Asd Frascati, alla scoperta dei Giovanissimi Provinciali

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Giovannissimi 2000 Asd Frascati
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Giovannissimi 2000 Asd Frascati

Nella galassia dell’Asd Frascati ci sono formazioni vincenti, altre in rampa di lancio, altre ancora che cercano di consolidarsi attraverso il lavoro settimanale, la conoscenza reciproca, la maturazione tecnica e tattica. In questo percorso di crescita si inseriscono senza dubbio i Giovanissimi Provinciali classe 2000, gruppo di 18 elementi allenato da Fabrizio Orlandi. Proprio “quel” Fabrizio Orlandi che, a suon di gol, ha fatto la storia e le fortune della Lupa Frascati. Il matrimonio dura dallo scorso anno, e il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” campionato non è stato certo dei più semplici: prima si giocava solo per divertirsi, adesso si pensa anche ai risultati considerato l’ingresso nell’agonistica. Lo spirito, però, è sempre lo stesso: prima viene l’aspetto ludico, poi tutto il resto. Anche se già salta fuori qualche leggero “mal di pancia”. “Questa stagione sportiva è fondamentale –spiega Orlandi- perché entrano in gioco quei meccanismi che portano ogni ragazzo a fare le prime esperienze da giocatore e atleta “vero”. E’ naturale che la priorità di noi allenatori è e resta il divertimento da parte di tutti, però siamo anche chiamati a fare delle scelte “dolorose” che talvolta possono scontentare qualcuno. Di sicuro rispetto allo scorso anno c’è più competizione all’interno del gruppo, a cui è chiesto un impegno maggiore durante gli allenamenti: all’inizio abbiamo faticato a prendere le misure al nuovo campionato, ma adesso c’è un altro tipo di affiatamento, i ragazzi si conoscono meglio e anche in campo si vedono i frutti del nostro lavoro”. La partenza è stata a dir poco ad handicap, con 5 ko nelle prime 5 giornate. Poi la lenta risalita, con due buoni pareggi contro Ponte di Nona e Roma VIII, squadre in lotta per le primissime posizioni, e 4 vittorie nelle successive otto gare. Non ci sono obiettivi particolari ma l’ambizione, conoscendo anche il Fabrizio Orlandi giocatore, quella non manca di certo. “Noi puntiamo a fare il meglio possibile –continua l’allenatore- a cercare sempre un piccolo passo in avanti sia a livello tattico che di atteggiamento. Anche per me si tratta di una sfida, come tecnico si può dire che sono ancora alle prime armi. Ma ho anche 30 anni di calcio giocato alle spalle, perciò credo di essere in grado di gestire le diverse situazioni all’interno dello spogliatoio e di riuscire a entrare facilmente nella testa dei miei ragazzi. Di sicuro in panchina ci sono più responsabilità, da calciatore indossi la maglia e scendi in campo pensando a fare il tuo meglio. Qui bisogna avere tutta la situazione sotto controllo e ci sono mille variabili da tenere in considerazione, ma allo stesso tempo proprio per questo la soddisfazione è ancora più grande”. Infine i doverosi ringraziamenti: “A Paolo Rossetti, che ha collaborato con me lo scorso anno e soprattutto a Mario Spalletta, che da due anni coordina insieme a me gli allenamenti e mi aiuta a preparare le partite. Sempre presente, col sorriso sulle labbra. Se questa squadra è cresciuta, è anche merito suo”.

 

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