Albafor, in Consiglio Comunale si provi a volare alto

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Palazzo Savelli Albano Laziale
Albano Laziale - Palazzo Savelli
Palazzo Savelli Albano Laziale
Albano Laziale – Palazzo Savelli

Da mesi il dibattito politico ad Albano si incentra su due questioni, una quella dell’inceneritore e l’altra inerente le sorti delle aziende partecipate e del loro declino. Due temi certamente importanti, che meritano l’attenzione dell’opinione pubblica ma che, a nostro avviso meriterebbero di innalzarsi più in alto del pianerottolo casalingo, da dove spesso sono confinati da troppi dei loro protagonisti. Dell’inceneritore abbiamo parlato diffusamente in altre circostanze e continueremo a farlo, anche in tempi brevi, oggi vorremmo focalizzare qualche riga attorno alla questione partecipate, più specificamente sullo stato di Albafor. Martedì 9 luglio è convocato un Consiglio Comunale straordinario ad Albano Laziale sulla vicenda, iniziativa nata su proposta della lista civica Il Cigno che, tramite la sua rappresentanza consiliare riassunta nel capogruppo Mario Dargento, ha inteso proporre e far firmare ai consiglieri un documento in cui si chiedeva un dibattito nella più alta assise politica cittadina per discutere la questione e lo stato dell’arte attorno all’azienda di formazione. L’iniziativa e le sue modalità hanno scatenato il dibattito sui social network, al quale proprio nessuno si è sottratto, un dibattito interessantissimo, incentrato su chi ha firmato e chi no, su quanti parenti di politici siano assunti o in procinto di licenziamento in Albafor, sullo stato di salute del Pdl ed i conseguenti schieramenti interni tra le varie componenti politiche dell’opposizione. Il lettore, ed anche il giornalista distratto si domanderà: ma che c’entra tutto ciò con il destino di Albafor? Nulla, ma forse non interessa nulla a nessuno della suddetta azienda nella sua totalità, se si vuole escludere la sorte di qualche famiglio, perchè oltre a non scorgere uno straccio di linea politica, spadroneggia la totale assenza di un qualsivoglia confronto attorno alla missione strategica ed ai piani che si vorrebbero costruire attorno ad Albafor, compresa magari la sua chiusura e dismissione, opzione legittima e da alcuni silenziosamente caldeggiata. Non ci dilunghiamo nel narrare la saga delle firme, indugiando sui motivi per cui Ferrarini, Giorgi, Silvestroni e Roma, hanno firmato subito mentre Mattei, Brunamonti e Ginestra hanno inteso attendere riunioni successive e posizioni condivise all’interno del loro partito, non perchè non siano fatti degni di attenzione, ma semplicemente perchè la scelta del candidato Sindaco del centrodestra alle prossime elezioni dovrebbe essere tema separato dalle sorti delle aziende partecipate di Albano.  I giochini di palazzo, le tattiche e le legittime ambizioni personali di singoli, gruppi e gruppetti vari andrebbero affrontate in separata sede, ed in tale contesto anche noi cercheremo di darne conto. Chiediamo tuttavia alla classe dirigente tutta di questa città, maggioranza e opposizione, di far fare un salto di qualità al confronto, iniziando magari dall’apposito prossimo Consiglio Comunale, nel quale si affrontino veramente i veri nodi che attanagliano le finanze di Albafor, mettendone a rischio la sopravvivenza, sua e dei lavoratori. Lo si faccia possibilmente senza le demagogie di rito, parlando alla città, chiarendo obiettivi strategici sui quali poggiare il progetto  aziendale, e la necessità, se c’è, di tenere in vita una azienda pubblica come quella in esame. Sia detto fuori dai denti, che le aziende partecipate, sin dalla loro fondazione, nei decenni passati sono state ricettacolo di amici e parenti della stragrande maggioranza dei politici locali è risaputo anche dai sassi, come non sfugge a nessuno il fatto che tutto questo accapigliarsi attorno ad Albafor non è affatto estraneo alla difesa di interessi particolarissimi, di questo o di quello. I cittadini di Albano sanno, noi sappiamo, chi sono gli amici e chi sono i parenti, e proprio per questo riteniamo del tutto inutile, oltre che umiliante per le molte professionalità di vaglia operanti in Albafor, sventolare liste di proscrizione, elenchi e dossier di ogni tipo e per ogni scopo. Riterremmo indispensabile invece raccogliere i migliori, scelti per capacità, esperienza e curriculum, nel numero minimo necessario al funzionamento dell’azienda, attorno a cui far ripartire un piano credibile. Perchè è di questo che il Consiglio Comunale vorremmo dibattesse, della natura, degli obiettivi e della necessità strategica di Albafor per Albano, non di singole persone, scontrandosi tra opposte visioni se vi sono. La città, che già assiste a questa discussione con un certo disincantato distacco, non sopporterebbe l’ennesimo battibecco personalistico, somigliante più ad una miserrima resa dei conti tra ex eserciti oggi in rotta. Queste righe vogliono essere un’appello alla politica di Albano affinchè non sprechi l’occasione di rivolgersi alla cittadinanza con un linguaggio nuovo, fatto di contenuti.

Andrea Titti

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