Carrarecce, il sindaco D’Acuti fa il punto della situazione

Carrarecce, parla il sindaco D'Acuti: “Problematica complessa e molteplici responsabità: serve uno studio idrografico dell'intero bacino"

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Fabio D'Acuti in Città Metropolitana

CARRARECCE, D’ACUTI: “PROBLEMATICA COMPLESSA E MOLTEPLICI RESPONSABILITÀ: SERVE UNO STUDIO IDROGRAFICO DELL’INTERO BACINO”

“Naturale conformazione del bacino idrografico, sistema fognario misto, due terzi dell’acqua di superficie del bacino del centro storico sono convogliate su quel versante: Situazione che si è verificata negli ultimi 30 anni, a cui si aggiungono urbanizzazioni abusive che – di conseguenza – hanno di fatto diminuito il terreno drenante. Ecco le principali concause che determinano i gravi disagi, in seguito alle forti piogge. La soluzione non è a portata di mano con la classica bacchetta magica. Solo un approfondito studio, economico e giuridico non solo idrografico, permetterà di risolvere questa criticità”, lo scrive il sindaco di Monte Compatri, Fabio D’Acuti. “La situazione è molto complessa e stratificata nel tempo – aggiunge il primo cittadino monticiano – per questo è opportuno fare un passo indietro. Nel 1999, la cosiddetta zona Pian Quintino fu inserita nelle tavole ‘vincolo Sarno’, cioè inedificabilità assoluta. Pur di salvare il Piano regolatore generale (Prg) del Comune di Colonna, la Regione Lazio finanziò un’opera di centinaia di migliaia di euro, appaltata dalla Comunità Montana, per la realizzazione di una vasca di laminazione delle acque chiare. Grazie a questo, Colonna ottenne lo stralcio di quella tavola dal Piano di Assetto idrogeologico. L’obiettivo era quello di estendere la zona residenziale verso monte. Cosa comporta questo? Quello che vediamo oggi, con i detriti che invadono le strade”. “Se quelle zone erano chiamate via delle Cannetacce e dei Canneti, Fosso del Portone o delle Carrarecce, c’era un motivo ben preciso. Su quel versante insistono quasi 100 abitazioni, di cui meno del 20% regolarmente concessionate, condoni compresi. Spesso queste abitazioni si trovano in prossimità della fine dei fossi naturali segnati su carte catastali, fossi che purtroppo non scaricavano direttamente in quelli più grandi, ma che si disperdevano in terreni a questo destinati ed ora irreparabilmente compromessi”, spiega ancora D’Acuti. “Ora mi chiederete, ma la soluzione? Credo vada fatto uno studio serio ed approfondito da parte di alte professionalità e solo dopo capire quale possa essere una soluzione percorribile giuridicamente ed economicamente. Non ho la bacchetta magica ma questo percorso è già iniziato, invito tutti coloro che si lamentano, accusano, denunciano, polemizzano, di guardarsi indietro e chiedersi se forse, almeno per una parte, le responsabilità non siano condivise con chi ha l’obbligo, giuridico e morale, di trovare una soluzione oggi”, conclude il sindaco di Monte Compatri, Fabio D’Acuti.

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