Borelli diserta Consiglio Comunale, grave vulnus per Istituzione

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Massimiliano Borelli - consigliere Città Metropolitana
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Massimiliano Borelli – Presidente Consiglio Comunale di Albano Laziale

EDITORIALE – Le apparenze farebbero pensare ad una farsa, l’ennesimo tentativo di spallata finito al traumatologico per gli assaltatori. Invece, purtroppo, la scena del Consiglio Comunale di Albano disertato da metà dei consiglieri e dal Presidente del Consiglio rappresenta un salto di qualità, in negativo, dello scontro politico in città. Negli anni abbiamo accuratamente evitato che queste pagine si proponessero come grida manzoniane, luoghi abbandonati al qualunquismo ed allo sfascismo: proprio per questi motivi siamo qui oggi a stigmatizzare quello che è stato un gravissimo atto irrispettoso verso le Istituzioni posto in essere da colui che è stato chiamato a rappresentarle ed a chi ne ha spinto la mano. Non importa se il tentativo di sfiduciare il Sindaco, qualora ci fosse stato, avesse raggiunto il suo scopo o meno, ciò che importa è che all’interesse di una fazione, il centrosinistra di Albano ha piegato una Istituzione. Tra le tattiche politiche esiste anche quella della cosiddetta “sedia vuota”, ossia il non presentarsi in aula per rimarcare la contrarietà o l’alterita ad un atto o ad una situazione specifica. Certo, solitamente a porre in essere simile comportamento sono le opposizioni, ma a volte, rare a dire il vero, anche le maggioranze hanno scelto questa via. Una scelta politica discutibile ma legittima quella del Partito Democratico, di Rifondazione Comunista e Italia dei Valori, di non presentare in aula i propri rappresentanti onde rendere nulla la seduta convocata. Si potrebbero ricordare le aspre critiche che proprio dal centrosinistra nazionale tuonarono allorquando il centrodestra abbandonò gli scranni di Montecitorio al momento del voto di alcuni provvedimenti importanti negli scorsi anni, ricordiamo il voto finale in occasione della legge finanziaria del 1996 (quella dell’entrata nell’Euro), quando solo i capigruppo delle opposizioni del tempo restarono sui banchi del Parlamento, ma tantè, la polemica politica non prevede una memoria che arrivi più in la  di 18 ore. Si può ammettere anche l’assenza, come nel caso di ieri, del Primo Cittadino, anche se già qui il terreno si fa più scivoloso, perchè il Sindaco dovrebbe, per stile e responsabilità, ergersi al di sopra dello scontro di parte, ma sappiamo che non sempre lo stile si coniuga con l’opportunità, pertanto anche questo non lo biasimiamo. Cosa che per noi, e crediamo lo debba essere per tutti, è inaccettabile, è l’assenza, o forse la diserzione, della seduta, da parte del Presidente del Consiglio Comunale. Colui o colei che presiede una assemblea pubblica elettiva: Camera, Senato o Consiglio Comunale poco importa, dovrebbe tenere a mente, specialmente nei momenti in cui lo scontro politico raggiunge il suo acme, di non rappresentare in alcun modo una parte ma l’intera assemblea e, con essa, tutta la città, maggioranza e opposizione, coloro che tra i cittadini sostengono l’operato dell’amministrazione e coloro che ne criticano o avversano l’azione. Avete mai visto un Presidente della Camera che deliberatamente manda deserta una seduta dell’organo che esso presiede sol perchè a deciderlo è stata una parte delle componenti politiche dello stesso, o peggio il governo? Come potrebbe quel Presidente, il giorno dopo una azione simile tornare ad essere super partes come imporrebbe il suo ruolo? Auspichiamo pertanto una seria ed approfondita riflessione da parte del Presidente Massimiliano Borelli in merito al suo comportamento di giovedì 6 febbraio, traendone le opportune conseguenze. Non siamo tra coloro che nutrono preconcetti sul suo operato, ne tantomeno ci siamo mai prestati ad operazioni strumentali in passato verso di lui, ma in questa occasione si è introdotto un pericoloso precedente che, a parer nostro, non può passare sotto silenzio. Il Consiglio Comunale è la casa dei cittadini, ne contiene e governa le ansie, i bisogni e le aspirazioni, esso è una Istituzione della città e, come tale va preservata dagli scontri di fazione, cosa che, il Presidente Borelli nell’ultima occasione non ha fatto, anzi, si è prestato ad una operazione di parte. Questo pone un problema politico più che regolamentare, perchè la separazione tra Istituzioni e chi all’interno di esse vi agisce è l’anima della politica e della democrazia.

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