Ancora polemiche sul trasporto pubblico di Albano

Dopo l’incontro delle mamme con il Comune arriva una dura nota de Il Giardino Popolare dei Castelli Romani sul trasporto pubblico locale

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Protesta Giardino Popolare
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Protesta Giardino Popolare

“Per i lavoratori degli scuolabus e del trasporto di linea urbano del Comune di Albano e i suoi cittadini, la misura è colma”. Così in una nota si esprimono gli attivisti de Il Giardino Popolare dei Castelli Romani in merito alla vertenza che coinvolge le auto linee Onorati, concessionarie del servizio di trasporto pubblico locale sul territorio, da tempo in crisi. “Cosa aspettano ancora il Sindaco e l’amministrazione comunale di Albano ad intervenire? La gestione del servizio da parte delle due società Autolinee Onorati e Ago Uno, che di fatto appartengono allo stesso proprietario, sta letteralmente implodendo. I collegamenti tra le frazioni di Pavona, Cecchina, Cancelliera, all’interno dei rispettivi comuni sono saltati da giorni, con il risultato che centinaia di studenti delle scuole medie e superiori e altrettanti cittadini, anziani e lavoratori, si ritrovano ad aspettare invano alle fermate autobus che non passeranno. Insomma la situazione è al collasso, ben 9 autisti sono stati costretti a dare le dimissioni per giusta causa, il servizio di trasporto per disabili, se garantito, lascia a casa persone carrozzate, non potendo essere trasportate con un Doblò, utilizzato per assenza di un mezzo idoneo e secondo quanto stabilito dalla legge. Enormi sono dunque i disagi arrecati alla collettività a cui viene sottratto il diritto di avere garantito un servizio essenziale di importanza primaria che di contro invece sembra preoccupare ben poco gli amministratori comunali di Albano. La scandalosa gestione del trasporto urbano infatti non è purtroppo un fatto che si può ascrivere a questi ultimi infernali giorni: sono anni che la cittadinanza lamenta il pessimo servizio della ditta Onorati, per non parlare dei 120 lavoratori che in ogni modo hanno rappresentato, più volte dinanzi al sindaco Marini, gli insopportabili ritardi nel pagamento dei loro stipendi. Uomini e donne – continua la nota – molti monoreddito, che hanno continuato a garantire, nonostante le difficoltà, il servizio pur non percependo lo stipendio da mesi. Lavoratori e Lavoratrici che non riescono a provvedere al sostentamento della propria famiglia. Un parco macchine insufficiente con vetture vecchie e poco manutenute. Quali e quanti altri motivi occorrono per la presa di una posizione netta da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale per far valere le clausole contenute nel bando di gara nei casi di interruzione di servizio e requisiti minimi non garantiti?”. Conclude la nota. La misura è colma per tutti e continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto, fingere di cadere dalle nuvole, come abbiamo letto nel comunicato Istituzionale del Comune di Albano, non funziona più. E non è più sufficiente dichiarare di essere in regola con i pagamenti delle fatture alla ditta per pulirsi la coscienza. Ce lo raccontano la rabbia popolare di questi giorni e le proteste sempre più forti messe in campo dagli autisti esasperati. Chiediamo un necessario e coraggioso cambio di rotta al Sindaco e all’amministrazione comunale, definitivo e risolutivo che ponga al centro del suo interesse l’erogazione di un servizio pubblico efficiente e di qualità attraverso la revoca immediata della gestione per il tpl-scuolabus alla ditta Onorati/AgoUno per una gestione diretta, pubblica e partecipata attraverso la costituzione di un Azienda Speciale Comunale. La privatizzazione dei servizi pubblici essenziali si rivela acclaratamente dispendiosa, fallimentare e dannosa per tutti e i suoi effetti li pagano come sempre a caro prezzo cittadini e lavoratori per l’ingordigia del privato che calpesta i diritti di tutti e tutte pur di fare profitto. Il Giardino Popolare dei Castelli Romani esprime solidarietà e vicinanza ai lavoratori in lotta e alla collettività intera, pronti a sostenere con tutta la propria forza le azioni che si intenderanno intraprendere per la risoluzione concreta e definitiva della vertenza e per il diritto alla mobilit

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