Astorre su Migranti a Rocca di Papa attacca Salvini

"Salvini lancia il sasso e nasconde la mano. L’accoglienza, fine a se stessa, se non accompagnata da integrazione diventa polveriera sociale".

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Il Senatore Bruno Astorre del Partito Democratico

MIGRANTI, ASTORRE (PD): SALVINI LANCIA IL SASSO E NASCONDE LA MANO

L’accoglienza, fine a se stessa, se non accompagnata da integrazione diventa polveriera sociale.

“Bisogna che qualcuno spieghi a Salvini che Rocca di Papa si trova in Provincia di Roma e, dunque, nello Stato italiano”. È quanto afferma in un comunicato il senatore del Partito Democratico Bruno Astorre. “La sua perpetua campagna elettorale, che come ultimo obiettivo ha avuto i migranti salvati dalla nostra nave militare Diciotti, si è scontrata inesorabilmente con la realtà. Il Ministero degli Interni, di cui in teoria Salvini dovrebbe essere a capo, semmai ci ha messo piede, ha dislocato 100 migranti nel centro Mondo Migliore a Rocca di Papa. Ma questo il leader della Lega evita di dirlo, evita di dire che proprio lui ha mandato 100 migranti in un comune della Provincia di Roma! Forse perché ora è impegnato a trovare un altro nemico contro cui scagliarsi, nella costante ricerca di armi di distrazione di massa. Eppure – prosegue il senatore dem – dovremmo tutti capire che è ora di smetterla di gettare benzina sul fuoco della paura, che sfocia inevitabilmente nell’intolleranza e nel razzismo, e iniziare a trovare delle soluzioni. I comuni dei Castelli, dove vivo, sono sempre stati aperti e pronti all’accoglienza ma continuare a caricare questo territorio di richiedenti asilo, non predisponendo un serio piano collettivo di integrazione, finisce per alimentare un clima di diffidenza, di insicurezza, di paura. L’accoglienza fine a se stessa, se non è accompagnata dall’integrazione, diventa una polveriera sociale. Se poi a questo si aggiunge una costante campagna di odio, portata avanti in prima persona da chi ha ruoli istituzionali e dovrebbe lavorare per trovare soluzioni, anziché lanciare il sasso e nascondere la mano, allora siamo di fronte a una vera e propria emergenza.  Confido – conclude Astorre – che si inizi ad affrontare la questione in maniera seria, senza slogan né strumentalizzazioni politiche. La campagna elettorale è finita, ora è il momento di governare!”

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