Basket femminile, C.U.S Roma promosso in serie B

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Cus Roma Basket Femminile
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Evidentemente era destino. 7 novembre 2015: il C.U.S. Roma esce sconfitto dalla trasferta sul campo della Smit Roma e inizia male il suo cammino in Serie C, disputando forse la sua peggior partita stagionale. 14 maggio 2016: le ragazze di coach Mancini espugnano per la seconda volta consecutiva il PalaTellene e conquistano la promozione in Serie B, un traguardo assolutamente impronosticabile ai nastri di partenza della stagione e raggiunto proprio nel luogo in cui tutto ebbe inizio, poco più di 6 mesi fa. La vittoria nasce ben prima di scendere in campo, all’interno dello spogliatoio, dove non c’è traccia di influssi negativi dovuti al contraccolpo psicologico per la bruciante sconfitta in gara 2, ed è un fattore che si rivela determinante sul parquet: dopo 10 minuti iniziali di sostanziale equilibrio, il CUS cambia marcia nel secondo quarto, con un mega parziale di 13-0 che permette di toccare anche la doppia cifra di vantaggio e di arrivare all’intervallo avanti di 9 lunghezze. Nella seconda parte di gara le padrone di casa cercano disperatamente la rimonta, ma arriveranno al massimo a -4 (36-40 a 3 minuti dal termine), perché i tiri liberi nel finale non fanno altro che incrementare il margine di sicurezza delle cussine, che al suono della sirena possono finalmente liberare tutta la loro gioia, al termine di una stagione assolutamente indimenticabile. Una stagione in cui il CUS è sopravvissuto a ogni genere di difficoltà: è sopravvissuto a 4 sconfitte, una più bruciante dell’altra,  riuscendo sempre a rialzarsi con una vittoria; è sopravvissuto a partite maledette, in cui nulla sembrava andare per il verso giusto, ma comunque concluse vincendo; ed è sopravvissuto anche alle grandi  prestazioni individuali di alcune avversarie, riuscendo a rendere vane le escursioni oltre quota 20 punti di Trucco (UISP, 25 punti), Policari (Albano, 23) e Rosati (Fondi, 21), tutte verificatesi all’interno della striscia di 12 vittorie consecutive delimitata dai 2 k.o. interni contro la Smit. Delle 21 partite disputate dalle ragazze di coach Mancini, alcune hanno rappresentato dei veri e propri punti di svolta, crocevia fondamentali in cui un risultato diverso avrebbe compromesso il cammino verso la Serie B: all’interno della regular season, le due gare consecutive nel girone di ritorno contro UISP XVIII e Virtus Albano, la prima vinta con un cuore infinito e con sole 8 giocatrici a disposizione, la seconda decisiva nella rincorsa al secondo posto; nei playoff, sicuramente il successo al cardiopalma nell’esordio contro la Virtus Seger, quando un super terzo quarto mise a posto le cose ed evitò una sconfitta sanguinosa; in finale, poi, i due capolavori confezionati in casa della Smit, in una serie fisicamente ed emotivamente massacrante (un dato su tutti: 120 liberi tirati dal CUS in 3 partite) contro una squadra che arrivava alle finali con appena 2 sconfitte all’attivo, peraltro maturate in partite ininfluenti ai fini della classifica. È stata una stagione fantastica per tutti nell’ambiente CUS, dalla dirigenza allo staff tecnico, fino a loro, le protagoniste assolute, che citiamo singolarmente: LAURA CERANI – Il capitano, tra le più costanti nel rendimento offensivo, il suo secondo tempo di gara 3 è l’esemplificazione perfetta del concetto di “prendersi la squadra sulle spalle”; GINEVRA COLUCCIO – Miglior realizzatrice, inarrestabile a rimbalzo, chiude la sua serie finale con una doppia-doppia di media; STEFANIA CUOCO – Capacità di gestione palla, tanto lavoro sporco in difesa sulle guardie avversarie e tiri dall’arco sempre temibili. ; ANASTASIA FURONE – Può un playmaker che segna, serve assist e recupera palloni con continuità catturare anche 15 rimbalzi in una partita? Chiedete a lei; MERY MAGLIANO – Polivalente come poche altre, fornisce regolarmente punti, rimbalzi, assist, recuperi e qualche stoppata tanto per gradire, senza dimenticare il lavoro difensivo; LAURA MARTINA – Difende contro avversari di qualunque taglia, un’energia e un cuore immensi, buona parte del successo in casa UISP di cui sopra è il suo; GIULIA NECCI – Presenza fondamentale sotto entrambi i tabelloni, tanto in attacco quanto in difesa.  Passa l’intera serie finale a sgomitare in area uscendo sempre vincitrice e annullando le lunghe avversarie; MARTINA SALVAREZZA – Il contropiede fatto persona, velocità e tecnica di base eccellenti, pericolosa al tiro in ogni situazione, mette spesso e volentieri la museruola ai playmaker avversari; CAMILLA SAPIA – Per la serie “I punti non sono tutto”, tanto poco appariscente in attacco quanto tremendamente efficace a rimbalzo, soprattutto in area avversaria. I 16 catturati in gara 3 sono il degno coronamento della sua stagione; MARTINA VENTURA – La più giovane del gruppo, molta presenza in attacco, anche nei momenti più difficili, e sempre grande aggressività in difesa contro chiunque; MARGHERITA VEROLI – Serve un’iniezione di freschezza ed energia alla partita? Ecco la persona giusta. Espressione massima: secondo tempo di gara 1 della finale. Infine il coach, VALTER MANCINI, anche lui decisivo nel cambiare le partite in corsa e nel prepararle alla perfezione e con le giuste motivazioni durante la settimana, alla fine di gara 3 ha rivolto il suo primo pensiero verso l’alto: “Vorrei dedicare questa vittoria a mio padre, che ho perso da poco. È stato molto importante per me, senza di lui non sarei qui e non avrei mai raggiunto questo grandissimo traguardo”. Evidentemente anche da lassù qualcuno ha voluto che in Serie B andassero le nostre ragazze, e per ultima MANUELA GAMBA, grande preparatrice atletica, sempre presente, con il giusto premio della promozione in SERIE B.

SMIT ROMA – C.U.S. ROMA               40 – 52

(10-8 / 6-17 / 11-8 / 13-19)

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