Affetto da diabete infantile non vuole perdere la sua pediatra a Pavona

La storia di Riccardo, paziente della Dott.ssa Porcari affetto da diabete infantile che dopo la chiusura del centro di Tor Vergata non vuole perdere la sua pediatra

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Riccardo ha quasi 12 anni, vive ad Albano con la sua famiglia, i genitori, Nicolino e Daniela, ed il fratello minore Roberto. Dall’età di 5 anni gli è stato diagnosticato un diabete mellito di tipo 1: eccesso cronico di zuccheri nel sangue. Da quel giorno Riccardo richiede una particolare attenzione negli stili di vita alimentare e non solo, necessita di essere seguito da medici speicalisti.

Riccardo è un paziente della Dott.ssa Pediatra Marta Porcari, la stessa che, se la Asl Roma 6 non indicherà ufficalmente Pavona Zona Carente Straordinaria, dal 1 Ottobre si trasferirà e non potrà più essere la sua pediatra di fiducia. Da quel giorno Riccardo dovrà cambiare medico se vorrà avere un curante vicino alla residenza della sua famiglia.

“Riccardo sin da piccolo – ci dicono i genitori – è stato seguito dal centro diabetologico infantile di Tor Vergata, ma da qualche mese quel centro è stato chiuso, definitivamente. Fortunatamente la Dott.ssa Marta ha una specializzazione in diabetologia infantile, quindi per noi è stata ed è un fondamentale punto di riferimento, sia quando Riccardo era seguito da Tor Vergata, ma a maggior ragione lo è e lo speriamo sarà, da quando la Regione ha chiuso quel centro”.

La medicina territoriale significa anche questo: avere un medico curante capace di gestire patologie che richiedono assistenza ed attenzioni particolari, in tutte quelle fasi di gestione non acute, in modo tale da non ingolfare i grandi centri specialistici. Certo, se poi si chiudono i centri specialistici e si depotenzia la medicina territoriale nascono i problemi.

“Per noi avere una pediatra come Marta, sempre disponibile, anche fuori dagli orari di ambulatorio – continuano Nicolino e Daniela – è una sicurezza. Anche per Riccardo, come crediamo per tutti i bambini, avere sempre la stessa figura di medico, che si è scelto, di cui ci si fida come fosse una figura familiare è importante, clinicamente ma anche psicologicamente. Riccardo si sente protetto dalla sua pediatra, così come noi. Per questo speriamo di non doverla perdere”.

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