Ambrogioni, Angheben e Paolucci “Delusi da Fontana, dietro crisi bassa cucina politica”

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Palazzo Grutter a Grottaferrata
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Palazzo Gutter a Grottaferrata

“CHI HA TRADITO I CITTADINI? Quindici mesi or sono – si legge in una nota diramata dagli ex esponenti della giunta Fontana Gianluca Paolucci, Daniela Angheben e Enrico Ambrogioni – Grottaferrata esprimeva con il suo voto la volontà di voltare pagina, ridare slancio, malgrado le innumerevoli difficoltà frutto delle passate amministrazioni. Dopo solo quindici mesi ci ritroviamo nel bel mezzo di una crisi che ancora oggi non comprendiamo. Una crisi artificiosa quasi astratta. Tutta interna alla maggioranza. Dapprima con grosse conflittualità tra sette consiglieri di maggioranza verso il sindaco, accusato di essere troppo accentratore e poco disponibile al confronto. Poi come per incanto è stato spostato il tiro coinvolgendo chi per tutti i quindici mesi aveva veramente lavorato. Un impegno costante tra mille difficoltà comprese – continua la nota – quelle frutto delle intemperanze del sindaco e di quei consiglieri che hanno disertato quasi tutti gli impegni senza mai promuovere la benché minima iniziativa. Già, dove erano questi campioni della trasparenza e della condivisione, dove sono le loro proposte e le loro iniziative. Se togliamo alcuni episodi rimane ben poco, a partire da quei fantomatici 28 punti programmatici tratti dal Libro dei Sogni, un turpiloquio di proposte trite e ritrite. E cosi ancora oggi non capiamo quale ostacolo potessimo offrire a questi “magnifici” sette, per molti di loro sono stati 15 mesi anonimi e sciatti cosi come la loro sterile politica del bisbiglio e del tradimento. Per mesi si sono avventati contro il sindaco, come se fosse il male assoluto, e poi invece si sono accontentati di colpire chi per tutti questi mesi ci ha messo la faccia, sempre in prima linea vicino al sindaco e ai cittadini che numerosi gli avevano dato fiducia. Forse perché qualcuno gli avrà fatto notare che il rischio di andar tutti a casa era alto e quindi era meglio indebolire il sindaco spazzando via dallo scacchiere politico torri e alfieri a lui fedeli. Una lotta intestina che di politico e di “alto profilo” ha ben poco e soprattutto lascia spiragli al sospetto che vi siano – sottolineano nella nota – ben altri interessi sotto. E che probabilmente, questa volta si, avremmo contrapposto un forte ostacolo ad ogni “movimento” da bassa cucina medioevale. E il sindaco, che delusione, esce da tutto ciò fortemente ridimensionato e soprattutto screditato per aver prima di tutto abbandonato senza il minimo scrupolo tutti coloro che in questi anni gli erano stati vicino e lo avevano tenacemente difeso. Una figura di basso profilo politico che non ha esitato un momento a sacrificare i suoi più fidati collaboratori pur di mantenere quel tricolore sulla spalla. Un tricolore, caro sindaco, che nella nostra area politica implica precisi impegni etici e morali che spiace dirlo hai disatteso e che ne risponderai presto a tutti i cittadini e agli elettori di centro destra. Sindaco ci chiediamo quanto potrà pesare da oggi quella fascia tricolore? Cosa penserà quando – conclude la nota – la indosserà, ne sarà valsa la pena e a quale costo? Quanto potrà valere in termini di autorità e Potere? Quali altre vittime e sacrifici le chiederanno per poterla esibire? Per quel che ci riguarda usciamo a testa alta da questa esperienza nella certezza di aver mantenuto l’impegno stretto con tutti gli amici e gli elettori. Abbiamo pagato pesantemente la nostra coerenza, non ci siamo venduti per trenta denari e ceduto alle promesse di futuri incarichi che hanno ben poco a che fare con la nostra realtà cittadina. Noi ci siamo e ci saremo sempre. Sempre le stesse idee e soprattutto la stessa faccia”.

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