Albano, convegno su privacy e dati personali

Albano Laziale: Convegno mercoledì 30 gennaio 2019 su privacy e dati personali per professionisti e imprenditori

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Privacy, uno strumento per sviluppare il business

Si svolgerà il 30 gennaio ad Albano Laziale un convegno di Vivere Impresa No-Profit per illustrare a professionisti e imprenditori come adeguarsi al nuovo Regolamento europeo. Relatori Gianluca D’Ascenzo (presidente Codacons), Riccardo Giannetti (presidente Osservatorio 679), il manager Paolo Menghini e il commercialista Simone Infantino

“Privacy, strumento per sviluppare il proprio business” è il titolo del convegno organizzato da Vivere Impresa No-Profit, che si svolgerà mercoledì 30 gennaio ad Albano Laziale alle ore 18, presso la sala consiliare di Palazzo Savelli in via della Costituente 1.

Il convegno è dedicato a imprenditori e professionisti che devono ancora adeguarsi al nuovo Regolamento Ue/2016/679 sulla privacy, entrato in vigore il 25 maggio 2018 con il fine di assicurare il trattamento omogeneo dei dati personali in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Durante l’incontro, i relatori illustreranno come mettersi in regola in modo semplice e veloce, trasformando un obbligo di legge in una opportunità.

Ad aprire i lavori sarà Barbara Sarrecchia, Presidente di Vivere Impresa No-Profit, che illustrerà la storia dell’associazione che, ormai da diversi anni, opera per la valorizzazione del territorio e dei suoi principali attori grazie all’impegno dei soci che mettono al servizio della comunità le proprie competenze e professionalità.

Seguiranno gli interventi di Gianluca Di Ascenzo,Presidente Codacons, su “Tutela dei consumatori e privacy”; Riccardo Giannetti, Presidente Osservatorio 679, su “Accountability e consapevolezza, le novità in materia di adeguamento privacy al Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali”; Paolo Menghini, Manager d’azienda ed esperto in Customer Experience Management, su “Privacy, come trasformare un obbligo di legge in una opportunità di mercato”.

A concludere i lavori sarà Simone Infantino, Dottore Commercialista in Roma, con un intervento su “Legge di Bilancio: novità fiscali 2019 e bonus formazione 4.0 per le imprese”.

“La nostra associazione – afferma Barbara Sarrecchia, presidente di Vivere Impresa No-Profit – opera per la valorizzazione del territorio e dare sostegno a imprenditori e professionisti. Il sostegno avviene sia attraverso interventi diretti, tesi ad aiutare attività economiche e imprese in difficoltà, sia attraverso l’organizzazione di corsi, convegni ed attività che, come in questo caso, puntano ad approfondire tematiche di particolare interesse. In questo momento, abbiamo constatato che l’adeguamento al Regolamento europeo è tra le priorità degli operatori”.

Per iscriversi gratuitamente all’evento inviare una richiesta a info@vivereimpresa.it.

PRIVACY, LUCI E OMBRE DEL REGOLAMENTO EUROPEO

In attesa del convegno “Privacy, strumento per sviluppare il proprio business”, che si svolgerà il 30 gennaio ad Albano Laziale, organizzato da Vivere Impresa No Profit con il patrocinio del Comune, una intervista al presidente dell’associazione, Barbara Sarrecchia, in occasione della Giornata europea sulla Protezione dei dati personali

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Barbara Sarrecchia

Mercoledì 30 gennaio, alle ore 18, si svolgerà presso la Sala Consiliare di Palazzo Savelli ad Albano Laziale il convegno “Privacy, strumento per sviluppare il proprio business”, organizzato da Vivere Impresa No Profit. In occasione della Giornata europea della Protezione dei dati personali, che si celebra oggi 28 gennaio, il presidente dell’associazione, Barbara Sarrecchia, illustra i motivi dell’incontro e fornisce alcune indicazioni utili sul Regolamento europeo 2016/679 sul trattamento dei dati personali.

Perché Vivere Impresa ha organizzato questo convegno?

“La mission della nostra associazione è raccogliere le istanze del territorio per tentare di risolvere le problematiche di imprenditori, professionisti, cittadini che da soli non riescono a farlo. Questo grazie ad un team di professionisti che mettono a disposizione le proprie competenze. Nel caso di questo convegno, riteniamo che l’adeguamento al Regolamento europeo 679/2016 rappresenta una di queste problematiche e così abbiamo deciso di agire concretamente”;

È obbligatorio adeguarsi al Regolamento?

“Assolutamente sì. Tutti coloro, come gli imprenditori o i professionisti, che trattano quotidianamente i dati personali di persone fisiche non possono sottrarsi a quello che viene comunemente chiamato GDPR, General Data Protection Regulation, il Regolamento dell’Unione europea che assicura il trattamento omogeneo dei dati personali in tutti gli Stati membri. Il Regolamento rappresenta una grande novità perché è il primo provvedimento Ue obbligatorio in tutti i suoi elementi rispetto alle direttive che vincolano gli Stati nell’obiettivo da raggiungere, lasciando le modalità di attuazione alla loro discrezione”;

Qual è la situazione attuale nell’Unione europea?

“La commissione dell’Unione Europea, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, ha reso noto che sono quasi 100mila i ricorsi presentati dai cittadini dell’Unione per la violazione della privacy da giugno 2018 a oggi. I numeri sono arrivati sulla base dei dati forniti dall’insieme dei Garanti dei 28 Stati dell’UE che ricevono e trattano i reclami. Ricorsi che riguardano soprattutto attività di telemarketing, mail promozionali e videosorveglianza”;

La responsabilizzazione, o “accountability”, è il principio di fondo del Regolamento. Di cosa si tratta?

“Il GDPR, per garantire il trattamento e la protezione dei dati personali, si basa sulla valutazione del rischio e sulla conseguente messa a punto di idonee misure di sicurezza. Il Regolamento, infatti, sottolinea che il titolare del trattamento deve mettere in pratica tutte le misure tecniche e organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento dei dati è effettuato nel rispetto della nuova normativa Ue”;

Perché il legislatore europeo ha ritenuto necessario tutelare maggiormente la privacy?

“Perché nell’era della Data Economy il mercato dei dati personali vale miliardi di euro.  Nel 2020 raggiungerà i 200 miliardi e già ora in Italia ne vale 2,3. I dati valgono così tanto perché i rapporti che si instaurano nell’interazione quotidiana con le piattaforme digitali diventano valore economico. Così il GDPR non è solo un onere, ma anche un’opportunità per il business lo sviluppo delle imprese. Secondo l’Associazione Data Protection Officer Europei, i dati personali sono il petrolio del XXI secolo. È giusto quindi che le autorità facciano chiarezza ed emanino normative che siano veramente in grado di proteggerli”;

Ad assumere particolare importanza è il consenso degli interessati dal trattamento dei dati personali raccolti dalle aziende. Cosa prevede il Regolamento Ue?

“Gli interessati, come i clienti delle aziende e degli studi professionali, dovranno manifestare il proprio assenso mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, accettando che i dati che li riguardano siano oggetto di trattamento. Il titolare del trattamento ha l’obbligo di prevedere le medesime forme e/o misure tecniche per la revoca già utilizzate al momento della raccolta”.

Dati personali, un utilizzo corretto incrementa il business

È emerso dal convegno sulla privacy che si è svolto il 30 gennaio ad Albano Laziale, organizzato da Vivere Impresa no profit e patrocinato dal Comune

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Marini e Sarrecchia

Primo febbraio 2019 h.14:15 – Un incontro sulla protezione dei dati personali non solo per adeguarsi al Regolamento europeo 679/2016, che dal 28 maggio 2018 assicura il loro trattamento omogeneo in tutti i 28 Stati dell’Unione europea, ma anche per capire come utilizzarli per sviluppare il proprio business.

È stato questo il tema del convegno “Privacy, un strumento per sviluppare il proprio business”, che si è svolto il 30 gennaio presso la sala consiliare di Palazzo Savelli ad Albano Laziale, organizzato da Vivere Impresa no profit e con il patrocinio del Comune.

Dal Rapporto Cisco 2019, che riporta i dati di un sondaggio somministrato a oltre 3.200 professionisti della sicurezza e della privacy in 18 paesi di tutto il mondo, emerge infatti che le aziende che hanno investito nella riservatezza dei dati hanno ottenuto notevoli vantaggi di business.

Il direttivo dell’associazione ha voluto organizzato l’incontro, dedicato soprattutto agli imprenditori e ai professionisti, in concomitanza con la Giornata europea della protezione dei dati personali, celebrata il 28 gennaio per sensibilizzare i cittadini sui diritti legati alla tutela della vita privata e delle libertà fondamentali.

Ha introdotto i lavori Barbara Sarrecchia, presidente di Vivere Impresa e private manager di Banca Mediolanum, che ha fortemente voluto la nascita dell’associazione nel 2014 per valorizzare il territorio e i suoi principali attori: imprenditori e professionisti, ma anche cittadini, giovani e donne che vogliono rimettersi in gioco a livello personale e professionale.

“Vivere Impresa ha organizzato questo convegno dopo aver raccolto le istanze del territorio su questo tema così delicato – ha affermato il presidente –. Si tratta di un argomento che bisogna assolutamente conoscere visto che un mancato adeguamento potrebbe comportare sanzioni fino a fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato lordo. Attualmente sono quasi 100mila i ricorsi presentati da cittadini europei per violazione della privacy da giugno 2018 ad oggi. È una cifra record, destinata purtroppo ad aumentare, resa nota dalla Commissione Ue in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, sulla base dei dati forniti dall’insieme dei Garanti dei 28 che ricevono e trattano i reclami. I ricorsi riguardano soprattutto attività di telemarketing, mail promozionali e videosorveglianza. Per questo motivo, Vivere Impresa mette a disposizione una consulenza gratuita, un audit per approfondire l’argomento e spiegare i passi da fare per mettersi in regola in tema di privacy”.

Al convegno ha portato i suoi saluti il sindaco del Comune di Albano, Nicola Marini, che ha fatto un intervento sulle modalità di attuazione del Regolamento, chiamato anche GDPR (General Data Protection Regulation), nella Pubblica amministrazione.

Successivamente è stato proiettato un video del Garante della privacy del Belgio da cui sono trapelate l’ingenuità e la superficialità delle persone riguardo all’utilizzo dei propri dati personali sui social network.Il primo relatore della serata è stato l’avvocato Gianluca Di Ascenzo, presidente nazionale Codacons, l’associazione che tutela i diritti degli utenti e dei consumatori, che ha illustrato il rapporto tra la Tutela dei consumatori e la Privacy. “Il Regolamento porterà significative innovazioni non solo per i cittadini, ma anche per aziende, enti pubblici, associazioni e liberi professionisti – ha detto l’avvocato Di Ascenzo –. E introduce regole più chiare in materia di informativa e consenso, definisce i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali, pone le basi per l’esercizio di nuovi diritti, stabilisce criteri rigorosi per il trasferimento dei dati al di fuori dell’Ue e per i casi di violazione dei dati personali, il cosiddetto data breach”.

Successivamente è intervenuto Riccardo Giannetti, presidente dell’Osservatorio 679, un incubatore di idee tra tutti i professionisti e gli operatori del settore della data protection. Giannetti è entrato nel dettaglio del GDPR, illustrando le due novità più importanti del Regolamento europeo: l’accountability e la consapevolezza. “L’accountability, in particolare, è il principio di responsabilizzazione di fondo del Regolamento – ha spiegato – che si basa sulla valutazione del rischio e sulla conseguente messa a punto di idonee misure di sicurezza per garantire il trattamento e la protezione dei dati personali da parte dei titolari e dei responsabili”.

Ma come possiamo trasformare un obbligo di legge in una opportunità di mercato? Ha risposto a questa domanda Paolo Menghini, manager d’azienda ed esperto in Customer Experience Management. Il GDPR infatti non è solo un onere per professionisti e aziende, come potrebbe sembrare a prima vista, ma anche una opportunità. L’opportunità di utilizzare i dati personali in maniera adeguata e conforme al Regolamento Ue per sviluppare il proprio business attraverso il Customer Experience Management. “La gestione dell’esperienza vissuta dal cliente nel suo rapporto con le aziende – ha affermato Menghini – è decisivo nel determinare il successo delle imprese. Creare esperienze memorabili per i propri clienti significa sviluppare un vantaggio competitivo ed ottenere risultati che incidano in maniera duratura sullo sviluppo del business”.

Il convegno si è concluso con l’intervento di Simone Infantino, dottore commercialista e revisore legale, sulla Legge di Bilancio. Sono state illustrate le novità fiscali 2019 e il bonus formazione 4.0 per le imprese senza dimenticare il delicato binomio tra la privacy e la fatturazione elettronica.

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