Ai Castelli Romani nasce il codice etico dei genitori

L’iniziativa in seno al progetto triennale La Nostra Buona Stella compartecipata dai comuni dei Castelli Romani di Albano, Castel Gandolfo e Marino

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La Nostra Buona Stella

Un codice etico dei genitori per aiutare le scuole e le istituzioni del territorio a fare rete. È questo l’interessante presupposto che dà il via alla seconda annualità de La Nostra Buona Stella – Diritto alla crescita: costruiamo il nostro futuro, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha come obiettivo generale il contrasto alla dispersione scolastica e all’abbandono, costruendo la comunità educante formata da enti pubblici e privati che prevenga e si prenda carico delle situazioni di disagio nel sistema educativo territoriale. Coinvolte scuole e realtà associative del terzo settore dei comuni di Marino, Castelgandolfo, Albano e Ciampino, le famiglie, rappresentate nei vari consigli d’istituto delle scuole, hanno potuto trovare voce riunendosi in un tavolo di lavoro sul quale si sono confrontati lasciando emergere alcuni punti sui quali si è riflettuto nello scorso mese di ottobre nel corso della giornata di studi tenutasi presso la sede centrale del Cnr (Centro Nazionale Ricerche) a Roma. “E’ fondamentale conoscere il territorio e conoscersi tra gruppi che vi operano” dichiarano Barbara Gentile, consigliere comunale della Città di Marino e vicepresidente del consiglio d’Istituto Amari-Mercuri insieme alla signora Simona Bisceglie, presidente Associazione Genitori Primo Levi. “La scuola – spiegano – dovrebbe essere il fulcro del raccordo della comunità educante, un’agenzia di istruzione ma anche di costruzione di relazioni”. “E’ fondamentale il dialogo tra Famiglia e Scuola i cui ruoli debbono essere complementari e non sostitutivi” In questo senso i genitori ritengono “auspicabile creare connessione tra i sei istituti scolastici che fanno parte del progetto; Abbiamo pensato fosse necessario per questo scrivere e sottoscrivere un codice etico dei genitori non solo per quelli che operano a stretto contatto con la scuola, ma per tutti visto che comunque con essa interagiscono tramite i figli”. Concorda la professoressa Valentina Violo, docente di Italiano e Storia presso l’Istituto Amari/Mercuri di Ciampino (Rm):“ Il rapporto con le famiglie degli studenti si sta trasformando in una vera e propria collaborazione per creare una comunità educante fattiva e di supporto alla scuola. Capovolgendo una situazione di latitanza genitoriale che fino a qualche tempo fa persisteva”. Il codice etico dei genitori, peraltro, presso il Consiglio d’Istituto della scuola superiore ciampinese ha ricevuto approvazione e plauso. Sulla stessa linea, sempre da Ciampino, la professoressa Tiziana Cesarini, referente del progetto presso la scuola media Umberto Nobile che oltre al ruolo delle famiglie ha voluto sottolineare “l’intervento sostanziale delle associazioni culturali che operano nei Castelli Romani” che stanno prendendo parte a La Nostra Buona Stella. “I diversi laboratori attivati nell’ambito del progetto – prosegue la prof Cesarini – ci permettono di superare la barriera delle aule, delle discipline, delle burocrazie e ci consentono di contrastare la povertà educativa non solo attraverso l’acquisizione dei saperi ma anche sviluppando nei ragazzi una serie di capacità quali: empatia, comunicazione, motivazione, autostima ed immaginazione che sono fondamentali per la crescita dell’individuo”. “Con La Nostra Buona Stella è stato possibile sia migliorare il contrasto alla dispersione scolastica realizzando attività di supporto allo studio, interventi psicologici di sportello d’ascolto e mediazione culturale, sia integrare la formazione culturale e artistica degli studenti” dichiara la professoressa Giovanna Ruffini dell’Istituco Comprensivo di Santa Maria delle Mole. “Dirigenti scolastici, docenti e famiglie, oltre a percepire la valenza educativa del progetto sono stati coinvolti concretamente in occasioni di scambio e approfondimento, quali i focus groups e il recente Convegno promosso dal Cnr”. “Una società che si vuole egualitaria, rispettosa nella sua eterogeneità, emancipata e solidale necessita di persone educate a questi principi fondamentali”, aggiunge sempre da Marino la professoressa Barbara Balsamo, responsabile plesso scuola secondaria Primo Levi. “I primi nuclei nei quali si sostanzia la formazione di un individuo sono la famiglia e la scuola. Un territorio povero di alleanze costruttive, di scambi umani e professionali offrirà poco e nulla ai nostri figli. Invece un territorio ricco, partecipato, variegato e solidale darà ai nostri giovani un contesto il più possibile accogliente e creativo nel quale ognuno potrà realizzare se stesso e compartecipare alla fondazione di un mondo giusto e migliore di quello che lascia”. “La Nostra Buona Stella – prosegue la professoressa Balsamo – è un tentativo sociale che va in questa direzione, mettendo in campo professionalità e collaborazioni tra tutti i membri della comunità educante e che per questa ragione ha a mio avviso un valore estremamente significativo. La scuola senza le realtà attive del territorio è vuota, senza il sostegno delle famiglie è inefficace così come un territorio senza scuola è arido e le famiglie senza territorio e scuola sono abbandonate a se stesse. Uniti si progredisce, si cresce, si impara. Un detto africano recita ‘se vuoi andare veloce corri da solo ma se vuoi andare lontano vacci insieme agli altri’. Ecco, La Nostra Buona Stella segue esattamente questa rotta”.

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