale.it

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