Archiviata a Marino la Festa Rossa

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Festa Rossa Marino
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Quando imbocchi “Vicolo Mario” le narici vengono subito prese d’assalto dal profumo di mosto. Poi prosegui e c’è il locale, con Lella onnipresente. Il meglio è a sera tardi: ed escono re minore ed altre note da tre chitarre. “… le cortellate..” e poi “… Nina se voi …” e quindi “le poesie del Belli”. Sono loro: Enrico, l’“ospite” Rodolfo e la colonna Paolo. Loro che hanno deliziato cuori, orecchie per risa libere. Loro che, col timbro da “osteria d’altri tempi” hanno fatto i menestrelli e saltimbanchi, con la perfomance (mo’ chi glielo dice a Paolo che nun è ‘na parola romanesca?) di Paolo in versione Gastone. E come? Tra una portata e l’altra. Con il primo di Teresa, col secondo di Franca e col dolce (con falce e martello e stella) di Sergio. Alcuni ospiti e sostenitori anche non iscritti al Partito hanno voluto far parte della bella compagnia nella serata marinese. Quella del sabato della Festa Rossa organizzata dal PCI – inizia così la nota del Partito Comunista di Marino. Le parole, poche come da promessa, del segretario hanno inanellato ricordi che sono insieme impegni di lotta da continuare. La vicinanza delle date, che sono memoria: il 6 dicembre, la tragica ricorrenza del rogo della ThissenKrupp che ha falciato vite umane di operai. In nome di che, per cosa? Al solito: in nome del profitto, risparmiando sulla sicurezza e scaricando i “costi” sulla pelle di chi lavora. Il monito a continuare la lotta è una: basta col liberismo, basta con i “conti europei”, va rimesso il lavoro ed i lavoratori al centro delle politiche economiche e sociali. E questo, neppure il governo Renzi, al pari degli altri precedenti, l’ha fatto. Anche questo “prezzo politico” ha pagato nelle urne! Un’altra triste ricorrenza, della scorsa settimana, è la scomparsa del rivoluzionario Fidel Castro. Che con l’esperienza di Cuba, col “Che” ed il movimento di resistenza armata divenuta Stato, ha resistito a tutti i tipi di pressioni americane, statunitensi. Solo un numero: i 637 tentativi di assassinio perpetrati nei confronti di Fidel, tutti sventati! Ed anche questa ricorrenza è assunta dai comunisti come lotta e politica: per la piena indipendenza dei popoli; come ricorda la presenza del compagno palestinese Hassan. Per la condanna dell’imperialismo e delle politiche di guerra della NATO e della UE al servizio dei capitali internazionali. Poi c’è da ricordare la vittoria al Referendum che il PCI, anche a Marino, ha impostato nella battaglia di merito – continua così la nota. Senza sottrarci, sia per l’accento “politico” posto da Renzi e dal Governo e dal PD, al confronto squisitamente politico. Dove, come dimostra il risultato, la bilancia delle cose vantate come realizzazioni, a fronte del peggioramento di vita sostanziale dei lavoratori e dei ceti deboli della società non potevano che “far pagare” nell’urna non una crisi “indistinta”; bensì scelte di politica economica antioperaia e antisindacale. E’ stato significativo che il Referendum vinto a difesa della Costituzione sia avvenuto nel giorno che è la ricorrenza della scomparsa di Nilde Iotti: grande comunista, sempre a difesa della Costituzione e dei valori della Resistenza. Poi la serata è continuata, la soddisfazione era palpabile per aver speso bene del tempo proprio insieme a uomini e donne, giovani e meno giovani, che ha fatto scattare la molla più naturale: a quando la prossima? A presto. Considerando che con altri nuovi iscritti giunti – due nella serata – la sezione PCI di Marino si attesta come l’organizzazione più forte nei Castelli romani. A disposizione delle lotte nazionali, internazionali e dei problemi locali: a Marino come ad Albano e Ciampino ed oltre – si conclude così la nota”.

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