Al corteo spuntano magliette “I Love Foibe”, i Sindaci si dissocino

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Corteo antifascista i love foibe
Uno dei manifestanti che indossavano la maglietta "I LOVE FOIBE" (Foto tratta da Qelsi Quotidiano - sabato 9 novembre 2013"
Corteo antifascista i love foibe
Uno dei manifestanti che indossavano la maglietta “I LOVE FOIBE” (Foto tratta da Qelsi Quotidiano – sabato 9 novembre 2013″

EDITORIALE – Sabato 9 novembre per le strade di Albano Laziale èra stato convocato dalla locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani un corteo antifascista. Una occasione per ribadire i valori democratici ed antifascisti della cittadina e di tutti i Castelli Romani dopo gli scontri e l’indignazione popolare provocata dal tentativo di celebrare i funerali di Erich Priebke presso la comunità Lefefbriana di San Pio X. All’appuntamento aveva aderito ufficialmente l’amministrazione comunale di Albano ed a sfilare sabato pomeriggio c’erano molti sindaci dei comuni limitrofi. La partecipazione non è stata delle migliori, circa 300 persone tra collettivi, sezioni AMPI dei Castelli, centri sociali, il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Filiberto Zaratti ed una rappresentanza della Federazione della Sinistra dei Castelli Romani. Attimi di tensione quando alcuni manifestanti hanno inteso deviare il percorso concordato con le forze dell’ordine, presenti in forze, per recarsi davanti alla comunità di San Pio X. Nei momenti più delicati i Sindaci presenti hanno mostrato il loro disappunto verso la piega non proprio pacifica che stava prendendo la manifestazione, abbandonando il corteo e togliendosi le fasce tricolori. Un episodio però è rimasto nell’ombra sino ad oggi, lo ha evidenziato Qelsi Quotidiano, con tanto di immagini. Tra gli striscioni e gli slogan sono spuntati alcuni manifestanti che indossavano una maglietta con ben in vista sul davanti la scritta: “I LOVE FOIBE”. Ora, che in Italia la fauna degli ignoranti sia ben rappresentata da ogni parte non ci stupisce. Ci stupisce però, e molto, il silenzio che ancora oggi c’è attorno ad episodi simili da parte delle Istituzioni locali. Siamo convinti che nessuno dei Sindaci o delle autorità presenti abbia visto queste scene vergognose, ne tantomeno gli organizzatori, ma resta il fatto che il vizio di insultare i morti, specialmente se innocenti ed Italiani, da parte di certe frange della sinistra, più o meno estrema, pare non volersi sradicare. Ci vogliamo appellare alla sezione ANPI di Albano, al Sindaco Marini, aglialtri rappresentanti Istituzionali presenti al corteo, al fine di avere da loro una netta e chiara presa di distanze su questo fatto specifico. Ribadire con un corteo i valori della Costituzione Italiana è e resta una ottima intenzione, ma celare dietro questa nobile causa il vecchio armamentario di una certa sinistra intollerante e violenta che già ha avvelenato per troppi anni l’anima di questo Paese ci parrebbe del tutto anacronistico ed irresponsabile. Citando un noto antifascista come Marco Pannella, definiremmo certe disgraziate abitudini come la più classica dimostrazione del “fascismo degli antifascisti”. Proprio quello che sabato scorso si è visto per le strade di Albano Laziale.

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