Castel Gandolfo, pontile del lago demolito

Castel Gandolfo, pontile del lago demolito. A rischio attività atleti disabili. Desideri (Aisa): "Non abbiamo ancora nessuna concessione demaniale"

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Dall’Agenzia di Stampa Dire – www.dire.it – Non vede ancora luce la vicenda che coinvolge l’Aisa, l’Associazione italiana per la lotta alle sindromi atassiche, il Comune di Castel Gandolfo e la Regione Lazio. “Dopo anni di rimpalli e’ ancora tutto fermo”, spiega Filiberto Desideri, direttore sportivo Aisa Sport di Castel Gandolfo, intervistato dall’agenzia Dire. L’Associazione si occupa da quindici anni di far praticare canoa a ragazzi con disabilita’ nel lago di Castel Gandolfo, e lo scorso 29 ottobre e’ stata costretta a demolire alcune sue strutture, appartenenti a un dismesso impianto sportivo, a causa di un’ordinanza comunale. La giornata e’ stata chiamata appunto ‘Demolition day’ e ha raccolto il sostegno del presidente storico onorario dell’Aisa, Carlo Rossetti, del presidente dell’Aisa Castel Gandolfo, Massimo Cecchetti, del presidente dell’Aisa regionale, Giovanni Mennilli, e del consigliere nazionale della Federazione canoa, Gennaro Cirillo. “L’area in cui svolgiamo le nostre attivita’ ci e’ stata data in completa gestione nel 2002, poi la concessione demaniale e’ tornata di competenza della Regione, e dal 14 agosto 2017 di nuovo di competenza del Comune. Noi di fatto, la stiamo ancora aspettando”. Ma perche’ e’ arrivata l’ordinanza che prevedeva la demolizione delle strutture? “Non so nemmeno se sia possibile definirle strutture- ha risposto Desideri- cio’ che ci hanno fatto rimuovere e’ un piccolo pontile, che non era nient’altro che una passerella di 5 metri di legno usata per far scendere i ragazzi in carrozzina in acqua, delle rastrelliere in cui mettevamo le canoe, un piccolo ufficio di 3 metri per 3 in cui tenevamo i documenti dell’associazione e una tettoia costituita da tre travi di legno e coperta da una busta di plastica, che usavamo per far riparare dalla pioggia i ragazzi disabili che aspettavano l’autobus dopo le attivita’ sportive”. Grazie al centro, adeguato a norma per l’uso da parte di persone disabili, sono arrivate vittorie con la squadra di canoa olimpica e di canoa fluviale e in particolar con la squadre dei ragazzi con disabilita’ del Comitato italiano paralimpico che hanno vinto ad oggi ben 32 Titoli Italiani, 2 Europei, un argento in Coppa del Mondo e un bronzo ai Mondiali. Grazie alla collaborazione di volontari, tecnici o appassionati esperti in varie discipline quali canoa olimpica, canoa fluviale, canoa polinesiana e dragon boat, e’ stato possibile sperimentare la fruibilita’ di queste attivita’ sportive da parte di persone con disabilita’ per handicap fisici o neurosensoriali. “Ci hanno fatto demolire il pontile che rientrava in uno spazio d’acqua di gestione demaniale- ha spiegato ancora Desideri all’agenzia Dire- cosi’ come la tettoia, non essendoci l’autorizzazione del Demanio. Ora la Regione Lazio ha riportato di nuovo in capo ai Comuni le concessioni demaniali, ma la legge non e’ stata seguita dalle linee guida e di conseguenza il Comune ci ha obbligato a demolire ogni struttura. Quello che mi lascia perplesso- ha aggiunto- e’ questo accanimento nei confronti di strutture di fortuna che avevamo creato per i nostri ragazzi. Il nostro sogno e’ sistemare quest’area creando una nuova tettoia e un nuovo pontile”. Desideri precisa che “la nostra Associazione non si e’ mai mossa per interesse personale, ma per l’interesse di tutti. In sede di Consiglio comunale un paio di mesi fa ci e’ stato detto che la prima concessione sarebbe stata la nostra, ma ancora stiamo aspettando. Ci auguriamo davvero di poter continuare a fare la nostra attivita’, e che la concessione arrivi il prima possibile. Al momento- ha concluso- continuo a fare riabilitazione e sport con i ragazzi disabili, sperando che non arrivi mai nessuno a mettere una catena alla nostra Associazione”. Le atassie, o sindromi atassiche, sono attualmente incurabili e colpiscono il Sistema Nervoso Centrale alterando il coordinamento dei movimenti, ma lasciando sana la mente. Solo in Italia colpiscono circa 5mila persone dai 2 ai 70 anni.
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