Andrà tutto bene, se il COVID19 avrà pena di noi e se ne andrà per conto suo

Luca Andreassi in doppia zona mista Covid19. In edizione straordinaria dopo il discorso del Presidente del Consiglio sulle misure in vista della riapertura

0
426
corsa_angelo_monte_compatri
Corsa dell'Angelo Monte Compatri 29 novembre 2015

Mi chiamo Luca. Ho 48 anni. Sono un runner. Lo sono da talmente tanti anni che non ricordo neanche quando abbia iniziato. E noi, i runners, coloro che fanno sport all’aria aperta, non lo facciamo per essere più magri, più belli o più atletici. Lo facciamo per la nostra salute fisica e psichica.

La salute. La nostra salute che, a quanto pare, vale meno di un pacchetto di sigarette, visto che si è ritenuto di mantenere aperta la vendita dei tabacchi ma non di prevedere, in sicurezza, la possibilità di curarla facendo sport. Ma non solo. Il ragionamento è più complesso.

Perché la linea comunicativa istituzionale, quella proveniente direttamente da Palazzo Chigi, si è concentrata nel lasciar intendere che, qualora le misure di lockdown non avessero dato i risultati sperati, la colpa sarebbe stata di chi non avesse rispettato le regole.

Primi fra tutti proprio i runners. Ignorando che per chi fa sport all’aria aperta la salute è il bene primario e mai metterebbe in atto comportamenti dannosi per sé o per altri. Intendiamoci. In questo post non si deve leggere alcuna assoluzione per chi non ha rispettato le regole. Sono dei mentecatti irresponsabili.

Ma, anche qui, i numeri aiutano a capire. Riferendoci sostanzialmente ad un periodo di riferimento di un mese a partire dall’11 marzo, sono state effettuate 4.859.687 verifiche a persone e 2.127.419 verifiche ad esercizi commerciali. Quindi circa 7 milioni di controlli, cui hanno fatto seguito 176.767 sanzioni.

Ovvero solo il 2% delle persone in giro non ne aveva titolo. Una percentuale ridicola. Verosimilmente costituita dai mentecatti di cui sopra.

Tutto questo per dire, caro Ministro speranza, che affermazioni del tipo “Il 4 maggio non sarà liberi tutti” sono inaccettabili.

Ne posso anche provare a comprendere il significato recondito. Ma le parole sono importanti. E lo sono ancora di più in questo momento.

Non sarà certamente lei a concedermi la libertà, che ho di diritto sancita dalla Costituzione.

I numeri che ho appena riportato dimostrano inequivocabilmente che il basso livello di circolazione del virus attualmente raggiunto debba essere ricercato esclusivamente nel senso di responsabilità del popolo italiano che ha rinunciato alla propria libertà con enormi sacrifici psicologici, sociali ed economici.

Ma non cerchiamo ringraziamenti. Vorremmo sapere da lei, Ministro, quale capacità di isolamento delle linee di contagio attraverso test e di tracciamento dei contatti tramite applicazioni tecnologiche, lei e le decine di task force in azione abbiate sviluppato in questi 60 giorni in cui noi siamo stati a casa.

Perché una cosa è certa. Ce lo dicono quelli più bravi di noi. Se durante il lockdown avremmo avuto bisogno di tanti test, dal 4 maggio avremmo bisogno di quintuplicarli questi “tanti test”

Aspettiamo queste informazioni. Nel frattempo continuiamo a correre dentro casa, nei giardini, sui balconi o in parcheggi sotterranei.

Andrà tutto bene, se faremo in modo che ci vada.

P.S. Consuete sbirciatina ai numeri del giorno. Sono i soliti bizzarri numeri della domenica. Quelli in cui si fanno pochi tamponi (49.000) ed in cui si registra la controtendenza dell’aumento (dopo sei giorni di diminuzione) degli attualmente positivi (crescono di 260). Diminuiscono di molto anche i guariti. Ma sappiamo che sono numeri confusi che comprendono anche i dimessi da ospedali pur non essendo tecnicamente guariti. Sono 1800 circa. Calano significativamente i decessi. Oggi 260. Speriamo sia inizio di un trend. Tasso di contagio risale al 4.7%. A domani per numeri più stabili.

CONTE IN ZONA MISTA

Edizione straordinaria a caldo dopo il discorso del Presidente del Consiglio

Avrei voluto sentir parlare di test, di isolamento delle linee di contagio, di sorveglianza attiva, di tracciamento digitale dei contatti. Insomma di tutto ciò che serve per convivere con il virus.

Invece, ho sentito che gli altri, gli altri Paesi al mondo, quelli che stanno riaprendo le scuole, quelli che hanno un indice di letalità inferiore al nostro (tutti), quelli che magari il lockdown nemmeno lo hanno fatto, che già ci hanno ammirato per come abbiamo gestito la fase 1, allo stesso modo, ci ammireranno per come sapremo gestire la fase 2.

Andrà tutto bene, se il COVID19 avrà pena di noi e se ne andrà per conto suo.

Print Friendly, PDF & Email