Le bancarelle di Piazza Navona ad Albano Laziale

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Le storiche bancarelle di Piazza Navona a Roma, recentemente al centro di una polemica tra gli operatori e l’amministrazione comunale capitolina, trovano ospitalità ad Albano Laziale. La notizia che ha suscitato scalpore non più di qualche settimana fa, quando il Comune di Roma ha inteso riorganizzare la disposizione ed il numero di assegnazioni per le bancarelle a Piazza Navona, in occasione delle festività natalizie e per la tradizionale Epifania. Circa 43 operatori infatti si sono visti negare il permesso di vendere la propria merce come ogni anno, a beneficio di altri che, a loro dire “poco hanno a che fare con la tradizione di Piazza Navona”. Alcuni di questi esercenti, circa una decina, hanno visto accogliere la loro tradizionale merce da parte dell’amministrazione comunale di Albano Laziale che, da oggi, 1 gennaio 2015 e fino all’Epifania, presso piazza Tartarughe, vedrà gli espositori trasferitisi sul territorio della città dei Castelli Romani. “Dopo la sentenza del Tar dello scorso 19 dicembre – ha dichiarato a Meta un esercente – grazie all’interessamento del consigliere Luca Andreassi, dell’Assessorato al Commercio e dell’amministrazione tutta del Comune di Albano, abbiamo potuto trovare ospitalità per il nostro lavoro. Direi che – ha concluso l’operatore – Albano Laziale è una sede naturale per rinnovare la storica tradizione di PIazza Navona, sia per la sua storia che anticipa quella di Roma Capitale, che per la sua importanza quale città guida degli storici Castelli Romani”.

“Ringrazio l’Assessorato e l’Amministrazione – ha dichiarato il consigliere comunale di Albano Luca Andreassi – per aver permesso tutto questo, attivandosi prontamente al fine di dare ospitalità a questi operatori, dimostrando sensibilità ed attenzione. Credo che in un momento come questo – ha continuato Andreassi – dare opportunità di lavoro ad una categoria quale quella di operatori del commercio come gli ambulanti, sia un segno di giustizia, specialmente nel caso di Piazza Navona, in cui oltre al fattore economico, è in ballo la conservazione e promozione di tradizioni proprie della nostra cultura nazionale, ancor più, quando rappresenta una occasione di divertimento rivolta ai bambini”.

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