Accademia di San Luca, Perugia chiama Roma risponde

In mostra a Roma presso Palazzo Baldeschi e Palazzo Lippi Alessandri cento capolavori dell’Accademia nazionale di San Luca

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Mostra Accademia di San Luca

Perugia chiama Roma risponde. E lo fa con cento, magnifiche opere dall’Accademia nazionale di San Luca, una delle più antiche istituzioni culturali italiane che l’assonnata memoria nazionale non sempre tiene nel giusto conto. La mostra, “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla. L’arte in cento capolavori dell’Accademia nazionale di San Luca” è un’immersione nella storia dell’Accademia stessa, con dipinti, sculture, disegni e bozzetti preparatori. C’è Bronzino, Pietro da Cortona, Guercino, Rubens, Wicar, Hayez, Giambologna (oltre a quelli citati nel titolo dell’evento), assieme a dipinti e sculture di altri noti artisti italiani e stranieri, a testimoniare quanto l’arte italiana sia stata “la grande arte”, l’arte per antonomasia. E senza dimenticare Zuccari, Federico, il manierista, primo princeps dell’Accademia da lui stesso fondata nel 1593, una volta tornato a Roma, dopo i trionfi presso le maggiori corti europee. Le sedi che accoglieranno i capolavori capitolini sono Palazzo Baldeschi e Palazzo Lippi Alessandri: luoghi prestigiosi, edifici storici di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in pieno centro. Non un caso, certo, visto che l’evento nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia nazionale di San Luca. Il curatore, Vittorio Sgarbi, infatti, ha voluto tracciare una sorta di “viaggio artistico”, accostando le varie realtà coinvolte. Alcune opere della collezione romana, infatti, entrano, prima, in dialogo con altre della Collezione Marabottini (in permanente a Palazzo Baldeschi) e poi con altri capolavori di storiche istituzioni perugine, come l’Accademia di Belle Arti. “Più che altro, si è trattato di un ‘lavoro di scavo’ – ha sottolineato Sgarbi con ironia – perché i depositi dell’Accademia sono pieni di tesori. Un patrimonio artistico di immenso valore, con molte opere ancora sconosciute e in attesa di essere sistemate. La mostra di Perugia è un assaggio della creazione di una Galleria nuova dentro l’Accademia stessa che sappia valorizzare il patrimonio facendolo uscire dai depositi (anche se oggi è possibile visitare una collezione permanente, ndr)”. Prima di partire alla volta dell’Umbria, il corpus di opere dell’Accademia di San Luca sono state oggetto di restauro (promosso dall’Associazione Forte di Bard, che, in seguito, ha presentato il risultato in Valle d’Aosta) e prende vita in 12 sale, organizzate in ordine cronologico.
Il percorso inizia con il “Putto reggifestone” di Raffaello; quindi, il Cavalier d’Arpino con la “Cattura di Cristo”; Van Dyck con la “Madonna con il Bambino fra gli angeli musicanti”; “Amore e Venere” del Guercino; Angelika Kauffmann, i prestigiosi gessi di Thorvaldsen e Canova. Ma pure disegni di architettura con quelli di Giuseppe Valadier (il cui potente “Ritratto ufficiale” in mostra è opera di Jean Baptiste Wicar). E poi, Hayez, Giacomo Balla e Mancini. Il “Ritratto di Bianca” giovane figlia del pittore Bocchi, morta appena ventiseienne e terza protagonista del manifesto della mostra. E una pletora di autori tutti eccellenti, con tanti nomi forse ancora da conoscere e (ri)scoprire per un percorso museale autorevole e vario. La Fondazione CariPerugia Arte sostiene la sistemazione e ristrutturazione dei depositi dell’Accademia.

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