Almeno 30 donne infettate dall’HIV, a processo il presunto untore

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E’ iniziato oggi 2 marzo 2017  dinanzi la Corte di Assise di Roma il  processo contro l’uomo definito dalla stampa “l’untore delle  donne” per avere loro trasmesso il virus dell’HIV, tacendo la propria malattia.

Bont’Worry – Noi possiamo è costituita parte civile con la difesa dell’avv. Licia D’Amico per dare  il proprio contributo alla  difesa del diritto delle donne  vittime della condotta criminosa dell’imputato all’autodeterminazione ed all’integrità fisica e psicologica. L’istruttoria inizierà il 4 aprile prossimo e sarà aperta a telecamere e giornalisti.

Il 32enne imputato è accusato di aver consapevolmente infettato con il virus HIV almeno 30 donne, conosciute sul web, a partire dal 2006. Tutto è nato dalla denuncia di una delle vittime, da cui sono partite le indagini della Procura, e da cui sono emersi gli altri casi.

Pesantissime le ipotesi di reato contestate: epidemia dolosa, pena massima prevista l’ergastolo, e lesioni gravissime. Complessivamente la procura contesta a Valentino Talluto, questo il nome dell’imputato, 57 casi tra contagi diretti del virus, indiretti (un bimbo e 3 partner di donne in precedenza infettate), nonché episodi di donne scampate alla trasmissione dell’Hiv. Nel capo di accusa si sottolinea che l’uomo, a partire dall’aprile del 2006 (quando scoprì di essere sieropositivo) e fino al 23 novembre 2016 (giorno precedente l’arresto) non ha esitato ad aver rapporti sessuali non protetti.

Questo processo ad oggi rappresenta un unicum nella giurisprudenza nazionale, in quanto per la prima volta viene portato alla sbarra un presunto colpevole di reati di epidemia volontaria.

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