Ambi.en.te replica al Cinque Stelle di Ciampino

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Comune Ciampino
Palazzo comunale di Ciampino
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Palazzo comunale di Ciampino

“Siamo alle solite. I consiglieri portavoce del Movimento Cinque Stelle di Ciampino: Bartolucci, Checchi e De Sisti – si legge in una nota diramata dall’Amministratore Unico di Ambiente Spa Demetrrio De Stefano – ci riprovano a gettare discredito sulla Società Ambi.en.te., con le solite modalità capziose e arbitrarie, incapaci di sostanziare la loro j’accuse con l’accortezza di chi è consapevole dei danni che si possono arrecare ad una Società che è patrimonio di tutta una comunità (i menzionati cittadini ciampinesi) e che nulla ha da rimproverarsi sul piano dell’etica industriale. La foga con cui si cerca la “propria” verità, a tutti i costi, produce spesso equazioni disastrose, dal punto di vista politico e comunicativo, producendo, queste sì, danni incalcolabili. Detto questo, nel caso specifico, non possiamo esimerci dal replicare all’assunto che il comunicato dei M5S. fa emergere dalle sue parole, “ Ambiente fa affari con la cooperativa 29 giugno”, con la semplicità dei fatti e solo dei fatti tentiamo di spiegare:

Il Comune di Guidonia Montecelio bandisce una gara – continua la nota – per “l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e servizi di decoro” che dopo vari rimandi e quindi con attività propedeutiche avviate nel 2013, si concretizza il 18/07/2014 con la consegna delle offerte e la conseguente apertura delle stesse, avvenuta il 3 settembre del 2014. Alla suddetta gara Ambiente partecipa in raggruppamento temporaneo di imprese, in qualità di mandante, insieme alla mandataria, Cooperativa Cooplat e alla Paoletti Ecologia S.r.L. oltre che alla cooperativa 29 giugno (partecipante con una quota minima del 15%), che prima di essere coinvolta nelle note vicende giudiziarie – ricordiamo che al momento della costituzione della RTI non era ancora trapelata alcuna notizia di reato – poteva essere considerata un soggetto con rilevanti capacità tecniche ed economiche, caratteristiche queste da non sottovalutare per poter partecipare ad una gara della complessità e del valore di quella di Guidonia.

Immediatamente dopo l’inizio delle vicende giudiziarie ( novembre 2014 ) connesse alla posizione dell’ex Presidente della 29 giugno, Salvatore Buzzi, le quote societarie appartenenti allo stesso, sono state poste sotto sequestro e gli organi sociali della Cooperativa sostituiti con un provvedimento del Tribunale di Roma del 1/12/2015. Nello stesso provvedimento il tribunale ha chiarito che ”l’inserimento nell’organo amministrativo degli amministratori giudiziari nominati da Tribunale di Roma appare quanto mai opportuno ed utile al fine di proseguire l’attività, evidenziando agli enti appaltanti, ai fornitori e a tutti gli interlocutori delle stesse persone giuridiche che la cooperativa ed il consorzio ora gestite dall’amministrazione giudiziaria e in piena trasparenza e legalità e che vi è interesse anche dell’Amministrazione giudiziaria di assicurare la continuità aziendale……. “

Appare chiaro, che il provvedimento del Tribunale, abbia restituito garanzie di legalità a tutti gli interlocutori, a tal punto che sembrerebbe un paradosso che fosse assicurata la continuità agli appalti conseguiti dalla Cooperativa 29 giugno, prima delle note vicende, e invece preclusa la partecipazione all’intero RTI (con grave danno per le altre tre componenti) ad una gara in cui sicuramente non è stata possibile alcuna “interferenza”.

La ratio del provvedimento del Tribunale, ha pertanto corroborato l’assoluta legittimità del nostro ricorso contro l’aggiudicataria della gara, ATI Tekneko e F.lli Morgante, che a nostro avviso non possedeva i requisiti richiesti dal capitolato di gara. Ciò non significa “volersi, a tutti i costi, accaparrare una gara” ma ristabilire delle regole che in un pubblico incanto non possono essere eluse da alcun soggetto partecipante.

Volendo, inoltre, sgombrare il campo da qualsiasi ulteriore dubbio riguardo l’accusa di opacità delle azioni di Ambi.en.te., invitiamo i Signori Consiglieri Bartolucci, De Sisti e Checchi ad un confronto pubblico su questa vicenda, confidando che ciò avvenga in tempi brevissimi, in modo da poter far partecipe ogni cittadino – conclude la nota – della vera verità”.

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