Alla Festa del Cinema di Roma il dramma familiare di Manchester by the sea

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Manchester by the sea
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Manchester by the sea

È un dramma familiare il film Manchester by the sea del regista newyorkese Kenneth Lonergan, in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e in uscita nelle sale italiane il 1 dicembre. Una pellicola che ha già convinto il pubblico del Sundance Film Festival e dei festival di Toronto e Londra, soprattutto per l’interpretazione di Casey Affleck nel ruolo del protagonista. Dopo la morte del fratello maggiore, Lee Chanlder (Affleck), idraulico di Boston, è costretto a tornare nella sua città natale per prendersi cura del nipote sedicenne (Lucas Hedges), del quale è stato nominato tutore. Una performance che potrebbe valere un Oscar al minore dei fratelli Affleck, il cui percorso artistico più che ventennale ha poco da invidiare a quello del fratello Ben.

Il regista Lonergan ha esordito come drammaturgo e ha alle spalle una lunga carriera da sceneggiatore: Manchester by the sea, di cui firma anche la sceneggiatura, è il terzo lungometraggio che dirige. Di seguito le sue dichiarazioni sul film presentato nella seconda giornata della Festa del Cinema:

Come nasce questa storia così intensa?

“L’idea proviene da Matt Damon e John Krasinski (entrambi attori e sceneggiatori statunitensi, ndr). A me interessava realizzare un film sulla storia di un uomo che porta un peso troppo grande per lui da sostenere, in questo caso occuparsi della famiglia e del nipote”;

Quando un genitore perde un figlio è impossibile sopravvivere. Il film invece mostra che si può.

“Ho una figlia, non so cosa significhi in prima persona, ma ho amici che hanno vissuto questa esperienza. È falso dire che riusciamo normalmente ad andare avanti, ma un modo per farcela è prenderci cura delle persone che amiamo;

Solitamente dopo un lutto è la persona adulta ad andare avanti, qui invece il protagonista è bloccato. È una scelta drammaturgica?

“Le reazioni a un lutto possono essere diverse: per alcuni è più difficile, altri ad esempio danno il nome della persona scomparsa a una fondazione … Qui il personaggio di Lee ha perso tutto e prova a mantenere il controllo di se stesso per amore del nipote, cercando di fare il suo dovere”;

È un film intriso di dolore in cui non mancano i momenti ironici. Come ha trovato un equilibrio tra dramma e ironia?

“Penso che siano la stessa cosa, non c’è alcuna differenza. La presenza dell’umorismo è importante per un film: se manca è difficile che un’opera d’arte funzioni”;

Ha scelto lei Casey Affleck? Crede che possa ottenere un Oscar per questo ruolo?

“Originariamente il ruolo era di Matt Damon, ma poi mi disse che non poteva, quindi ho scelto Casey, tra i miei attori preferiti. All’Oscar ancora non penso: spero solo che il film venga visto e che piaccia”;

Come è stato il lavoro con Casey Affleck?

“È un attore fantastico ed è stato un piacere lavorare con lui. Quando ha avuto la parte mi ha chiamato e ha iniziato a farmi domande specifiche sul personaggio, insistendo per mesi fino al termine delle riprese. Non mi piace fare troppi ciak ma lui voleva sempre riprovare le scene. È una persona molto collaborativa sul set, era lui ad aiutarmi a mantenere lo sguardo fisso sull’obiettivo”;

Le musiche lirico-sinfoniche che accompagnano le immagini hanno un significato preciso?

“Sono musiche che aggiungono bellezza a una storia triste, come la natura o l’oceano che non cambiano davanti ai nostri drammi. La musica è un elemento emotivo e nella scelta mi faccio guidare dall’istinto”.

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