Basta tagli alla sanità che hanno distrutto il territorio

Si sono ritrovati in piazza a Velletri per discutere di sanità locale, regionale e non solo, cittadini e comitati, su iniziativa del Coordinamento velliterno di Uniti per la Sanità Pubblica

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Ludovica Di Ridolfi

Nel pomeriggio di Sabato 11 Luglio si è tenuta a Velletri, in piazza Mazzini, una partecipata manifestazione promossa da “Uniti per la Sanità Pubblica – Coordinamento di Velletri”, vertente appunto i temi della sanità, locale, regionale e non solo.

Il Coordinamento, composto da giovani ragazzi e ragazze, è nato al fine di promuovere una serie di iniziative su vari temi di interesse pubblico, ma quella di sabato è stata la prima uscita pubblica inerente la sanità, nata dai social e finita in piazza.

“L’emergenza Covid – ci dice Ludovica Di Ridolfi, 23 enne veliterna tra i principali animatori del Coordinamento – sta facendo emergere tutte le criticità del nostro sistema sanitario, che da anni erano presenti ma mai troppo prese in considerazione. L’invadenza del privato rispetto al pubblico per quanto riguarda i servizi sanitari, l’impoverimento della sanità territoriale, attraverso lo smembramento dei presidi ospedalieri sul territorio e la riduzione del personale, sono solo i principali fattori che la pandemia ha evidenziato ma che già prima stavano distruggendo la qualità del servizio per cittadini ed operatori. E’ vero – continua Ludovica – che negli ultimi anni i tagli ai bilanci della sanità sono dovuti ai debiti, ma ora è giunto il momento di invertire la tendenza, tornando ad investire sulle strutture e sul personale”.

Durante la manifestazione, a cui hanno aderito e partecipato molte realtà attive sul fronte della tutela del diritto alla salute, sia ai Castelli Romani che in altri territori della Regione Lazio, non sono mancati riferimenti e spunti sul destino dell’Ospedale Paolo Colombo di Velletri: “Vogliamo interrompere l’emoralgia di reparti e ripristinare quelli che una volta rappresentavano una vera eccellenza. Potenziare le strutture territoriali significa aiutare anche Roma, che vedrebbe decongestionato l’afflusso di pazienti verso le strutture cittadine, se in Area Metropolitana ci saranno punti di riferimento qualitativamente significativi”.

Il Comitato non esaurisce la monilitazione con il confronto di Sabato, ma intende avviare tra i cittadini della Asl Roma 6, una raccolta di segnalazioni su cui intervenire che sarà consegnata nelle mani del Direttore Generale della Asl stessa.

 

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