Adozioni bloccate in Congo, c’è anche una famiglia di Marino

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Marino Palazzo Colonna
NON PUBBLICARE Marino Palazzo Colonna
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La solidarietà e vicinanza espressa dalla Città di Marino tramite vice sindaco Fabrizio De Santis e l’assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Arianna Esposito. C’è ancora una mamma marinese, Alessandra Carotenuto, tra i genitori adottivi italiani presenti nella Repubblica Democratica del Congo e in attesa di tornare a casa con i loro bambini. Insieme al marito, Antonio D’Avino, da pochi giorni rientrato in Italia, lo scorso 13 novembre era volata a Kinshasa per abbracciare il piccolo Moise e portarlo a casa dalla sorellina che lo aspetta con ansia. Le coppie, legalmente riconosciute come genitori dei piccoli grazie all’espletamento di regolari quanto rigorose procedure di adozione, dovevano solo ottenere il nulla osta per uscire dal Paese e tornare in Italia. Dal 25 settembre scorso, però, le autorità governative congolesi hanno decretato la sospensione delle adozioni internazionali fino al settembre del 2014, per la riesamina delle procedure in seguito a segnalazioni di pregresse possibili irregolarità che, tuttavia, non riguardano l’Italia. «Insieme all’intera comunità marinese – affermano il vice sindaco Fabrizio De Santis con l’assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Arianna Esposito – seguiamo con attenzione e vicinanza la vicenda di Alessandra e Antonio. Con la speranza di poterli accogliere quanto prima a Palazzo Colonna con Moise e la sua sorellina». Ad affiancare la coppia marinese nella sua volontà di dare il benvenuto in famiglia al bambino, orfano della provincia del Sud Kivu, è l’associazione I Cinque Pani che, già dall’aprile scorso, è pronta con le documentazioni e le autorizzazioni del caso. Nella stessa situazione della coppia marinese anche coppie francesi, belghe, canadesi, americane oltre ad altri genitori provenienti dalla Capitale e da diverse regioni italiane. Forte la speranza di Alessandra  e Antonio e della Città di Marino, così come di tutte le coppie italiane presenti a Kinshasa, di poter velocizzare le pratiche grazie allo spirito di positiva collaborazione attivato dagli Organi Governativi preposti con la Repubblica Democratica del Congo. «Auspichiamo – affermano De Santis ed Esposito – un epilogo sollecito e positivo della vicenda. Il tutto, in nome dello spirito di amicizia, considerazione e stima che lega da sempre l’Italia al Congo. Ribadendo la nostra presenza al fianco della coppia marinese, la nostra solidarietà e la disponibilità a qualsiasi tipo di collaborazione fosse necessaria per contribuire ad una felice conclusione della vicenda – proseguono – ricordiamo come la nostra attenzione nei confronti della stessa è, e rimarrà, sempre alta. Confidando – fanno sapere – nel grande senso di responsabilità e giustizia dei nostri amici della Repubblica Congolese. Siamo certi che, insieme al Governo Italiano, stiano facendo il massimo per fare in modo che i piccoli abbiano un futuro sereno». «Il tema della famiglia – vanno avanti i due amministratori – il luogo da dove tutto prende corpo e dove tutto ritorna, è il cuore della nostra tradizione e della nostra storia. Una realtà che, in questo caso, si realizza nel sogno di Alessandra e Antonio di accogliere, nell’amore, un bambino stupendo e con tanta gioia di vivere come Moise che, forse, una famiglia vera la desidera da tempo. E – sottolineano – partendo dal principio “sembra tutto impossibile finché non lo fai”, che ha guidato la vita di un gigante dell’umanità come Nelson Mandela, esprimiamo solidarietà e vicinanza ad Alessandra e Antonio. Ribadendo  la nostra presenza e collaborazione attiva per una positiva soluzione della vicenda, da concretizzarsi – concludono – anche attraverso una costante e positiva attenzione da parte degli organi di comunicazione».

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