CastellInsieme lancia il festival de il Parco che Vorrei

La Polisportiva Sociale CastellInsieme onlus fa chiarezza sul progetto de il Parco che vorrei e lancia per il mese di luglio il Festival Popolare

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Il Parco che Vorrei - presentazione del progetto di CastellInsieme a via Donizzetti

“Crediamo sia necessario fare chiarezza sulla proposta di parco accessibile lanciata dalla Polisportiva CastellInsieme Onlus lo scorso 24 Aprile, sia per rendicontare sul percorso avviato che sulle prossime tappe di un cammino che intendiamo perseguire con determinazione, insieme a tutti coloro che, istituzioni, associazioni e cittadini, hanno mostrato vicinanza e consenso alla nostra iniziativa”. Lo dichiara in una nota la Polisportiva Sociale CastellInsieme Onlus. “Dopo il 24 marzo la nostra associazione si è promessa di voler continuare la progettazione sullo spazio di via Donizetti, sia dal punto di vista architettonico sia di partecipazione. Abbiamo quindi iniziato un tavolo istituzionale con il Consiglio Regionale del Lazio, nella persona dell’On. Marta Bonafoni, e con il Comune di Albano, rappresentato dall’assessora alle politiche giovanili Alessandra Zeppieri. Parallelamente abbiamo attivato un tavolo di progettazione con altri enti del terzo settore e collettivi, nello specifico: Asd Circo Svago, Asd Rari Nantes, Associazione Chiara per i Bambini del Mondo, Non Una di Meno Castelli Romani, ArciGay Castelli Romani, Associazione Nuova Fabbrica e Cooperativa Sociale Passaggio al Bosco. Oltre a ciò, continua il suo lavoro il team di progettazione della CastellInsieme Onlus, avvalendosi del Presidente Fabrizio Izzo, della Dott.ssa Alessandra Proietti, psicologa e psicoterapeuta, unitamente agli architetti Domenico Iacoella e Laura Carducci, con il supporto del responsabile alla sicurezza Alessandro Mengarelli. Grazie al lavoro del team di progettazione a breve saremo in grado di presentare ufficialmente la richiesta di gestione dello spazio di via Donizetti al Comune di Albano. Nel mese di Luglio proprio nell’area interessata dal progetto presenteremo il primo “Festival Popolare il Parco che Vorrei” con attività laboratoriali per tutte le età, workshop, spettacoli di musica, arte, circensi e cabaret, convegni e dibattiti, tornei sportivi”. Specifica la nota di CastellInsieme. “Il parco pubblico – sottolinea il Presidente della Polisportiva CastellInsieme Onlus Fabrizio Izzo – in quanto luogo aperto e senza steccati, capace di contenere e di accogliere, di ospitare e di favorire l’incontro tra le persone, indipendentemente dall’età e dal genere, dal credo religioso e dalle caratteristiche individuali, incarna lo spazio ideale per realizzare il nostro desiderio. L’esigenza di iniziare a ri-costruire delle reti solidali ed inclusive, in grado di offrire delle risposte ad un disagio in continua crescita che vede la sua maggiore sorgente nella tesi, sempre più accreditata e convincente che l’uomo possa essere ridotto ad un coacervo di bisogni individuali, da risolvere esclusivamente attraverso l’acquisto di beni di consumo, trova la sua naturale soluzione di sviluppo e realizzazione, in un luogo “pubblico”, cioè che appartiene a tutti. La ri-conquista dello spazio pubblico come luogo ideale per tornare a coltivare uno dei bisogni primari e fondamentali delle persone, ossia quello di appartenenza, si interconnette strettamente ad una importante operazione di ri-connessione tra le persone, tra l’io ed il tu, tra ciò che di te risuona in me e viceversa, in quanto accomunati dall’appartenenza alla medesima razza, quella umana. E’ nostra profonda convinzione che mai, come in questo momento, sia necessario concentrare risorse ed energie verso l’obiettivo di restituire l’uomo a se stesso, attraverso un’azione di contrasto nei confronti dell’isolamento, della solitudine e dello straniamento correlati ad un modello imperante, incentrato sull’individualismo e sul solipsismo, modello che nega totalmente i profondi ed inalienabili bisogni relazionali che caratterizzano la specie umana. Un microcosmo a misura d’uomo da cui poter partire per iniziare a realizzare il primo piccolo tassello della comunità che vorremmo” conclude Izzo.

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