Cecchina dice no agli immigrati… della politichetta

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Da Vostra Parte a Cecchina

Ci preme tranquillizzare i bambini di Cecchina, di tutte le razze, etnie e religioni: il marciapiede adiacente a Piazza XXV Aprile è sgombro e pronto per ospitare nuovamente Peppa Pig, i Puffi, Babbo Natale, ed il prossimo 6 Gennaio la Befana. Detto ciò, che di gran lunga è la notizia più importante da dare, possiamo occuparci delle altre minuzie, non prima di aver dato un consiglio agli autori di “Dalla Vostra Parte”: prima di confezionare un servizio, informatevi da coloro che quel servizio vi commissionano, quantomeno sui cenni storici e geografici della zona che andrete ad attenzionare, la figura del programma, già molto provata,  ve ne saranno grati. Cecchina non è un “paesino” e soprattutto non consta di 1200 ma circa di 12000 abitanti, la differenza c’è, e non si riduce solo ad uno zero.

Capiamo però che l’obiettivo del pacco natalizio da regalare ai questuanti di visibilità esulava dalla geografia del luogo, e quindi il teatro e la scena da costruire ad arte puntavano ad altro, all’assedio, perlappunto.

Chi scrive fu assiduo telespettatore in età giovanile del Processo di Biscardi, primigenia ed antesignana trasmissione di un genere che ha segnato un epoca, quella degli “strilloni”, per cui, poco importa ciò che si dice, basta che lo si urli, possibilmente tutti insieme, con l’accompagnamento di qualche comparsa o famiglio, anch’essi interessati a poter raccontare ai nipoti di essere stati in TV un giorno. Certo, la trasposizione del bar sport dal calcio alle cose serie fa un po’ ribrezzo, ma siamo tutti figli dei nostri tempi ed a molti la differenza sfugge.

Il tema che taluni statisti travestiti da cittadini volevano porre all’attenzione delle masse eviteremo accuratamente di sfiorarlo in queste righe, perchè ci pare chiaro che non l’immigrazione, non le guerre sparse per il mondo, non la sicurezza messa a rischio dal terrorismo e dalle masse di popoli in movimento, interessa realmente a nessuno dei suddetti questuanti di visibilità. In più, è nostra precisa convinzione che, per parlare di cose serie, occorrono persone serie, preparate, intellettualmente, culturalmente ed eticamente, totalmente assenti tra le 20 in parata sul marciapiede di Cecchina lo scorso mercoledì sera. Ma chi sono allora i questuanti?

In primo luogo li inviteremmo a presentarsi con il loro volto, senza travisarsi come un qualunque furfantello: i Consiglieri Comunali dicano di esserlo, i candidati Sindaco dicano di aver fatto i candidati Sindaco, i candidati non eletti dicano di non aver avuto il consenso sufficente dei cittadini a rappresentarli nelle istituzioni. No perchè se si iniziano a raccontare menzogne pure nella presentazione poi quando si va ad approfondire, come dire, la credibilità dei soggetti potrebbe risentirne.

La foto opportunity della serata, molto spassosa, se non fosse tragicamente grottesca, recità così.

Simone Carabella, nerboruto mental coach, primo dei non eletti nella lista del Partito Democratico alle elezioni comunali di Albano nel 2010. Il fatto di non essere stato eletto per un soffio ci fa solidarizzare d’istinto con Carabella, umanamente ci siamo passati e conosciamo il rosicamento. Evidentemente però il rosicamento per Carabella ha prodotto effetti nel tempo, per cui, abbandonato il coordinamento del Forum Ambiente del Pd provinciale, l’ambiente Pd non gli piaceva è il caso di dirlo, ha deciso di giocare in proprio, e allora via, in campo in prima persona da candidato Sindaco di Albano nel 2015 fuori dai partiti, con la lista Ne Destra ne Sinistra, poi vabè, si scoprirà che era un po’ più destra che sinistra. L’esperienza non fu soddisfacente se l’anno successivo, alle elezioni di Roma Capitale del maggio 2016, sempre Carabella, si volle cimentare come candidato al Campidoglio, nella lista Patria, a sostegno di Alfredo Iorio Sindaco. La lista di estrema destra, solo per un caso fortuito della storia, ma questo Carabella non lo poteva sapere, portava come Sindaco quello Iorio che fu tra i fondatori a Roma di Futuro e Libertà, il partito di Gianfranco Fini, si, quello che tra i suoi primari punti programmatici vedeva il voto e la cittadinanza per gli immigrati. Non andò molto bene all’eroe di mille battaglie Carabella, visto che le 41 preferenze ottenute furono un pochino risicate rispetto al suo impegno.

Venendo al gentil sesso, a guidare il manipolo si è scorta anche Federica Nobilio, attualmente  Consigliere Comunale di Albano Laziale, eletta in qualità di candidata Sindaco per il Movimento Cinque Stelle, oggi appassionata referente nazionale di Terra Nostra per Giorgia Meloni, una costola nata dal corpo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. La Bibbia insegna, quando si fa nascere qualcosa da una costola non sempre l’esperimento riesce bene e spesso provoca dolori e patimenti alla levatrice, per questo il silenzio e l’assenza di qualsiasi dirigente o esponente ufficiale di Fratelli d’Italia su quel marciapiede davanti alle telecamere segna un punto d’onore, e di dignitoso decoro, per il partito della Meloni ad Albano, di cui diamo volentieri atto.

Ogni top player, ogni capitano, ogni colonnello, nel culmine della battaglia, necessita di qualche truppa di complemento, qualche gregario plaudente: e non potevano di certo mancare su quel marciapiede, l’ex candidata di Noi Con Salvini scelta ad Albano nel 2015 da 14 elettori, l’ex candidato di Rigenerare La Democrazia, l’ex candidato di Patto Popolare, e qualche altro avventore dei bar vicini finito suo malgrado in quel quadro da operetta.

Un’operetta, non buffa, ma volgarissima e profondamente decadente, triste, lugubre, che segna un tempo in cui le tragedie sono trasformate in farse, anche quando i problemi scaturiti dalle tragedie, sono reali e vissuti sulla pelle delle persone, sia nei panni di migranti sia in quelli di chi si sente sempre più insicuro e cerca risposte.

Il Video Integrale della trasmissione: http://mdst.it/03v677277/

 

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