Ultimo appuntamento con Architettura e Natura

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Genzano di Roma Palazzo Sforza Cesarini
Palazzo Sforza Cesarini a Genzano di Roma
Genzano di Roma Palazzo Sforza Cesarini
Palazzo Sforza Cesarini a Genzano di Roma

“Ogni volta che progettiamo, ci troviamo a fronteggiare qualcosa di preesistente. Molti architetti, però, sembrano afflitti da quella che definisco Sindrome di Adamo, cioè, prima-di-me-il-nulla. Natura, invece, significa indagare, l’essenza, l’identità di un luogo: andarne a scovare le radici, le ragioni che socialmente, tecnicamente, religiosamente hanno determinato l’identità di quel luogo. Prima di poter agire è necessario vedere e capire, in maniera tale che si rispetti il più possibile quel luogo, la sua natura”. Queste le parole di Marco Petreschi, nel corso del penultimo incontro del ciclo di conferenze “Architettura e natura”, in corso a Palazzo Sforza Cesarini. “L’architetto – ha detto ancora Petreschi – ha degli strumenti a disposizione: Vitruvio, la Storia come continuità e discontinuità, il luogo come elemento ed ispirazione nel progetto del nuovo, la permanenza del simbolo e del mito, la stratificazione come elemento evolutivo dell’architettura”.

Il viaggio di Marco Petreschi si compie attraverso questi elementi, tra i moltissimi esempi di architettura della continuità e della discontinuità: uno su tutti la Piramide di vetro del Louvre, opera di pregio e fama di Ieoh Ming Pei, amata e odiata allo stesso tempo e che forse incarna meglio di qualsiasi altra le due posizioni, contemporaneamente. Tra le opere di Petreschi, invece, l’allestimento del grande Palco papale realizzato a Tor Vergata per il Giubileo del 2000 e i cui elementi seguono una logica di significati precisa, simbolica, storico-religiosa e territoriale.

Petreschi è il penultimo ospite di questa kermesse ospitata nel monumento simbolo della città di Genzano, il Palazzo Sforza Cesarini, portando alla ribalta i temi della cultura paesaggistica ai Castelli. L’amministrazione corrente è decisa a continuare su questa strada e, se gli ostacoli sembrano alti, ancora di più lo è il fine ultimo di iniziative culturali come questa: tornare a discutere su un tema, quello del paesaggio che, come dice ancora Petreschi, è uno dei punti di vista privilegiati per riconoscere ancora una dimensione comune, specchio di una civitas in cui tutti siamo riflessi e contribuiamo, più o meno consapevolmente, che ci piaccia o no, a plasmare e a venirne plasmati.

L’ultimo appuntamento è fissato a giovedì 27 novembre, alle ore 18:00, nella sala delle armi di Palazzo sforza Cesarini; relatore sarà Francesco Cellini, ordinario presso l’Università degli Studi Roma Tre, dove è stato Preside della Facoltà di Architettura dal 1997, e autore di numerosi progetti premiati a livello nazionale ed internazionale e di opere realizzate di grande interesse disciplinare.

Per gli studenti: alla fine del ciclo di conferenze verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

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