Caso cinghiali e prossima apertura stagione Caccia, la presa di posizione del consigliere frascatano Claudio Cerroni

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Claudio Cerroni
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Il consigliere comunale di Frascati Claudio Cerroni

Claudio Cerroni, in qualità di delegato alla caccia del Comune di Frascati, si esprime in una “piccola riflessione in vista delle molte polemiche che sicuramente susciterà, come ogni anno, l’apertura della caccia”, che riceviamo e pubblichiamo:

“La Caccia merita rispetto – esordisce così Cerroni. Le aggressioni all’uomo da parte dei cinghiali subite negli ultimi mesi in tutta Italia, da Nord a Sud, sono state più di una decina, con feriti più o meno gravi; emblematico l’evento di Cefalù dove un anziano di 77 anni, Salvatore Rinaudo, ha perso la vita dopo esser stato attaccato da un cinghiale fuori dalla propria abitazione. Che la popolazione di cinghiali in Italia abbia raggiunto dimensioni allarmanti è un dato di fatto, si tratta di oltre un milione sul territorio nazionale. Se alla decina di attacchi all’uomo sommiamo le centinaia di incidenti stradali che provocano i cinghiali sulle strade, con attraversamenti repentini della carreggiata, ci rendiamo presto conto che le cifre diventano drammatiche. Infine, ai danni fisici si devono sommare i danni economici, Coldiretti stima che il proliferare senza controllo degli animali selvatici ha causato nel 2014 un totale di danni pari a 100 milioni di euro tra distruzione dei raccolti agricoli, danni a persone, mezzi e animali domestici. Negli strati più responsabili del mondo degli ambientalisti – contunua il delegato all’agricolura, caccia e pesca del Comune di Frascati – si stanno superando molte delle incomprensioni di un tempo, alla luce anche dei grandi cambiamenti che si sono verificati in questi ultimi anni e che hanno visto, ormai in quasi tutta Italia, i cacciatori svolgere per conto delle amministrazioni provinciali un ruolo insostituibile di controllo sulle specie di ungulati, oramai così diffusi sul territorio, da costituire un serio problema non solo per l’ambiente, le colture, ma anche per le altre specie meno versatili. Stanno cadendo, proprio per il nuovo corso dell’attività venatoria che viene intesa sempre di più come gestione della fauna selvatica, le incomprensioni che nel passato hanno contrapposto ambientalisti, cacciatori e agricoltori. Alla luce di tutto ciò è inaccettabile che si continuino, invece, a leggere articoli che demonizzano i cacciatori, è folle che ogni apertura della caccia venga da alcuni rappresentata come un’azione di guerra al confronto della quale i bombardamenti del Bomber Command della Royal Air Force sui cieli di Berlino, durante la Seconda Guerra Mondiale, possono considerarsi semplici esercitazioni o giochi da ragazzi. Gli Animalisti Italiani Onlus – prosegue Claudio Cerroni – hanno chiesto al Governatore Zingaretti e a tutti i partiti, di maggioranza e opposizione, di non anticipare l’apertura della caccia definendola una “inutile strage”. Nei paesi Europei la caccia è regolamentata da una direttiva comunitaria alla quale tutti si attengono. Secondo la legge 157/92 la caccia è consentita da agosto a febbraio. Le date sono stabilite dalle Regioni in base al parere non vincolante dell’Ispra. Di consuetudine, ormai da anni, si caccia dalla terza domenica di settembre alla fine di gennaio, differenziando per specie le date di apertura e chiusura. Di fatto questa decisione lascia fuori alcuni tipi di caccia tradizionale di alcune specie migratorie e alla luce di ciò è stata chiesta una pre-apertura sempre nei limiti consentiti dalle norme. Sono sicuro – ancora Cerroni – che l’Assessore Regionale all’agricoltura, caccia e pesca, Sonia Ricci, saprà ben valutare, sulla base dei pareri raccolti, se l’anticipo o meno dell’apertura della caccia possa ledere alcune specie in via di estinzione, non credo ci sia bisogno di fare pressioni in un verso o nell’altro, ma ribadisco la necessità di evitare la demonizzazione dei cacciatori.

Ѐ importante rispettare il cacciatore perché:

  1. il cacciatore svolge le funzioni dei grandi predatori ormai scomparsi;
  2. il cacciatore lavora tutto l’anno per contribuire a mantenere e migliorare l’ambiente e per questo è anche disposto a spendere di tasca sua;
  3. dove la caccia è stata proibita sono esplose epidemie, alcune specie si sono moltiplicate a danno di altre meno versatili e si sono rivelate un vero flagello per le colture.

Lo dicono gli studi indipendenti di enti come Bird Life International, la fauna selvatica – si avvia alla conclusione il delegato alla Caccia del Comune di Frascati – è messa a rischio soprattutto dalle attività “normali” dell’uomo come la perdita di territorio, l’inquinamento, la disattenzione per l’ambiente frutto di urbanizzazione dilagante, e non da una caccia moderna esercitata secondo regole certe e principi di conservazione dell’ecosistema.

Nel cantone di Ginevra la caccia, demonizzata, è stata interdetta da un referendum popolare, il risultato è che adesso vengono spesso impiegati i militari per limitare i capi in sovrannumero. Questo chiaramente comporta un costo aggiuntivo a carico dello Stato che forse la ricca Svizzera non ha difficoltà a sostenere, cosa ben diversa potrebbe essere per l’Italia.

Quindi rispettiamo quei cacciatori responsabili che vivono correttamente l’ambiente e la natura nel pieno rispetto delle leggi e dei principi scientifici fondamentali della sostenibilità del prelievo. Poiché, svolgono un’attività che è possibile esercitare solo per pochi giorni l’anno, ma in nome della quale, spesso e volentieri, lavorano per i restanti giorni in prima persona gestendo l’ambiente, la fauna e il territorio attraverso un volontariato gratuito, provvedendo  – conclude il delegato Cerronicosì al mantenimento e al ripristino della biodiversità senza alcun aggravio per lo Stato” così Claudio Cerroni, consigliere comunale e delegato ad agricoltura, caccia e pesca del Comune di Frascati.

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