Carlisport Cogianco, intervista a Pablo Arlan Vieira

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Vieira (Foto Bocale)

IL GRANDE EX VIEIRA: «RISPETTO PER CORIGLIANO, MA ORA HO LA TESTA QUI»

Vincere. E poi sbirciare i risultati delle altre per capire se dentro l’uovo di Pasqua si possa trovare la bellissima sorpresa dei play off scudetto. Per la Carlisport Cogianco può essere già tempo di verdetti visto che ai castellani del neo presidente Giannini mancano appena due gare ufficiali da giocare in questa stagione regolare: sabato alle ore 18.00 si torna al PalaCesaroni di Genzano (anche se a porte chiuse) per la sfida al Corigliano, poi la settimana successiva si chiuderà a Latina anche se la serie A andrà avanti altri due turni in cui la Carlisport Cogianco sarà spettatrice obbligata.

La prossima sfida, la prima dopo la breve pausa per le Nazionali, non potrà essere una partita come le altre per Pablo Arlan Vieira, per tutti “Japa”, fresco e grande ex dell’incontro. «Durante la sosta ci siamo allenati bene – spiega il pivot classe 1990 –, la squadra è serena e in fiducia considerando il modo in cui siamo usciti, a testa alta, dalla Coppa e la bella vittoria nel derby con la Lazio. Sappiamo che per la partecipazione ai play off scudetto dipende solo da noi e vogliamo fare il massimo in queste due gare».

Inevitabile chiedergli che sensazioni prova nel ritrovare, per la prima volta, la sua ex squadra. «Ho lasciato tanti amici lì, sono stato davvero molto bene – dice Vieira -, ma ora sono un giocatore della Carlisport Cogianco e darò tutto me stesso per questa maglia. La mia reazione se dovessi segnare? Prima fatemi fare gol, poi vedremo – sorride il pivot – Comunque mi hanno chiamato alcuni amici del Corigliano raccomandandosi di non segnare sabato, ma come detto devo pensare al bene della mia attuale società e in ogni caso il mio rispetto e la riconoscenza nei confronti di quella società non cambieranno dopo questa partita. Tecnicamente sarà una sfida difficile perché troveremo una squadra agguerrita che si difenderà in maniera attenta: ci vorrà una grande pazienza, ma alla fine dovremo far valere il nostro miglior tasso qualitativo».

L’ultima riflessione è sulla possibilità di tornare a giocare al PalaCesaroni, anche se a porte chiuse.

«Un peccato, per me sarà la prima volta e la sensazione sarà strana perché noi giochiamo anche per dare spettacolo e far felice la nostra gente. Ma non ci faremo distrarre dal contesto: dobbiamo pensare solo ai tre punti».

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