Albano è il luogo della protezione non del silenzio

Il messaggio uscito dalla manifestazione organizzata da Meta Magazine ad Albano per dire si alla sicurezza, no a violenza e discriminazioni

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Andrea Titti all'evento Sicuri Dentro Casa Nostra promosso da Meta Magazine

“Albano ed i Castelli Romani non sono il luogo della paura e del silenzio, ma il luogo della parola, della denuncia, della consapevolezza, della cura e della protezione, per tutte le vittime di violenza, che nel silenzio subiscono ogni giorno. Nel ricordo di chi non c’è più il messaggio di non tacere, di costruire servizi sempre più efficienti, di fare rete, di lavorare insieme, cittadini, associazioni, istituzioni e forze dell’ordine per fare fronte a questa emergenza sociale”. Con queste parole Andrea Titti, fondatore di Meta Magazine e promotore della manifestazione Sicuri Dentro Casa Nostra – No alla Violenza e alle Discriminazioni su Donne e Minori, ha riassunto il senso di una serata che ha visto gremita la piazza Largo Martiri del Bombardamento di Propaganda Fide in pieno centro storico di Albano Laziale. Tanti gli interventi di rappresentanti istituzionali di varie provenienze politiche, del mondo dell’associazionismo impegnato nel campo della tutela delle vittime di violenza.

Sulla base di alcuni gravi fatti di cronaca che hanno interessato il territorio negli ultimi anni e mesi, gli oratori hanno voluto condividere punti di vista ed esperienze sul campo affinchè il dire no alla violenza ed alle discriminazioni, ribadendo con forza il valore della sicurezza, non sia motivo di divisione ma unità d’intenti. L’On. Marco Silvestroni, Deputato della Repubblica, facendosi portatore delle istanze locali nell’assise di Montecitorio, ha focalizzato l’attenzione del suo intervento sull’importanza della famiglia e della sua difesa in un momento di “disgregazione”, sottolineando anche il suo sostegno ad una riforma della “legittima difesa”, anche in casi che vedono la violenza presentarsi all’interno delle mura domestiche.

L’On. Eleonora Mattia, Presidente della Commissione Pubblica Istruzione, Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili del Consiglio Regionale del Lazio ha sottolineato con forza l’azione sua e dell’ente che rappresenta a tutela delle donne, rimarcando come esse non siano “soggetti deboli”, ma soggetti di pari dignità, pari diritti e capaci di conquistare posizioni sociali per merito e qualità. “Per questo – ha sottolineato – come vadano respinti gli attacchi alle conquiste civili come la legge 194”.

I Sindaci di Albano e Castel Gandolfo Nicola Marini e Milvia Monachesi hanno raccontato le azioni delle amministrazioni locali, attraverso l’azione dei servizi sociali, che stanno portando avanti sul territorio. “Sono circa 30 le donne che il Comune di Albano sta prendendo in carico per situazioni di disagio” ha dichiarato Marini. Sulla stessa linea il Consigliere Comunale albanense con delega ai servizi sociali Gabriele Sepio che, sulla scorta della sua esperienza nell’aver contribuito alla stesura della legge nazionale sul terzo settore, ha illustrato il progetto Protection Network, messo in campo dal Comune di Albano, che vede l’azione sinergica dei servizi sociali, il Tribunale di Velletri e le Forze dell’Ordine, ogni qualvolta vi sia una segnalazione di una criticità o denuncia. Restando ad Albano è stata la Consigliera Comunale con delega alla sicurezza Enrica Cammarano a sottolineare come atteggiamenti e comportamenti sociali delle persone possano essere il primo antidoto alla violenza: “Dobbiamo tornare a parlarci ed ascoltarci”.

Molti i contributi da amministratori dei Comuni castellani tra cui Lariano, con le assessore alla cultura e alle pari opportunità Maria Grazia Gabrielli e Chiara Colasanti, e Lanuvio attraverso l’intervento della Consigliera Comunale e dirigente regionale di Sud Protagonista Gabriella Ferrari.

Tanti i contributi dal mondo associazionistico: Non Una Di Meno, rappresentata da Elena Mazzoni ha sottoposto alla piazza una petizione rivolta al Corriere della Sera contro un articolo di Federico Moccia uscito nei giorni scorsi. “Moccia nel suo articolo sottointende che il femminicidio sia una conseguenza di un eccesso di amore – ha dichiarato Elena Mazzoni – ma nulla c’è di più falso e fuorviante, il femminicidio è un crimine tra i più efferati e subdoli, per questo chiederemo al Corriere della Sera, quando gli sottoporremo le firme in calce raccolte, di rettificare quel pezzo di Moccia”.

La Coperativa Sociale L’Aquilone Rosa, con radici a Rocca di Papa ma operante su tutto il territorio dei Castelli Romani, per voce della Vice Presidente Maria Chiara Cecilia, ha acceso i riflettori sulla prossima apertura ad Albano, in qualità di comune capofila del distretto socio sanitario, di un centro antiviolenza.

Ha chiusura degli interventi la parola è andata a Gianmarco Gasperini, Presidente del Consiglio Comunale dei Giovani di Albano, costituitosi dopo le elezioni dello scorso 26 Maggio. Un intervento dall’alto valore simbolico, perché è dai giovani che deve partire la consapevolezza ed il rifiuto di violenza e discriminazioni, perché prima delle pur necessaria azioni di repressione e prevenzione, esiste una questione culturale che va radicata, partendo dalle nuove generazioni.

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