Castel Gandolfo, Zega si dimette ma emergono nuovi documenti

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Castel Gandolfo
Castel Gandolfo centro storico
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Castel Gandolfo centro storico

Nuovi ed inattesi sviluppi sta trovando in queste ore la vicenda che vede protagonisti in veste di accusatori il Presidente del Consiglio Comunale di Castel Gandolfo Maurizio Colacchi ed il Capogruppo di Democratici per Castello Giacomo Moianetti, e sul banco degli imputati l’Assessore ai lavori pubblici Massimo Zega ed il Sindaco Milvia Monachesi.

Mediante una interrogazione presentata in Consiglio Comunale lo scorso 12 Ottobre, Colacchi e Moianetti chiedevano al Sindaco se rispondesse al vero il fatto che membri della sua giunta, nel caso l’Assessore Zega, noto geometra in città, esercitasse la sua professione sul medesimo territorio, “in violazione delle regole dello Statuto comunale (Art 36 Comma 4), che prevedeva il divieto da parte dei componenti della giunta di esercitare attività professionali nel territorio del Comune da loro amministrato, in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici.

All’interrogazione il Sindaco Milvia Monachesi rispondeva sostenendo che: “A seguito di mia richiesta ho personalmente constatato che nel periodo cui si riferisce l’interrogazione – dal Maggio 2012 al 12 Ottobre 2015 – ndr, l’Assessore Zega ha esercitato la propria attività professionale per alcuni imbocchi in fogna, un cambio di destinazione d’uso ed una modifica di spazi interni. Tale attività – continuava il Sindaco – è stata però esercitata mentre l’assessore non era assolutamente titolare di competenze in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici”.

Successivamente a ciò il Consiglio Comunale del 30 Novembre a maggioranza approvava una modifica all’Articolo 36 Comma 4 dello Statuto comunale asserendo che l’incompatibilità di esercizio professionale degli assessori e del Sindaco si restringeva esclusivamente agli aventi deleghe e competenze in materia di urbanistica, edilizia pubblica e lavori pubblici.

Di fatto però, la modifica non solo non appariva atta a sanare eventuali violazioni pregresse, ma non toglieva dal mirino di Democratici per Castello l’Assessore Zega.

Secondo alcuni accessi agli atti effettuati nei giorni successivi al Consiglio Comunale di Novembre da parte di Moianetti e Colacchi, alcune documentazioni attestavano lo svolgimento di attività inerente la professione di geometra da parte dell’Assessore Zega, oltre le fattispecie rilevate nella risposta del Sindaco all’interrogazione Colacchi-Moianetti.

Sul sito internet istituzionale del Comune gandolfino, nella mattinata di mercoledì 2 Dicembre venivano pubblicati fascicoli inerenti “il nulla osta ai soli fini del vincolo idrogeologico”, per movimento terra finalizzato alla demolizione e ricostruzione di un fabbricato ad uso magazzino, firmato, tra gli altri, dallo stesso Geom. Zega, in qualità di tecnico professionista.

“La cosa che più ci stupisce in questa specifica – dichiarano Colacchi e Moianetti – sta nel fatto che il documento inerente il vincolo idrogeologico apparso sul sito comunale, è stato modificato qualche ora dopo, espungendo dallo stesso, nella sua parte accessibile agli utenti, ogni riferimento in cui si leggeva il nome del tecnico incaricato, rispondente al Geom. Massimo Zega, di fatto smentendo il Sindaco Monachesi nella sua risposta, tardiva, alla nostra interrogazione”.

Nella mattinata di sabato 5 Dicembre gli stessi esponenti di Democratici per Castello, affiggevano un manifesto in città nel quale, sottolineando la loro posizione politica sui fatti emersi, chiedevano le dimissioni del Sindaco Monachesi.

A stretto giro l’Assessore Zega annunciava a mezzo stampa la consegna delle sue deleghe nelle mani del Sindaco, dimettendosi da ogni incarico in giunta, sostenendo il suo operato “Nel rispetto delle normative che, vanno interpretate, e per il sostentamento della sua famiglia, senza mai avvalersi del suo incarico pubblico per ottenere vantaggi o privilegi nella mia attività professionale”. Lo stesso Zega dichiarava che subito dopo il ponte dell’8 Dicembre sarà lui stesso a rendere note le sue attività professionali e lavorative durante il suo mandato assessorile in città.

Appresa la notizia delle dimissioni di Zega, Colacchi e Moianetti continuano nel richiedere le dimissioni del Sindaco Monachesi, a loro dire: “Responsabile politico di una vicenda che, si è voluto celare fino all’ultimo, in spregio di ogni principio di trasparenza e legalità, mentre man mano che trascorrono i giorni emerge in tutta la sua gravità un modus operandi, politico ed amministrativo del Sindaco, del tutto improprio”.

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