Aversa attacca Pisani, “La destra di Marino vive fuori dalla realtà”

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Maurizio Aversa segretario Pci di Marino
Maurizio Aversa
Maurizio Aversa segretario Pdci di Marino

“In questi giorni a Marino – si legge in una nota di Maurizio Aversa, segretario del Partito Comunista d’Italia – ci sono alcuni personaggi politici della destra che favoleggiano e inseguono chimere. Tutto in virtù del fatto che, al pari di una pratica burocratica, credono, o si autoconvincono, che in vista delle probabili elezioni amministrative di maggio 2016, loro possono ripartire da zero e non rispondere di alcun fardello. Di nessuna responsabilità dei “fatti accaduti nel nostro comune”. Così, li chiama Remo Pisani. “Fatti accaduti”. Sappia chi legge, che il riferimento non è a piogge imprevedibili. Neppure trombe d’aria o – continua Aversa – sciame sismico. No, il riferimento è ad arresti per peculato e corruzione che hanno coinvolto, non l’ultimo iscritto della destra, ma uno dei capi – probabilmente “sacrificato” da qualche potente interno alla destra stessa, che da ex Sindaco ha accettato di patteggiare con la Procura che accusava e si è beccato due anni e mezzo di condanna. Tutto questo – tanto per cominciare, visto che le indagini non sono del tutto concluse – secondo Remo Pisani sono “fatti accaduti”. Ma il favoleggiamento, l’irrealtà della destra nostrana, va anche fuori canone, con l’affermazione “forte” che vuol presentare l’ex capogruppo: “abbiamo svolto una riunione costruttiva dove si è palesata la volontà di tornare a guidare Marino”. E’ una bella chimera? Non solo nel senso del risultato già ipotizzato. Ma, soprattutto, per l’omissione di due elementi: 1. Nessuna frase, nessun pensiero, nessun umile cristiano pentimento che faccia dire a Pisani e alla destra una parola di scuse. Papa Francesco ha chiesto scusa per cose quasi non sue. Pisani, braccio destro di Palozzi, capobastone marinese e provinciale di quella destra che ha mostrato il proprio essere con Polverini e con l’ex sindaco marinese condannato, invece, non ritiene di chiedere nulla ai cittadini: sbalorditivo. 2. La linea politica indicata, non passa da una analisi o attenzione alla popolazione, ma da una semplice volontà di casta “Noi vogliamo tornare a governare”. E per fare che? La fotocopia di quanto già visto? Ma fateci il piacere e rispettate i cittadini. A cominciare da quelli che – sottolinea Aversa nella sua nota – si erano illusi con voi di poter risolvere i piccoli e grandi problemi della città e dei singoli. Non è stato così. Non poteva essere perché alla base di tutto c’è stato il Grande Inganno. Quello di poter fare tutto in virtù della gestione del potere con un lungo e verticale ponte di comando. Ora che non c’è più questo riferimento “a caduta”, la nullità del potere impotente e parolaio emerge in tutto il suo sconquasso. Per questo, i vari distinguo, gli abbandoni, non sono solo figli di opportunismi politici o di pentimenti repentini, o, come usa tra certi politici, per totale cambio di analisi e giudizio su ex alleati. Ma sono anche conseguenza di realismo rispetto al favoloso mondo pisaniano. Il realismo di ce che non si può come fa il portavoce destrorso : “vogliamo lasciarci tutto alle spalle”. Quindi, non se ne parla, delle scelte sbagliate per i cittadini; non se ne parla del cattivo governo del centrodestra; perché l’importante per il “gruppo di potere palozziano” e buttarsi tutto alle spalle, perché in fondo, non è successo nulla. Ma forse – conclude Aversa – non è così”.

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