Assemblea NOINC ad Albano sabato 8 febbraio

Comunisti Castelli Romani alla vigilia dell'assemblea NoInc ad Albano: "continua la lotta per la difesa dell'ambiente, del territorio e della salute dei cittadini"

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Manifestazione NOINC

“Il 2 agosto 2019 la Giunta regionale, guidata da Zingaretti, ha approvato all’unanimità il nuovo “Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio”, in cui sono ricompresi sia il 7° invaso della discarica sia l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Albano, autorizzato per trattare 183.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Il 31 ottobre 2019 la Direzione regionale rifiuti ha approvato la determinazione n. G14894 per il ripristino dell’impianto di TMB di Albano, impianto andato a fuoco nell’estate 2016. La determinazione n. G14894 della Regione Lazio si basa “sull’estensione dell’efficacia della determinazione dirigenziale n. B3695 del 13/08/2009 (NDR la vecchia autorizzazione per l’impianto di TMB e il 7° invaso della discarica di Albano) …… con nuova scadenza fissata in data: 11/10/2024”. Quindi, la riapertura dell’impianto di TMB comporterà anche la riapertura del 7° invaso. I cittadini, il coordinamento NOINC e il Comune di Albano hanno dovuto impugnare al TAR le scelte scellerate della Regione Lazio. L’impianto di TMB, che separa l’umido dal secco, non serve ai comuni dei Castelli Romani che hanno raggiunto livelli altissimi di raccolta differenziata. I cittadini dei Castelli Romani, che sono capaci di differenziare l’umido dal secco, non hanno alcun bisogno degli impianti obsoleti (TMB e discarica) di Cerroni e dei suoi nuovi soci in affari. Un impianto di TMB e la relativa discarica di servizio serviranno solo per trattare i rifiuti indifferenziati di Roma Capitale (la Sindaca Raggi ha più volte dichiarato che a Roma serve una discarica lungo la Via Ardeatina). La società Colle Verde Srl ha scritto al Comune di Albano e ha dichiarato nelle udienze al TAR che vuole fare un altro tipo di impiantistica. Nel caso di nuova impiantistica, ricordiamo alla società Colle Verde Srl, che ha sede in Veneto e i cui vertici sono politicamente vicini alla Lega, che le leggi italiane impongono di seguire tutto il processo di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e che i cittadini, le istituzioni locali e i territori dei Castelli Romani non possono essere calpestati, umiliati ed offesi in funzione delle logiche del profitto sul business dei rifiuti. Se non verranno subito bloccati i lavori, tra pochi mesi il nuovo impianto TMB sarà pronto e riaprirà anche il 7° invaso della discarica di Albano, che ha capacità residua di soli 87.954 metri cubi. E il nuovo impianto TMB avrà presto bisogno di altri giganteschi invasi (8°, 9°, 10°, 11°) per affrontare l’emergenza rifiuti di Roma. Il Partito Comunista dei Castelli Romani invita le associazioni e i cittadini all’assemblea organizzata dal Coordinamento NOINC per sabato 8 febbraio 2020 alle ore 17,00 presso la sala del consiglio comunale di Albano, in preparazione della prossima mobilitazione del 28 febbraio 2020 sotto la Presidenza della Regione Lazio. Dopo la grande manifestazione di dicembre 2019, è necessaria la massima partecipazione per costringere la Regione Lazio, guidata da Zingaretti, a cancellare definitivamente dal “Piano regionale dei rifiuti” gli impianti di TMB e le discariche previste/proposte sul territorio dei comuni dei Castelli Romani (Albano, Velletri, Colleferro). I comuni dei Castelli Romani hanno intrapreso un percorso virtuoso di raccolta differenziata dei rifiuti e non vogliono tornare alla vecchia e superata gestione dei rifiuti indifferenziati basata su TMB-discariche-inceneritori”. Lo dichiarano i Comunisti Castelli Romani.

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