Appello dei sindaci del Lazio “Restate a casa”

COVID-19, l’appello dei Sindaci del Lazio: “RESTATE A CASA”. Vademecum dopo il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell'11 marzo

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#iorestoacasa
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“L’11 marzo la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un nuovo DPCM che fornisce indicazioni e restrizioni che riguardano i nostri Comuni. E per dare un segnale ancora più forte affinché tutti seguano in maniera seria e scrupolosa le nuove misure, i Sindaci del Lazio rivolgono, nuovamente, un appello congiunto ad ogni cittadino e cittadina.

Fermo restando quanto già comunicato in precedenza elenchiamo di seguito, insieme alla raccomandazione di restare a casa e non uscire se non per necessità improrogabili, le nuove disposizioni nazionali:

  • sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione anche ricompresi nei centri commerciali purché sia garantito l’accesso alle sole predette attività ( allegato 1 del DPCM reperibile sul sito Anci Lazio e sul sito istituzionale del comune);
  • Sono chiusi i mercati, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari;
  • Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione ( Bar, Pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza interpersonale di un metro;
  • Sono sospese le attività ambulatoriali (sia in regime di SSN che in intramenia) presso i presidi ospedalieri pubblici ad eccezione di quelle prenotate con codice di priorità Urgente (U), Breve (B) nonché quelle di dialisi, oncologia e i controlli di chirurgia post operatori;
  • Resta garantita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto;
  • Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  • Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere garantita la distanza interpersonale di un metro;
  • sono sospese le attività di parrucchieri, barbieri ed estetisti; restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo zootecnico di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
  • in ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

  1. siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti;
  2. siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  3. assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

Per le attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni.

Per tutte le attività non sospese si esorta al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

Le suddette disposizioni producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

Insieme possiamo farcela.

Noi Sindaci, restiamo a Vostra disposizione fino alla fine di questa emergenza.

E continueremo a informarvi”. Lo dichiarano i sindaci del Lazio.

 

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