Andrea Lisi (Anorc Professioni), “Pa, serve vera digitalizzazione”

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Andrea Lisi, Presidente Anorc (foto dell'Agenzia di Stampa Dire)
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Andrea Lisi, Presidente Anorc Professioni (foto dell’Agenzia di Stampa Dire)

Dall’Agenzia di Stampa Dire (www.dire.it) – Il rilancio da parte del Governo dell’Agenda digitale. Grazie a persone esperte in materia. Cosi’ che la Pa possa davvero vincere questa sfida su banche dati, passaggio a documenti e flussi informatici, gestione della sicurezza e della privacy, formazione del personale e dei cittadini. Sono queste le azioni chiave per la modernizzazione a cui Anorc Professioni vuole dare nuova linfa. Perchè “si parla da oltre 20 anni di digitalizzazione del Paese- ha detto Andrea Lisi, presidente di Anorc Professioni- pero’ si rimane bloccati all’applicazione della norma, che continua a trasformarsi senza mai sedimentarsi. Questo diventa un alibi per le pubbliche amministrazioni che non stanno digitalizzando davvero”. E allora ecco la ricetta dell’associazione: “Occorrono dei team multidisciplinari- ha spiegato Lisi- e bisogna costruire le giuste competenze. L’obiettivo e’ cercare di capire come abbandonare la carta, e i metodi basati sulla carta, con l’aiuto di archivisti, manager, esperti e amministratori”. Anorc Professioni è già attiva in questo senso, in quanto sviluppa percorsi formativi dedicati a professionalità specifiche di altro profilo. Con l’Università telematica de La Sapienza partirà l’1 novembre un Master proprio per formare esperti nella gestione della documentazione digitale, nella conservazione e nel trattamento dei dati, che siano preparati sotto il profilo giuridico, organizzativo, amministrativo e tecnico. C’e’ poi pero’ la questione dei cittadini che, ha dichiarato ancora Lisi, “devono essere alfabetizzati. L’ultima modifica prevede domicilio digitale, identità digitale per tutti e Spid, il sistema pubblico di identità. E’ un insieme di nuovi diritti che i cittadini non conoscono. Il nostro Governo deve rendersi conto che per poter favorire la conoscenza digitale deve realizzare una strategia di comunicazione che vada in profondità, tenendo presente le caratteristiche del nostro territorio, dove ci sono zone senza collegamento internet”.

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