Arrestati dai Carabinieri due rom usurai

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Carabinieri
Gazzella dei Carabinieri
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Gazzella dei Carabinieri

Alle prime ore di oggi nei castelli romani i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati, coadiuvati da quelli delle Compagnie dipendenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura – nei confronti di 2 soggetti di etnia rom (padre e figlio), ritenuti responsabili di usura aggravata ed estorsione nei confronti di un imprenditore edile della zona S.M. (cl. 57).

Lo scorso 12 novembre i militari avevano arrestato 4 persone, tra cui i due dell’odierna operazione, perché avevano “strozzato” un commerciante romano costretto addirittura a vendere la propria attività e consegnare la propria abitazione per saldare gli interessi usurari maturati.

Nel corso delle indagini, che hanno portato all’odierno provvedimento cautelare, è emerso che i due arrestati, a fronte di un prestito iniziale di 40.000 euro, avevano costretto l’imprenditore edile a effettuare lavori di ristrutturazione del valore di 70.000 euro presso l’abitazione “acquisita” dalla prima vittima e a svendere la propria casa nel comune di Marino a 100.000 euro, a fronte di un valore pari almeno al doppio. Durante le indagini la vittima aveva negato di essere sotto usura temendo per la propria incolumità, essendo stata più volte minacciata e malmenata da uno dei due, pugile professionista, ex campione del mondo pesi medi WBC.

A fine novembre, una volta assicurati alla giustizia gli usurai, i carabinieri hanno nuovamente chiamato la vittima la quale, rassicurata dall’esito delle prime indagini, ha finalmente tirato un sospiro di sollievo e ha raccontato tutto l’accaduto.

L’abitazione è stata sottoposta a sequestro preventivo e i due arrestati, già agli arresti domiciliari, sono stati colpiti da analogo provvedimento da scontare presso abitazione di parenti. Stante la pericolosità del pugile, al polso dell’uomo è stato applicato il braccialetto elettronico.

Gli inquirenti sperano che l’operazione di servizio porti anche altre vittime a convincersi che quella della legalità è l’unica strada da percorrere per poter uscire dalle “sabbie mobili” in cui si viene a trovare chiunque si rivolge al giro dell’usura.

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