Cecità, poesia di Marzia Mancini

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cecita
Cecità
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Cecità

Cecità è la prima poesia che abbia mai scritto ed anche per questo ne sono molto affezionata.

Oltre ad essere una poesia, la definirei un inno alla vita ed un omaggio alla primavera, che simbolicamente altro non è che una rinascita, in questo caso una rinascita interiore che invita ad apprezzare in ogni sua manifestazione la vita che ci circonda e che è dentro di noi.

La vera cecità è quella dell’anima, il ceco è colui che non riesce a ‘vedere’ con gli occhi interiori senza riuscire a cogliere la bellezza della propria esistenza che gli scorre davanti imperterrita…La Cecità dell’anima non è permanente se noi lo vogliamo, quegli ‘occhi’ ce l’abbiamo tutti e possiamo curarli, aprirli e spalancarli per sentirci di nuovo vivi!!!

Buona lettura e felice ‘primavera’ a tutti voi…

 

CECITA’

Se qualcun mi chiedesse

Che vedi? Chiuderei gli occhi E risponderei…

 

Un sole ancor pigro

Che scalda dolcemente Indumenti e pensieri Una leggera brezza

Fa suonar foglie d’albero

Che danzano a festa. Un suon d’amore, Due giovani rondini

Sventolando i lor aquiloni

Metton su casa.

Il cangiante aroma Rammenta la primavera… Tra vanitosi profumati Riconosco il rosso rosa Dono di tanti amanti.

Il giallo casalingo del limone

E d il fascino spontaneo

Di un geranio.

Ognun di loro partecipa al concorso di bellezza, premiata La sincera stravaganza!

Api paffute banchettano Per le nozze primaverili Ronzando in ogni dove.

E poi ancor musica

Risa di fanciulleschi giochi

Graffiar di gatti che

Si apprestano alla manicure Odor di fresco, odor di boschi, Odor di te vita mia.

 

Ma or è a te, mio compagno, che porgo la domanda.

Tu, dagli occhi spalancati

E la pupilla che par carpire Il più criptico dei misteri…

Che vedi? Dimmi Che vedi? Nel tuo silenzio io taccio. Perdona, non m’ero accorta Della tua palese cecità. Povero, triste uomo che

Non può vedere

La vita che urla.

 

Marzia Mancini

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