Andreassi, Mattei, Ferrarini, chi si brucerà sul girarrosto di Albano?

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Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale
Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale

POLITICA – Quando ad Albano si approssimano le idi di Febbraio non ci si può non interrogare sulle fibrillazioni del mondo politico e soprattutto non ci si può esimere dal chiedersi se ci sarà anche quest’anno il tentativo di ribaltone in seno al Consiglio Comunale di Palazzo Savelli. Ci sarà il tentativo di sfiduciare il Primo Cittadino e la sua giunta di centrosinistra? Resisterà ancora una volta, stoicamente, il Sindaco Nicola Marini agli eventuali assalti dei congiurati? Si riuscirà a trovare almeno sedici tra i consiglieri comunali che sottoscriveranno in calce la sfiducia? Lasciamo al tempo l’incombenza di rispondere a questi quesiti, soffermandoci più su alcuni motivi per cui, ad avviso di chi scrive, i tentativi sin qui portati da parte delle opposizioni per mandare a casa la maggioranza sono falliti. Le leggende narrano di scene esilaranti di firmatari fantasma, di firme apposte con l’inchiostro simpatico, vergate e scomparse nello spazio di un click, ma non sono queste le cause delle mancate “spallate” al governo cittadino, caso mai esse sono una rappresentazione di una classe politica non proprio eccelsa che si mostra più furba che capace. Il nodo della questione è stato, e starebbe tutt’ora, nel tentativo di raccogliere una compagine meramente numerica per spodestare Marini, senza costruirvi attorno alcuna piattaforma di progetto politico.  Ecco quindi la ricerca spasmodica del sedicesimo, per cui ogni giorno si presenta un nuovo candidato Sindaco per le elezioni imminenti, unitamente a delle coalizioni a geometria variabile che nulla hanno di politico. Cambia il “sedicesimo” e cambiano gli equilibri tra i congiurati, con nuovi sindaci in pectore e nuovi scontenti che, di volta in volta giocano a fare l’elastico tra maggioranza e opposizione. In questa giostra ha avuto sempre gioco facile il Sindaco nel recuperare, uno ad uno, i consiglieri necessari per “sopravvivere”, politicamente, tanto più che, da molti mesi la maggioranza consiliare può dirsi numericamente più ampia di quella uscita dalle urne del 2010. A guardar bene, l’opposizione a forza di provar spallate è finita dall’ortopedico, regalando persino qualche eletto nelle sue file a Marini. La lezione sarà servita? Non ci mettiamo la mano sul fuoco. Anzi, volendo gettare sale sulle ferite, il silenzio di politica degli ultimi mesi non ci rassicura, essendo interrotto soltanto da nuove autocandidature a Sindaco. Se negli anni scorsi a turno sono finiti sulla graticola: Andreassi, Guarino, Rovere, Sannibale, a chi toccherà stavolta? E cosa ne pensano gli esponenti come Brunamonti che sono rimasti dove li hanno indicati gli elettori e, magari, potrebbero avere buon diritto nel rivendicare una candidatura credibile? Come si pongono l’ex Sindaco Mattei e l’ex candidato Sindaco sconfitto da Marini Marco Silvestroni, ora portavoce provinciale di Fratelli d’Italia? Chi ha scelto una politica di basso profilo in tal senso, celando pubblicamente le proprie ambizioni è il capogruppo del Pdl-Forza Italia Massimo Ferrarini, il quale però, pur potendo vantare consensi rilevanti e sostegni autorevoli anche fuori da Albano, ha subito una indubbia battuta d’arresto nel passaggio politico che ha visto i consiglieri comunali votare i rappresentanti in seno al Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio (Cal). Il candidato da lui sostenuto, l’attuale candidato a Sindaco di Marino per la Coalizione dei Moderati Fabio Silvagni, ha ottenuto solo due preferenze, nettamente battuto da Salvatore Ladaga, nome portato in aula da Daniele Brunamonti e sul quale si sono registrate le convergenze di sei consiglieri. Un verdetto tutt’altro che decisivo, ma certamente indicativo per Ferrarini, la cui strategia sembrerebbe incontrare più ostacoli del previsto nell’ottenere il necessario consenso tra tutte le forze politiche, a partire dal suo partito (FI), che lo dovrebbero sostenere nella corsa alla carica di Primo Cittadino. Impossibile per chiunque del centrodestra voglia ambire al soglio di Palazzo Savelli ignorare altresì il peso ed il consenso di cui ancora gode l’ex Sindaco ed assessore regionale Marco Mattei. Se è vero infatti che le circa 3500 preferenze ottenute da Mattei nella scorsa competizione elettorale non sono un gran bottino, è altrettanto innegabile che le circa 1200 incassate sul territorio di Albano lo rendono interlocutore ancora centrale per chiunque voglia ridisegnare gli equilibri in città. Da non trascurare inoltre che lo stesso Mattei in prima persona potrebbe rivendicare per se il ruolo di federatore di una coalizione alternativa a quella del Partito Democratico, posto che sino ad oggi è stato l’unico a vincere e governare Albano tra le fila del centrodestra e che, non poche sono tutt’oggi le sue capacità di influenza politica su parti rilevanti dell’area civica, laica, socialista e repubblicana, le quali storicamente hanno un ruolo non secondario ad Albano. Più distante da queste questioni pare essere Marco Silvestroni, spesso attivo in consiglio in numerose battaglie di opposizione, sembrerebbe più rivolto verso la politica sovracomunale, vista anche la sua ultima candidatura alla Camera tra i capolista di Fratelli d’Italia, non coronata da elezione sol perchè la percentuale nazionale attorno al 1,9% del partito di Giorgia Meloni non lo ha consentito. Fuori dal consiglio comunale si muove l’ipotesi di Simone Carabella, supportato da una ancora non ben definita, a parte settori del mondo dei Comitati No Inc, galassia di liste di identità oscillante dall’estrema destra all’estrema sinistra. Tirando le somme, tra molti ed autorevoli nomi, non si scorge una politica, un progetto, una squadra ed un programma che contengano gli ingredienti di solidità e credibilità, capaci di togliere alla figura del Sindaco Marini quel ruolo di equilibrio che, se pur scontenta molti, anche tra la sua maggioranza, non vede ancora alternative. A chi avesse in animo di provare ad invertire l’attuale stato di stagnazione della politica di Albano, tentativo lodevole, consigliamo di non ripercorrere gli errori del passato, incaponendosi sul pallottoliere, ma si cercasse di far ragionare le persone attorno ad un disegno che veda nel rinnovamento del metodo la pietra angolare su cui fondare un governo di rilancio.  Se invece si persevererà con la “caccia al sedicesimo”, le grigliate di politici arrostiti da qui alle prossime settimane, fatti assurgere al rango di Sindaco in mezza giornata per poi tornare sulla terra il mattino seguente, saranno molti e dai profili più disparati: uomini o donne, giovani o vecchi, tutti sul girarrosto a rosolare senza fare e far fare alcun passo avanti nell’interesse di Albano. Quasi tutti i nomi sovracitati contengono in se almeno una ragione per fare il Sindaco e altrettante ragioni per non poterlo fare, l’unica chiave per uscire dall’empasse sulle persone sarebbe iniziare a ragionare sulle cose da fare e per cui ogni personalità possa contribuire, magari partendo da un passo indietro individuale, per agevolare uno scatto in avanti collettivo.

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