Alviero Martini, un mondo di generosità

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Alviero Martini
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Alviero Martini

ALVIERO MARTINI

Nasce a Cuneo il 13 marzo 1950, dove compie i suoi studi artistici e presto comincia a viaggiare esportando la sua professione di vetrinista, ma il fuoco dell’arte arde in molti altri settori e già da ragazzo si occupa di grafica, teatro e moda. A 14 anni entra in una sartoria dove impara a tagliare e cucire ed in futuro si cimenterà in questa professione. A 20 anni forma una cooperativa teatrale dove oltre a recitare realizza i costumi. A 26 anni debutta come attore in teatro con Vittorio Gassman, in “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini. Sono anni di intensa attività artistica tra teatro, cinema, radio, tv e pubblicità. Nel contempo ha coltivato la sua creatività dedicandosi a molteplici mestieri: illustratore, disegnatore di moda, costumista, mantenendo come base la sua professione d’origine: l’allestimento di vetrine, di set fotografici, sperimentandosi anche nel design e nell’interior decoration. Nella sua ricerca di “qualcosa di unico”, molti anni più tardi, nell’ ‘87, incontrerà il suo destino. A Mosca trova una carta geografica, un planisfero tanto affascinante, quanto sbiadito, lo incolla su una vecchia valigia e nasce così l’idea di dare vita a una innovativa linea di borse e bagagli che hanno per motivo la carta geografica. E’ il 1990 ed è l’anno del successo in tutto il mondo. Identificato come creatore di un nuovo concetto di viaggio, l’appellativo consegnatogli di “STILISTA VIAGGIATORE” entra prepotentemente nella sua vita. Fino al 2005 disegna crea e gestisce la famosa collezione Prima Classe, aprendo boutique in tutto il mondo con grandi eventi di comunicazione ed è proprio in questo anno che decide un nuovo percorso: lascia le mappe per un altro viaggio nello stile: ALV-Andare Lontano Viaggiando.

Da bambino, alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” lei ha risposto che ancora non lo sapeva ma che sicuramente avrebbe realizzato qualcosa di unico e così è stato. Come si riesce a trovare il proprio talento e ad avere il coraggio di seguirlo?

“Il talento o la determinazione sono elementi che in un bambino non sono facili da capire, spesso passano per stramberie. Nel momento in cui ho risposto in modo determinato alla zia, non avevo ancora chiarito con me stesso che quella risposta era una decisione, o almeno lo è diventata in seguito, quando ho cominciato a scartare lavori che mi sembravano “già visti” o non innovativi. Da quella frase alla realizzazione del progetto Prima Classe sono passati 30 anni, duranti i quali ho fatto mille mestieri, alla ricerca di qualcosa di unico, che poi finalmente è arrivato”;

I suoi genitori non appoggiavano le sue inclinazioni artistiche. Non ha mai avuto paura di deluderli? Nel corso degli anni è riuscito a fargli cambiare idea?

“Evidentemente era difficile per due genitori contadini vedere un figlio che sin da piccolo aveva sogni artistici. Sono stato contrastato per molti anni, ma questo mi spronava a pensare che fosse giusto perseguire la mia strada e coltivare i miei sogni, mantenendo con i miei genitori un ottimo rapporto affettuoso e a loro devo il grazie più grande, ovvero avermi insegnato umiltà, educazione e rispetto per tutti”;

Sono rimasta colpita dalla generosità che ha dimostrato nel regalare ad ogni atleta paralimpico, una delle sue creazioni in occasione delle recenti Paralimpiadi di Rio 2016. Com’è nata questa idea e cosa apprezza di più di questi campioni di vita?

“Questa edizione delle Paralimpiadi, a differenza delle precedenti, è stata meravigliosa, soprattutto grazie a Rai 2 che ha dato un spazio straordinario agli atleti esaltando le loro qualità sportive ed umane. Ero incollato al televisore dal mattino alla sera e gli ultimi due giorni, particolarmente commosso, ho deciso che oltre alle medaglie avrei voluto che ognuno di loro avesse un mio oggetto, una borsa e altro, in segno di stima e ammirazione. Ho pubblicato un piccolo video su Facebook per farlo girare a casa Italia ed è stato recepito nel giusto intento, ovvero non volevo farmi pubblicità, ma bensì mandare agli atleti un messaggio di sostegno e sincera stima. Così si è creata una rete alla quale hanno risposto in molti e con quasi tutti, oggi c’è un rapporto continuo di corrispondenza. Qualche giorno fa ero a Napoli per un evento ed è venuto a trovarmi Fabrizio Bocci, bronzo al nuoto ed è stato un incontro umano di rara intensità. Tutti, da Fabrizio Sottile a Federica Maspero e a tutti gli altri, Monica Contrafatto piuttosto che Arianna Talamona (mi spiace non poterli citare tutti) continuano a postare la foto con la mia borsa ed hanno ricevuto tantissimi crediti dei quali sono orgoglioso. Tutto comunque è nato dal cuore, senza nessun calcolo di ritorno pubblicitario e il messaggio è arrivato, perché quando una cosa è sincera…Arriva!”;

Andare Lontano Viaggiando è il nome della sua ultima collezione, nonché una frase che rappresenta molto bene il suo stile di vita, cosa significa per lei “il viaggio”?

“Andare Lontano Viaggiando è l’acronimo di Alviero, ALV, che sta anche per Amare La Vita e tutti e due sono la mia vera espressione: viaggio moltissimo ed il viaggio è il sostentamento dell’anima, immaginiamo poi amare la vita, che vuol dire aiutare anche i più bisognosi. Nasce comunque dal fatto che volevo esprimere il mio nuovo percorso creativo e professionale con il tema del viaggio a me molto caro e così ho raccolto tutti i timbri dei miei passaporti, ne ho fatto un disegno ornamentale che piace molto, in cinque varianti di colori per uomo e donna, che dalla pelletteria si estende a tutte le classi merceologiche come abbigliamento uomo, donna e bambino, orologi, calzature, occhiali, insomma tutto ciò che serve ad un globetrotters contemporaneo, che vuole essere ben vestito, anche nel viaggio. Per chi avesse voglia di vedere il mio sito basta comporre: www.alvieromartinidesigner.name e vedrà tutte le mie nuove collezioni”;

Dopo aver viaggiato in tutto il mondo, mi descriverebbe invece cosa ha scoperto viaggiando dentro di sé?

“Ho scoperto che mantenere la propria identità, sulle basi di un passato umile e difficoltoso, è sicuramente la miglior attitudine per essere sinceri, naturali e spontanei, questo il pubblico lo percepisce e non potrei essere diversamente”;

Ha mai perso la bussola? Se si, come ha fatto a ritrovare l’orientamento?

“Un vero viaggiatore si trova spesso fuori cammino, anche se di poco, ma torno a ripetere, con la solidità di un insegnamento genitoriale alla modestia, si ritrova sempre la strada, a volte con più o meno difficoltà, ma c’è sempre un segno indicatore, forse l’ago interiore, che ti fa sentire che devi effettuare una virata, devi prendere un’altra strada o semplicemente fare una piccola sosta per un respiro propedeutico al tuo cammino”;

Tornando ai viaggi tradizionali, ce ne è uno che le è rimasto nel cuore?

“Sicuramente la Turchia che ho visitato negli anni ‘80, quando le macchine non avevano il navigatore né l’aria condizionata. La scoperta di Istanbul per poi proseguire in Cappadocia, arrivando a tutti i confini di questo meraviglioso territorio, oggi irriconoscibile, è stata una delle più belle. Anche la Spagna e un incredibile viaggio nella Lapponia svedese con aurora boreale compresa. Va detto che tutti questi viaggi sono successivi alla conoscenza del nostro fantastico Paese, l’Italia, che ho avuto modo di vedere dettagliatamente da Nord a Sud e da Est a Ovest quando ho fatto per dieci anni l’attore professionista con molte tournée in Italia, con il grande Gassman, con Il Sistina e con molti altri artisti. Inoltre il mio lavoro, mi porta a visitare in tutte le regioni, laboratori o fabbriche e ogni volta rubo al mio tempo un giorno o se posso anche di più per scoprire le bellezze che abbiamo e che non sappiamo valutare; pensate che non abbiamo neanche un ministero per il turismo, noi che abbiamo la ricchezza maggiore di opere artistiche e archeologiche,  paesaggi mozzafiato, spesso dobbiamo aspettare che arrivi un regista che esalti Matera per esempio, quando un buon 3/4 della popolazione ne corre alle Maldive senza sapere che a casa sua ci sono tante ottave meraviglie del mondo. Il Paese lo fa anche il calore della popolazione ed il nostro Sud, in questo eccelle, come il Brasile, dove la gente è ospitale e socievole, meta che ultimamente alterno alle mie visite in Italia”;

Quella famosa valigia di cartone su cui ha incollato una cartina geografica e dalla quale è nata tutta la storia di Prima Classe, l’ha conservata? Dopo tanti anni cosa prova quando vede indossata una delle sue borse?

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Alviero Martini

“Certo che l’ho conservata, è il mio prototipo da cui sono scaturite tante idee e quando vedo indossare una delle mie borse provo molto piacere, anche se delle volte vorrei consigliare un modello più piccolo, più grande o più appropriato, ma la moda è anche questo, la libertà totale di interpretare quello che noi stilisti proponiamo. Oggi, avendo venduto il marchio con le carte geografiche, provo ancora più piacere nel vedere che in moltissimi indossano i miei timbri, segno massimo di fedeltà al mio lavoro”;

Ha davvero una personalità eclettica, è anche un pilota d’aerei se non sbaglio, mi descriva questa sua passione.

“L’aereo è il mio nido in cielo. Provo un piacere smisurato a rimanere sospeso in aria anche per ore. Da bambino raccontavo di essere nato in aereo, cosa non vera che quando è giunta alle orecchie della mamma, un bel ceffone mi ha fatto smettere di raccontare questa storia. Si, è vero, ho un brevetto da pilota di superleggeri, devo dare un solo esame per poi volare in solitaria ma con i miei viaggi di lavoro e la meteorologia, spesso devo rimandare, comunque non perderò questa opportunità”;

Ha parlato dell’importanza di coltivare i rapporti umani, quali sono i suoi più grandi affetti?

“Vivo di famiglie intenzionali, che oltre alla famiglia di sangue, ho creato per affinità e per una frequentazione più assidua rispetto all’incontrarsi con i propri parenti. Ho coltivato ottime amicizie, alcune storiche, iniziate sin dalla giovane età, molti di questi amici si sono sposati ed i loro figli sono diventati i miei nipotini. Viaggio spesso con loro, anzi per il mio ultimo “nipotino”, rinuncio ad una parte delle mie vacanze per trascorrere otto giorni in sua compagnia, magari su una spiaggia a fare castelli di sabbia. Le famiglie intenzionali sono davvero quelle che scegli, e dove l’affetto è assolutamente indiscriminato e per fortuna la mia è numerosa, anche se spesso non ci si vede per motivi contingenti ma il contatto del cuore resta invariato”;

Lei è un uomo molto dolce e altrettanto umile, cosa la fa emozionare o commuovere?

“Mi commuove la verità delle persone, spesso più facile da riscontrare nelle persone umili e meno benestanti, quest’ultime infatti troppo spesso sono prese dalle loro sovrastrutture sociali e dunque poco trasparenti.  Mi commuovono i bambini poveri, specialmente quelli della mia associazione Care & Share, di cui sono nel direttivo e testimonial, ogni anno vado in India a Vijaiawada, nello stato dell’Andra Prasesh, l’India più povera e rurale, dove abbiamo oltre 5000 bambini di strada e per i quali insieme ad altri generosi sponsor, abbiamo costruito due villaggi per dar loro educazione, cibo e possibilmente un futuro migliore. Ogni volta è una gran festa quando a 40° vesto il pile rosso di Babbo Natale, trainato da due bufale su di un carro addobbato in stile Bollywood, percorro tutto il villaggio dispensando regali per tutti i bambini. In India non hanno molto il concetto del tempo e questa cerimonia tra bambini cristiani, musulmani, induisti e mille diverse caste, può durare anche 6/7 ore. Quei sorrisi di gioia me li porto nel cuore tutto l’anno”;

“I sogni si realizzano grazie alla forza di volontà”, così ha detto in una sua intervista ma non tutti possiedono questa dote innata, c’è chi è più fragile, chi si pone dei limiti, chi è insicuro, chi non riesce a superare un’infanzia drammatica…In questi casi come si sviluppa questa forza?

“Gli atleti Paralimpici ci hanno dimostrato che tutti i limiti si possono superare. Certo se interviene una malattia che ti sottrae al mondo, questo discorso vale poco ma è con la nostra mente che possiamo usare la nostra forza di volontà. Ecco che allora, tutto è nelle nostre mani. Bisogna vincere le paure, gli ostacoli, le barriere, i pregiudizi e via dicendo mantenendo fisso l’obiettivo, molti di questi fattori si decompongono davanti alla nostra forza. Sognare e credere sono le parole che amo di più, solo se sé ne comprende il vero significato si può veramente metterle in atto, altrimenti si troverà sempre una scusa per dire che il destino è avverso… no. Siamo noi a decidere e volere”;

Qual’ è il primo gesto che fa al mattino e l’ultimo alla sera?

“Innanzitutto una sorta di preghiera di gratitudine per la vita, un mantra di ringraziamento, poi un pò di esercizi fisici ( il minimo per sgranchirmi) e la sera alcuni bei respiri profondi, sempre accompagnati dalla gratitudine per la giornata, anche se a volte non è stata davvero facile”;

A proposito di borse, cosa non deve mai mancare nella sua valigia?

“Nella mia non manca mai un taccuino e una matita, anche se porto con me il computer o l’Ipad, devo scrivere, annotare su carta alcune sensazioni. Ho album e quaderni pieni di cose ad altri incomprensibili ma che sono esattamente gli stati d’animo che ho provato in molteplici situazioni, indescrivibili da uno strumento tecnologico, anche perché accompagno spesso i miei pensieri con disegni, pasticci, che diventano ricordi”;

Cos’è la vita?

“Questa è una domanda alla quale non si può rispondere se non si è spiritualmente molto elevati, ed io sono umilmente terreno. Tuttavia è un’esperienza meravigliosa che vale la pena di essere vissuta, possibilmente accompagnandola con le migliori intenzioni, liberandoci dai condizionamenti del passato, sgombrando il campo dalle invidie altrui, dalle negatività che spesso la gente porta con se’ e semplicemente lasciarsi vivere”.

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