Cake design, i pasticci di Molly Coppini

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Eleonora "Molly" Coppini
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Eleonora “Molly” Coppini

Il cake design entra nell’esistenza di Eleonora “Molly” Coppini sei anni fa e diventa protagonista assoluto della sua vita professionale che, fino ad allora, aveva percorso sentieri artistici totalmente estranei al mondo della pasta da zucchero. Due anni in cui la vita di un art director impegnata nella ideazione grafica di progetti editoriali si trasforma in una splendida avventura che di giorno in giorno propone nuove sfide.

Lo stile originale di Molly ispirato al mondo manga ha subito decretato il suo successo nato da prima in rete, grazie ad una pagina Facebook frequentatissima, per poi diventare contatto con il mondo reale attraverso corsi tenuti in tutta Italia e tour all´estero che l´hanno condotta per lunghi periodi anche in Asia dove i suoi fan sono tra i più calorosi e la televisione con la sua partecipazione settimanale a “La Prova del Cuoco” su Rai1. E poi i libri, due dei quali sono nati da collaborazioni artistiche internazionali. Il primo con Charuca, illustratrice spagnola dallo stile irresistibile, e l´ultimo, “Molly & Jasmine”, uscito a maggio del 2013, in cui Molly e la pittrice americana pop-surrealista Jasmine Beckett-Griffith ci conducono in un mondo fatato, popolato da creature surreali.

Da Art Director a Cake Designer di fama internazionale, all’età di 30 anni hai scoperto questo talento, come ci sei riuscita?

“In realtà sapevo di avere una manualità piuttosto innata, fin da bambina mi divertivo a creare con il pongo o con altri materiali come l’argilla, realizzando vasi o altre piccole sculture, fino a quando ho avuto la fortuna di conoscere la pasta di zucchero. Era il 5 gennaio, giorno del compleanno di mia madre, quando decisi di realizzare per lei una torta con una befana in un pentolone, ispirata ovviamente dall’imminente Epifania. Misi le foto su Facebook e da lì tutto ebbe inizio…Ad oggi la mia pagina Facebook, I Pasticci di Molly Coppini ha raggiunto circa 400.000 followers, un cambiamento di vita inaspettato e repentino che nel giro di pochi mesi mi ha piacevolmente travolta”;

Dopo quanto tempo da questa scoperta hai lasciato il tuo lavoro?

“Devo premettere, che amavo molto il mio vecchio lavoro, sono una persona fortunata che non si è mai svegliata la mattina dicendo: “Oddio, devo andare a lavorare!”. Per 15 anni, ho lavorato per il Circolo Omosessuale Mieli, trovando un ambiente meraviglioso e coeso, ero davvero una bimba quando ho cominciato e sono stata accolta con l’affetto di una vera famiglia, ero la loro Mollichina, da cui deriva il mio attuale soprannome Molly.

Inizialmente rimasero sconvolti quando decisi di dare le dimissioni, credevano fossi impazzita e proprio per questo aspettarono un po’ di tempo prima di convalidare il licenziamento.

Nel giro di 3 mesi avevo abbandonato il mio lavoro e dopo altri tre mesi anche mio marito Alessandro, lasciava la sua consolidata occupazione nel mondo del Food per lavorare al mio fianco in quella che sembrava essere un’impresa bellissima ma altrettanto folle, un vero salto nel vuoto”;

Il tuo successo ha avuto inizio da Facebook, quali sono state le prime richieste?

“Fin da subito mi è stato chiesto di realizzare torte per occasioni specifiche, quali compleanni, matrimoni, battesimi e quant’altro ma al tempo stesso scoprivo che fare delle creazioni su richiesta non era quello che più mi piaceva fare, bloccava il mio concetto d’arte, a me piace dare e condividere con gli altri e nell’insegnamento avrei dato libero sfogo a questa miaesigenza. Così ho creato un gruppo privato su Facebook per organizzare a Roma, la mia città, un evento per trasmettere le nozioni di Cake Design che da poco avevo acquisito. Si presentarono circa 12 persone e fu una giornata memorabile, ancora dovevo scoprirmi come insegnante, quello che provai ed i risultati che ottenni mi diedero conferma che quella era la strada giusta per me.

Adoro insegnare e seguire i miei allievi nei loro percorsi artistici, è la condivisione di una passione che per molti diventa una vera e propria professione.

In un momento di immobilità economica come quello che viviamo, pensare che la mamma o la nonna di famiglia riescano a tirar fuori un lavoro da un hobby, mi riempie di gioia”;

Cosa ti ha avvicinato allo stile manga?

“Qui torniamo al passato, sono del 1979 e sono cresciuta con i cartoni animati giapponesi e me ne sono davvero innamorata,da Lady Oscar a Candy Candy, il mondo di questi cartoon mi ha influenzata fin da subito, le figure morbide e tondeggianti dei manga mi attirano da morire”;

Tiziana Foschi ha scritto di te che riesci a tirare fuori i desideri prima che diventino rimpianti, cosa ti ha spinto a credere fino in fondo in questo sogno e a lasciare il certo per l’incerto?

“Credo sia proprio un approccio alla vita, io me la sono sempre goduta, vivo e penso solo all’oggi e non preoccuparmi del futuro mi dà il coraggio di vivere alla giornata, favorendo un’esistenza molto più semplice”;

Non hai mai avuto paura?

“Mai. Neanche un istante. Le volte che ho pensato …d se non va? Mi sono sempre risposta che avrei fatto qualcos’altro, credo ci sia sempre un’alternativa e che questa sarà ancora meglio dell’altra.

Bisogna avere un grande ottimismo e circondarsi di persone che ne abbiano altrettanto, come mio marito Alessandro che mi ha sempre appoggiata in tutte le mie scelte, noi due siamo rimasti un po’ bambini, ci buttiamo nelle cose come due incoscienti.

Dovremmo sempre fare quello che ci piace, se ognuno facesse quello che davvero ama, vivremmo in un mondo più sereno e felice e non ci sarebbero tutti questi orrori che viviamo adesso.

Non tutti sono così fortunati da riuscire a trovare quello che gli piace davvero.

Purtroppo quest’aspetto dipende molto dalla famiglia. Mia madre mi ha sempre lasciata molta libertà nel seguire le mie inclinazioni naturali senza cercare di correggerle. Non si preoccupava dei voti a scuola ma era contenta dei risultati che ottenevo in qualsiasi ambito soprattutto in quello artistico e sportivo, infatti ero molto portata per il tennis e lei era felice per questo.

La famiglia per me è importantissima e sto cercando di crescere i miei figli con gli stessi criteri con i quali sono stata cresciuta io”;

La creazione più complicata che hai realizzato?

“In realtà, di molto difficile per me non esiste nulla, se è qualcosa in cui credo e che mi piace, di solito riesco sempre. Niente è impossibile! Magari sfrutto una strategia che mi aiuta molto a semplificare le difficoltà e a non vederle come tali, pensando ad una delle figure più complesse da realizzare, già la immagino scomposta in tante facilissime parti.

Ho creato un elefante che spruzza acqua a due bambini in una vasca da bagno, solo a dirlo sembrerebbe impossibile invece ho insegnato a farlo anche ai miei allievi quindi ho dimostrato che è fattibile e non solo per me“;

Sei mamma di 3 bambini, come riesci a destreggiarti tra lavoro e famiglia? I tuoi figli ti sono mai d’ispirazione?

“Anche in questo caso, volere è potere! Ho sempre voluto che i miei figli crescessero insieme ai loro genitori, infatti siamo da poco tornati da un tour in Sudamerica di 5 mesi, avrei potuto lasciarli con i nonni ma come ho detto amo condividere queste esperienze meravigliose insieme a tutta la mia famiglia e far scoprire ai miei figli sapori, colori e culture diverse. Tutti mi domandano come facciano i bambini con la scuola, loro fanno Homeschooling, studiano insieme a noi e quando siamo in Italia hanno a disposizione degli insegnanti privati, inoltre viaggiando in continuazione sanno già diverse lingue e devo ammettere che spesso e volentieri mi fanno da traduttori.

I miei figli mi sono sempre d’ispirazione, le mie creazioni nascono dal quotidiano, sono ispirata da tutto quello che vedo, che annuso, che tocco e che mi circonda e loro sono sempre intorno a me”;

Molti ragazzi, soprattutto in questi tempi, gettano la spugna molto prima di realizzare un sogno o peggio neanche ci provano, potresti spiegargli perché vale la pena tentare senza arrendersi mai?

“Bisogna assolutamente credere in quello che si ama e dedicarcisi, quando svolgevo il mio vecchio lavoro, spesso lavoravo anche di notte, avevo già due figli e quando si svegliavano mi trovavano ancora operativa, non facevo altro che vestirli, mandarli a scuola e rimettermi a lavoro.

Dal mio punto di vista, quando si ama davvero un qualcosa, è impossibile rinunciarci e se accade vuol dire che non ci piaceva poi così tanto o che non la desideravamo così ardentemente.

Se vogliamo non possono esistere ostacoli, tempo, soldi, ecc., in qualche modo si fa, il tempo lo si trova…Sarebbe come rinunciare alla vita, che si vive a fare se non si fa quello che ci piace? E’ vero che ci sono persone che stanno male e che vivono adattandosi ma si può e si deve cambiare. Bisogna avere il coraggio di crederci”;

Quali sono i tuoi prossimi progetti e corsi in programma?

“Mi aspetta un tour mondiale molto importante, tre mesi in Australia, tre in Sudamerica ed altrettanti in Asia e in Giappone. Ne approfitto per lanciare un appello, grazie al cake design ho girato quasi tutto il mondo ma il continente africano è quello che ho visto meno di tutti e che invece mi interesserebbe molto, sperando che qualcuno colga questo messaggio continuo a coltivare questo desiderio aspettando l’Africa”;

Cos’è l’arte?

“Potremmo parlarne per ore. L’arte è qualcosa di molto individuale, dipende da uno stato d’animo, dipende da una serie di motivi estremamente personali. Un critico d’arte, prima di giudicare un’opera dovrebbe conoscere profondamente l’artista che c’è dietro. L’arte è una persona, è quello che sei veramente, tutti siamo artisti e può manifestarsi in tanti ambiti diversi, nella musica, nello sport, nella pittura ma anche nel modo di camminare e di vestirsi”.

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