Castel Gandolfo, polemiche sulla nomina di 4 ispettori ambientali

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Castel Gandolfo, nominati quattro ispettori ambientali, ma secondo il Circolo Fdi Giorgia Meloni “c’è qualcosa che non va”

Ebbene sì, molto probabilmente nella mente di chi nel dicembre del 2016 presentò in Consiglio Comunale il “Regolamento per l’istituzione della figura dell’Ispettore Ambientale”, vi era l’intenzione di fornire un valido supporto (tutto “a gratis” e senza prevedere nemmeno un piccolo rimborso spese di carburante) alle attività di accertamento e contestazione degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione delle norme regolamentari comunali sullo smaltimento dei rifiuti, ma purtroppo non è andata così. Pensavamo che con l’istituzione degli Ispettori Ambientali Volontari il Comune avesse messo in campo delle figure in grado di fornire un valido ed efficace supporto alle forze di polizia locale e, di conseguenza, dare un ulteriore contributo al contrasto dell’inciviltà che risiede all’interno di un particolare genere umano, ma purtroppo non è andata così. Immaginavamo che, con l’acquisto e la messa in opera di cinque fototrappole, di aver ulteriormente fatto un passo in avanti sulla prevenzione e repressione dei reati ambientali di cui viene fatto oggetto molto spesso il nostro territorio, ma anche in questo caso non è andata così. Oggi, con la pubblicazione di quattro decreti di nomina a Ispettore Ambientale Volontario, si chiude definitivamente un altro triste capitolo di questa Giunta, di questa maggioranza. Una maggioranza oramai abusiva, perché con la recente uscita dell’attuale Presidente del Consiglio, Marta Toti, e dall’ex Assessore Bruno Camerini, non detiene più il 51% dei consensi che l’11 giugno 2017 ha dato il via al secondo mandato di Milvia Monachesi. Quanti cittadini pensavano, immaginavano, che questa amministrazione avrebbe portato dei cambiamenti alle vite di alcuni di loro? Quanti cittadini pensavano, immaginavano, che vi fosse qualcosa di diverso dai primi cinque anni trascorsi nel NULLA più completo? Oggi abbiamo scoperto che la figura dell’Ispettore Ambientale Volontario non è altro che un ennesimo bluff, una semplice “figura”, un’ombra stampata sul terreno reso arido dal sole cocente dell’estate castellana. Una figura che, a differenza di quanto descritto dal Regolamento e dal Decreto di nomina, non può rivestire la qualifica di pubblico ufficiale ai sensi dell’art. 357 del c.p. né tantomeno può accertare, contestare e redigere verbali di violazioni amministrativa di cui alla Legge 689/1981. Infatti da quanto si legge in una nota del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, “l’istituzione della figura di Ispettore ambientale non trova fondamento nella specifica disciplina dettata in materia di smaltimento dei rifiuti di cui al D. Lgs. Nr. 152/2006, né in altra normativa statale” […].  Per quanto attiene agli ambiti operativi dei suddetti ispettori ambientali agli stessi non possono essere riconosciutile funzioni di controllo e accertamento degli illeciti commessi in violazione del regolamento comunale in materia di rifiuti urbani tenuto conto che tali funzioni rientrano nella sfera delle funzioni pubbliche di polizia amministrativa locale, riconosciute esclusivamente in capo agli addetti al Servizio e/o al Corpo di polizia municipale dei Comuni singoli o associati”. La nota continua sottolineando “che la possibilità di riscontrare ed elevare sanzioni compete esclusivamente ai soggetti incaricati di particolari attività di vigilanza espressamente regolamentate da leggi statali o regionali, quali, ad esempio, la vigilanza venatoria ecologica ed ambientale, ittica e zoofila”. Quindi, ad avviso del Ministero dell’Interno, “l’ispettore di vigilanza ambientale può essere destinato solo a segnalare agli addetti ai servizi e/o corpi di polizia municipale le eventuali irregolarità riscontrate durante il servizio, affinché questi ultimi possano porre in essere gli interventi di competenza in materia di polizia amministrativa” e tutto ciò non è stato riportato in chiare lettere né sul Regolamento di istituzione della figura dell’Ispettore Ambientale (che secondo il nostro parere dovrà essere necessariamente modificato) né nel decreto sindacale firmato dal Sindaco di Castel Gandolfo e notificato ai diretti interessati. Questa politica continua a collezionare fallimenti su fallimenti e mentre l’Amministrazione Monachesi pensa di destinare l’area delle ex Tribune Olimpiche a parcheggio a pagamento, continuando così ad anteporre lo stato di salute delle casse comunali alla sicurezza e alla salute pubblica, il Circolo “Giorgia Meloni” di Fratelli d’Italia chiede a gran voce di riqualificare l’intera area destinandola a presidio sanitario mobile con possibilità di sosta di una unità di pronto soccorso con annessa piazzola di atterraggio di eliambulanza”. Lo dichiara il Presidente del Circolo Fdi di Castel Gandolfo Giorgia Meloni Fabio Angeletti

 

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