Andreassi, “Su rifiuti Raggi e M5S fanno scelte in continuità col passato”

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Luca Andreassi consigliere comunale Albano Laziale
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Luca Andreassi consigliere comunale Albano Laziale

Burkini a parte, sembra che l’argomento dell’estate sotto gli ombrelloni sia quello dei rifiuti, soprattutto nella Capitale e zone limitrofe. Le tante aspettative create dal Movimento Cinque Stelle alla guida di Roma, per giunta con una giovane donna: ma i primi segnali sembrerebbero contraddittori, le uscite piuttosto controverse della neo assessora capitolina Muraro, lo stato di incertezza, almeno gestionale, di Ama e delle aziende partecipate, un piano rifiuti regionale appena varato. Il dibattito più approfondito è stato avviato da Radio Radio, storica emittente romana e non solo, tra le più ascoltatae talk radio d’Italia, tra gli altri ha anche interpellato ed ospitato il parere di Luca Andreassi, Professore universitario di Ingegneria Meccanica a Tor Vergata, nonchè delegato ai rifiuti del Comune di Albano Laziale, territorio che con discariche, inceneritori e problematiche connesse ha avuto ed ha molta dimestichezza suo malgrado. Nel suo intervento in diretta Andreassi, pochi giorni prima del Consiglio Comunale straordinario di Roma, convocato proprio sul tema dei rifiuti, ha dato la sua chiave di lettura al problema. Dopo la conclusione di quel Consiglio Comunale chiediamo allo stesso Andreassi un suo parere in merito ai contenuti emersi dall’assemblea capitolina.

In una intervista su Radio Radio alla vigilia del Consiglio Straordinario sui rifiuti si augurava che la Raggi effettuasse scelte chiare, decise e in discontinuità col passato. E’ avvenuto, secondo lei?

“No. Nella maniera più assoluta. In radio espressi la convinzione che la Sindaca si trovasse di fronte a tre possibilità. Finire “nelle mani” di Cerroni, scegliere di portare i rifiuti di Roma fuori città (fuori Regione, fuori Nazione…) oppure presentare un programma che provasse a colmare la deficienza strutturale impiantistica della città di Roma. Una città che ha bisogno di impianti di compostaggio e di trattamento e selezione meccanica dei rifiuti. Indicando naturalmente anche dove realizzare questi impianti. Mi auguravo fosse quest’ultima la scelta della Raggi. Invece ha scelto, in continuità col passato, la seconda opzione. Ovvero i rifiuti prodotti a Roma si portano fuori. Scelta antieconomica e completamente antiambientale”.

Di che numeri stiamo parlando?

“Stiamo dicendo che in una visione ottimistica almeno il 64% dei rifiuti prodotti dalla città di Roma dovranno trovare una collocazione al di fuori del territorio di Roma. (Si consideri che Roma produce circa 5000 tonnellate di rifiuti al giorno di cui poco meno di 2000 differenziati). Roma ha la palma, e stante il piano presentato dalla Raggi mi pare che questo primato non lo perderà, di essere l’unica capitale Europea (insieme ad Atene a dire il vero) a non risolvere all’interno del proprio territorio il problema rifiuti: Londra, Parigi, Madrid e Berlino sono autosufficienti per il 98% degli scarti che producono. E lo sono perché si avvalgono di impianti di trattamento, recupero e smaltimento che a Roma non ci sono o sono largamente insufficienti. Su questo mi sarei aspettato un investimento forte dalla Raggi e dalla giunta M5S. Invece nulla di nulla. Sulla stessa linea del passato.

Tra l’altro le affermazioni della Raggi di volersi avvalere degli impianti ACEA di Orvieto, Terni, San Vittore hanno suscitato l’insurrezione dei Sindaci e del Presidente della Regione Umbria.

Ma è normale. Si fa una gran fatica a portare le proprie città a situazioni di rifiuti zero e poi Roma ti sommerge perché chi l’ha governata negli anni non ha saputo gestire la situazione. Chiunque sarebbe arrabbiato. Peraltro una decisione che va assolutamente in controtendenza con il concetto di prossimità e con quanto urlato (è il caso di dirlo, visto che in genere i 5stelle urlano i concetti) dai 5 Stelle. Tanto che la Appendino, sindaco M5S di Torino, si è opposta con fermezza alla ricezione di 15.000 tonnellate di rifiuti dalla Sicilia. “D’altra parte il M5S è sempre stato contrario al pendolarismo dei rifiuti”, dicono dal Piemonte. Allo stesso tempo la Raggi, sindaco M5S di Roma, chiede agli impianti umbri di Orvieto e Terni di smaltire i rifiuti della Capitale. Ma il M5S non è contrario al pendolarismo dei rifiuti? Bah, verrebbe da dire, citando la Raggi che in consiglio comunale avrà detto una trentina tra bah e mah”.

Quindi la Raggi non le è proprio piaciuta?

“Dipende. Dal punto di vista dialettico ha distrutto le opposizioni, annichilendole. Anche con una certa facilità, uscendone alla fine vincitrice per KO. Dal punto di vista della sostanza zero assoluto. Credo che il M5S abbia difficoltà ad entrare nell’ottica che dopo le vittorie di Roma e Torino siano diventati forza di governo e che la campagna elettorale sia finita”.

Eppure la fiducia dei romani sembra crescere. “Diamogli tempo” è un po’ lo slogan che si sente per la città.

“Intendiamoci. Qui stiamo parlando di un’ eredità pesantissima e di un disastro ereditato da venti anni di politica pessima nella Capitale e di cui i 5 stelle non hanno alcuna colpa. Quindi che il tempo sia necessario è evidente. Ma sono estremamente preoccupato se la strada che vogliono intraprendere è quella che è uscita dal Consiglio di mercoledì. Mi pare che non cambi nulla rispetto al passato e che i problemi possano solo aumentare. Mi sarebbe piaciuta una programmazione impiantistica con l’individuazione dei siti per poter trattare il 64% dei rifiuti che invece va fuori Regione o Nazione. Invece così non è stato. Diamogli tempo…….

Con poca fiducia, però?

“Bah”.

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