Arrestato Cerroni, accuse di truffa ed associazione a delinquere

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Manlio Cerroni
Manlio Cerroni
Manlio Cerroni
Manlio Cerroni

CRONACA – i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico guidati dal Colonnello De Caprio, meglio conosciuto come “Ultimo”, colui che trasse in arresto Salvatore Rina, e dal Capitano Rajola Pescatori, questa mattina hanno tratto in arresto sette persone, con l’accusa di truffa, associazione a delinquere e traffico di rifiuti sette persone tra cui Manlio Cerroni, ribattezzato da tempo quale il “re della monnezza” del Lazio, già proprietario della discarica di Malagrotta e, tra le altre, anche quella di Roncigliano, nel comune di Albano Laziale.

Assieme al patron del consorzio Colari, agli arresti domiciliari per età, sono stati arrestati anche  l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi, secondo gli inquirenti uomo chiave del “sistema Cerroni”, Francesco Rando, Piero Giovi e Pino Sicignano: tutti stretti collaboratori di Manlio Cerroni.

I Carabinieri del Noe stamattina hanno tratto in arresto anche due importanti dirigenti della Regione Lazio, recentemente rinominati in posizioni rilevanti nell’ambito della macchina amministrativa laziale, da parte del Presidente Nicola Zingaretti. Si tratta di Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia recentemente nominato da Zingaretti a capo dell’Agenzia Regionale che gestisce i beni confiscati alle mafie, e Raniero De Filippis, dallo scorso Aprile chiamato a gestire l’importante settore delle politiche abitative, infrastrutture ed ambiente, nell’ambito dell’assessorato gestito da Michele Civita.

Cerroni da sempre è il dominus dei rifiuti laziali, al centro di polemiche ed indagini da molti anni, aveva allargato la sua influenza anche sul territorio dei Castelli Romani, per la gestione della discarica di Roncigliano prima e di quello che sarebbe dovuto essere l’inceneritore di Albano, definito dallo stesso Cerroni come “il più grande d’Europa”. Un filone dell’indagine che ha avuto la sua svolta in queste ore  partì proprio dalla Procura di Velletri, allorquando i riflettori furono accesi dal Pm Travaglini, sulla gestione del Cdr che doveva essere stoccato a Roncigliano e destinato all’inceneritore di Colleferro, sulla cui effettiva lavorazione si starebbe indagando. L’indagine velliterna subì alcuni stop, ma alcuni filoni sono stati assorbiti dagli investigatori romani che paventano, tra le altre cose, un raggiro effettuato dagli indagati ai danni delle amministrazioni comunali di Albano Laziale, Ardea, Ariccia e Castel Gandolfo, in merito proprio alla gestione e trattamento del Cdr all’interno della discarica di Roncigliano.

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