Anche il Pci Marino critica Colizza sul 4 novembre

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“Questa denuncia nasce dalle comunicazioni ufficiali divulgate dal Comune di Marino circa il discorso pronunciato dal sindaco di Marino Carlo Colizza il 4 novembre – inizia così la nota del Pci Marino. Come ogni uomo delle istituzioni dovrebbe sapere, e come lo stesso Comune di Marino ha fatto invitando la popolazione con un messaggio ufficiale nel quale si annunciava: “MARINO RICORDA I SUOI CADUTI NEL CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE Venerdì 4 novembre 2016 Cerimonia di commemorazione con scuole e associazioni . Avrà luogo venerdì 4 novembre 2016 la manifestazione promossa dal Comune di Marino in occasione del 98° anniversario della fine della 1^ Guerra Mondiale, della Giornata dell’Unità Nazionale e della Festa delle Forze Armate. L’iniziativa ha ricevuto il logo dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è inserita nel programma ufficiale delle Commemorazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale.”.Dunque: Il 4 novembre è legato alla Unità Nazionale legando il ruolo delle Forze Armate col ricordo del 98esimo della fine della Grande Guerra (armistizio di Villa Giusti). Sicuramente forti valori unitari, sicuramente ricordo delle vite perdute, ma, come testimoniato dall’intervento del dott. Ugo Onorati dell’Anpi, con l’attenzione ai caduti della Grande Guerra, non della guerra successiva e della Resistenza e della lotta partigiana che sarebbe avvenuta, appunto, dopo la presa del potere da parte (purtroppo per il popolo italiano) del fascismo e della tragedia guerrafondaia dell’accordo nazi-fascista.Fatto che, con grande sentimento, grande partecipazione civile, e grandissimo pathos politico e morale l’Italia sente e ricorda proprio il 25 aprile, festa della Liberazione. Ora, come giustamente sollevato dagli amici e compagni del Fronte Sovranista Italiano: “Andando a rileggere le parole con le quali il Sindaco pentastellato di Marino, Carlo Colizza, ha accompagnato la foto della commemorazione pubblicata sui social network, non si nota nessun accenno a questi fatti. Dopo un breve incipit sui giovani ragazzi presenti alla celebrazione di fronte al monumento di Piazzale degli Eroi, egli dichiara: «Voglio sottolineare l’apporto delle Forze Armate, l’apporto alla guerra di Liberazione culminata con la libertà dal giogo nazifascista. L’unità di un popolo nato diviso e voluto diviso, che si è ritrovato ad essere nazione. Se siamo qui e come siamo qui dipende da questo.» Viene da pensare che il sindaco del Movimento 5 Stelle abbia confuso il 4 novembre con il 25 Aprile. Ad onore del vero i 651.000 militari Italiani che combatterono nella Grande Guerra non caddero per una guerra di liberazione, ma per una guerra d’indipendenza – continua così la nota. Non a caso la prima guerra mondiale viene talvolta definita come la quarta guerra d’Indipendenza italiana, poiché è grazie ad essa che si è completato il disegno Risorgimentale di annessione di Trento e Trieste all’Italia. La popolazione italica, che al termine del conflitto contò 589.000 vittime civili, non lottava per liberarsi dal “giogo nazi-fascista”, bensì combatteva per la liberazione delle terre irredente controllate dall’Impero Austro-Ungarico.”.” È convinzione del FSI che tali diritti siano stati cristallizzati nella Costituzione e la profonda crisi economica, politica e culturale che attraversa il nostro Paese nasce proprio dalla mancata attuazione del programma politico in essa contenuto e che i nostri padri costituenti ci diedero in eredità. La nostra carta fondamentale è infatti in contrasto insanabile con i Trattati fondativi dell’Unione Europea, che l’hanno destituita sia di fatto che di diritto. Per attuarla serve conoscerla, studiarla e non confondere gli avvenimenti della storia d’Italia che hanno portato alla sua nascita. Infine – si conclude così la nota, per generare nel nostro popolo la forza d’animo necessaria alla militanza politica quotidiana è necessario ricordagli non solo le guerre perse, ma anche, e soprattutto, quelle vinte”. Chiediamo quindi al Sindaco di Marino: è una gaffe spiegabile dai troppi impegni (visto che ora hai anche incarichi nella Città Metropolitana?) che non ti fanno concentrare? E’ una crassa ignoranza di merito che ti porta a confondere pre e post fascismo, Grande Guerra con Seconda Guerra Mondiale? Oppure è una “sottile strategia” (il M5S non è nuovo a questo, come ci ha insegnato la vicenda della Città del Vino) nei confronti dell’antifascismo? O ancora il M5S vuole utilizzare e sbeffeggiare le istituzioni utilizzandole come un grimaldello? – si conclude così la nota. Comunque sia, signor Sindaco, il PCI pretende che il primo cittadino si comporti con dignità e rispetto.”

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