Alla Festa del Cinema di Roma irrompe Tramps

0
581
leon_van-patten
Leon e Van Patten
leon_van-patten
Leon e Van Patten

New York, Danny (Callum Turner) è un aspirante cuoco. Un giorno il fratello gli chiede di completare un lavoro per suo conto. Sembra tutto molto semplice: ritirare una valigetta da un’autista, Ellie (Grace Van Patten), andare a un appuntamento e scambiare la valigetta con un’altra. Ma Danny prende la borsa sbagliata e si ritrova a vagare, insieme a Ellie, per i sobborghi di New York in cerca della valigetta giusta. Attraversano la città con ogni mezzo, poi irrompono in una casa. Non si sono raccontati tutta la verità e sono molto attratti l’una dall’altro. A metà tra la commedia romantica e il crime – movie, Tramps, nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, è il secondo film del giovane regista Adam Leon, già fattosi notare a Cannes 2012 con Gimme the Loot. In una storia apparentemente semplice, ma in grado di riservare delle sorprese, emergono la dolcezza e l’innocenza dei personaggi di Leon, che firma anche la sceneggiatura. Una pellicola fresca e dinamica, il cui ritmo, dalla prima all’ultima scena, è scandito dal movimento che spinge i protagonisti a spostarsi da una parte all’altra della città, come due girovaghi (i tramps del titolo).

Il regista Adam Leon e l’attrice Grace Van Patten in conferenza stampa hanno risposto alle domande dei giornalisti:

Al regista: definirebbe il film un romanzo di formazione, un viaggio iniziatico?

Leon: «È un film su persone bloccate che trovano la loro voce, riprendono a muoversi. Sì, può considerarsi una storia di maturazione, di formazione, perché scoprono chi sono realmente»;

Al regista: il film mescola il dramma, la commedia, il thriller, il gangster movie, l’avventura. Era chiaro fin dalla sceneggiatura?

Leon: «Nel nucleo del film c’è la storia d’amore di due persone che hanno bisogno di cambiare la loro vita e lo fanno attraverso un incontro»;

Al regista: come è avvenuta la scelta delle musiche?

Leon: «La musica è vitale, è una parte istintiva del film. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo buttato giù una lista di canzoni che mi davano un senso di movimento, di propulsione, musiche adatte a questo film»;

Al regista: che New York volevate raccontare?

Leon: «Sono di New York e volevo mostrare una città corrispondente a quella moderna, che non si vede nella maggior parte del film. Volevamo cogliere l’onestà delle strade di New York, della quale nel mio primo film ho dato un’immagine più idealizzata»;

Al regista: nel film non c’è violenza, ma si ha la sensazione che potrebbe esplodere da un momento all’altro

Leon: «È un crime – movie senza violenza, la gente deve sentirsi bene quando esce dal cinema. Credo sia sciocco vedere nei film persone stupidamente violente»;

All’attrice: quali sono le tue aspirazioni di carriera?

Van Patten: «Voglio continuare a fare quello che faccio, a inseguire un sogno. Vivo la vita su base quotidiana e vedo dove mi porta il flusso».

Print Friendly, PDF & Email