Ad Albano una catena solidale per produrre e distribuire mascherine artigianali

L'idea nasce da un gruppo Facebook ed ora sulle mascherine sono stampati i loghi degli esercizi commerciali di Albano per un vero e proprio marketing sociale

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Mascherine Graphos Sas

Si moltiplicano le iniziative sociali sul territorio. Questa che andiamo a raccontare però ha alcune peculiarità. Nasce dai social, precisamente dal gruppo Facebook “Qualcosa da Rifare ad Albano”, partecipata piazza virtuale attiva da anni che tratta temi inerenti la città di Albano Laziale. La proposta parte da un post pubblicato da Simonetta Lucci, tra i fondatori del gruppo, che si interrogava sulla questione mascherine, chiedendo come attivarsi per produrle autonomamente. Da li una catena di risposte e disponibilità da parte di tantissimi cittadini che si sono messi a disposizione, creando una vera e propria catena umana, mettendo a disposizione materiali e manualità per la creazione delle mascherine e la loro distribuzione. All’iniziativa ha aderito anche la Graphos SAS, azienda di Pavona che si occupa di stampa e grafica, la quale ha promosso la stampa sulle stoffe delle mascherine dei loghi delle attività commerciali di Albano: “Un modo per fare pubblicità solidale, senza alcun fine di lucro, per promuovere le attività produttive della città anche ora che sono forzatamente chiuse”.

Sono già più di mille le mascherine prodotte e distribuite alle famiglie. Punto di riferimento per la distribuzione si è reso disponibile il punto vendita Gruppo Leoni TIM di via Cavour, sempre di Albano, nel quale si possono ritirare le mascherine stesse. Tutte le mascherine, la loro produzione e distribuzione, sono a titolo totalmente gratuito, tengono a specificare i cittadini promotori dell’iniziativa.

Di Andrea Titti

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