Aversa, “commessi tre errori sulla questione Divino Amore”

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divino amore
La zona del Divino Amore nella periferia del Comune di Marino
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la zona del Divino Amore nella periferia del Comune di Marino

“L’importante appuntamento del Consiglio comunale del 27 novembre scorso – dichiara in una nota il segretario dei Comunisti Italiani di Marino Maurizio Aversa – non è stato efficace da un punto di vista del ruolo delle istituzioni e di chi, politicamente, vi esercita la rappresentanza.

Infatti, almeno tre fatti negativi si sono succeduti:

innanzitutto non si è approvata alcuna risoluzione – a seguito della mozione di richiesta di marcia indietro sulla cementificazione di via del Divino Amore – che desse autorità di iniziativa propria al Comune;

in secondo luogo c’è stata l’incapacità di tutta l’opposizione di erigere fronte comune;

in terzo luogo si è dichiarato un rinvio a presa d’atto del risultato del TAR sulla vicenda, il che equivale a dire “noi che sediamo qui in questi banchi siamo incapaci di qualsiasi decisione, la prendano altri per noi”.

Ora proprio questa triplice successione di fatti – continua Aversa – negativi, poiché non sono espressione di una qualche prevaricazione, sicuramente sono il segno di incapacità di iniziativa politica.

Questa nostra denuncia non vuole essere una “superiorità” che non ci appartiene concettualmente, ma, senza tema di smentita, affermiamo che noi siamo oltremodo testardi nel perseguire sia l’unità dell’opposizione, sia l’efficacia del funzionamento dell’istituzione che non deve mai abdicare al proprio ruolo di risposta puntuale ai cittadini, sia il ruolo autonomo rispetto ad altre articolazioni dello stato che vogliamo sia dal nostro Comune svolto fino in fondo. Questi tre errori compiuti, poiché derivano da precisi comportamenti, cioè scelte di ogni singolo rappresentante e di ogni forza politica che siede a Palazzo Colonna, sono da noi tutti e tre giudicati negativamente.

Noi comunisti non avremmo fatto nessuno, non avremmo contribuito a nessuno, dei tre deludenti risultati. E’ mancata la politica.

Non va bene che il Comune non svolga il proprio ruolo in autonomia: significa che Sindaco e Giunta, in questo caso, hanno delegato altri.

Non va bene che una forza importante come il PD non sia in grado di dialogare e fare perno per una comune risposta da offrire sul tema.

Non va bene che ci siano comportamenti che mirano a dividere in modo pregiudiziale le opposizioni possibili allo stato delle cose attuali.

Dopo questo Consiglio comunale, non è finito il confronto. Non c’è da stilare la tabellina di buoni e cattivi. C’è, probabilmente, da assumere come insegnamento che altre strade sono percorribili da parte di ognuno: soggettivamente e politicamente.

Da parte dei Comunisti Italiani ci sarà l’impegno, qualunque sia l’esito del TAR, di non registrare passivamente una sentenza; ma, volgeremo le nostre iniziative al controllo delle politiche ambientali ed urbanistiche in modo tale da salvaguardare i beni di riferimento di questa battaglia.

Il bene paesaggistico, i beni archeologici, il bene ambientale, il bene dello sviluppo sostenibile, il bene della economia gestita non contro i cittadini che può essere una delle leve per la “risposta locale” contro la crisi generale che il capitalismo nostrano ed internazionale nega che esista.

Purtroppo non siamo in Consiglio comunale, infatti la nostra “forza”, di “prima forza politica organizzata della sinistra marinese” l’abbiamo acquisita dopo il voto amministrativo e non nelle urne. Ma, confidiamo che col sostegno di compagni e cittadini, sapremo, alla lunga, mostrare che la nostra linea è vincente (dal punto di vista dei cittadini) rispetto a qualunque – conclude Aversa – inutile estremizzazione e rispetto a qualunque comportamento auto-isolazionista”.

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